Dubai. Incremento di falsi venditori di sogni: si fanno versare un acconto e poi spariscono

//
4 mins read

E alla fine cascano tutti a Dubai. La capitale dell’eccesso, nel deserto degli Emirati Arabi Uniti, è da tempo diventata la meta preferita di tronisti e influencer che si reinventano coach e manager. A denunciarlo è una società con sedi a Dubai e in Italia (Padova), la Falcon Advice, che opera da anni nel campo della consulenza aziendale per le imprese italiane che vogliano aprire uffici a Dubai. La Falcon è oggi anche una sorta di osservatorio circa le tendenze del momento.

Di cosa parliamo in questo articolo

Mettere in guardia


“Anche questo è uno dei nostri compiti – racconta il ceo di Falcon Advice, Daniele Pescara – ovvero mettere in guardia i nostri clienti da falsi venditori di sogni e società fantasma. Abbiamo notato negli ultimi tempi un incremento di questo fenomeno: influencer, youtuber, blogger, finti formatori, tuttologi, che sbarcano qui senza alcuna esperienza dimostrata o competenza storica, forti solo dei loro followers su Instagram. Credono così di poter iniziare, da zero e senza reputazione alcuna, attività di consulenza aziendale vendendo servizi talvolta inesistenti”.


Alcuni di questi aprono società di consulenze senza possedere nemmeno titoli, licenze, uffici o staff. “Altri, vendono crescita sui social network, “l’affare” nel real estate, libertà finanziaria, guadagni facili, millantano di tutto pur di fare più danni possibili all’immagine di Dubai – continua Pescara – Si fanno lasciare cospicui acconti da clienti distratti anche per via della pandemia in Italia e poi in molti casi, già documentati, spariscono. Come per il business delle auto di lusso abbandonate nel deserto. Sei mesi, massimo un anno e non ci sono più. Tutti raggiri”.

La fiera Dubai

Dubai si sa, è la fiera del grottesco e anche dell’acconto. C’è gente che campa di questi espedienti sulle spalle di persone che cadono, ignare, nelle loro trappole. “Nei tribunali di Dubai c’è stata ultimamente un’escalation di reati per appropriazione indebita – continua Pescara – la situazione è molto grave e va a discapito di una grandissima parte di professionisti seri provenienti da tutte le parti del mondo, con le loro sedi dove accogliere i clienti e i loro dipendenti da pagare, che nulla hanno a che fare con il denaro facile e che prendono le distanze da certi personaggi”.

Ma per fortuna Dubai non è solo questo. C’è anche quella Dubai fatta di persone oneste e disciplinate, che operano sul campo da anni e che hanno una reputazione certa, dimostrata dai fatti. “Il mio consiglio è che chiunque proponga qualcosa in questo Paese deve prima redigere un contratto, deve farsi seguire da un avvocato e deve avere una tracciabilità circa quello che fa o che vende – conclude Pescara – Deve avere un ufficio dover poter accogliere i clienti e sul quale poter dimostrare la propria storicità. Un italiano che vuole intraprendere un percorso virtuoso da noi deve rendersi conto che non è facile e non è breve, se lo intraprende con professionisti seri sa che deve prima produrre tutte le documentazioni inerenti all’attività che intende iniziare. E ciò deve essere vidimato dal notary public con gli apposti moduli, per tutelare entrambe le parti. Tutto il resto, nella maggior parte dei casi, sono chiacchiere”.

Fonte: Fabrizio Boschi
Falcon Advice Press office

militare
Articolo Precedente

Zona militare: divieto di accesso

fashion renting moda sostenibile a noleggio
Articolo Successivo

Fashion Renting: la nuova frontiera della moda

Ultime News

E’ buono per me?

di Chiara Narracci – Sociologa – Il “WORLD HAPPINESS REPORT” è una classifica dei Paesi più