Simone Giertz: biografia di una geniale non-inventrice

///
8 mins read

di Paul Fasciano –

Simone Giertz, inventrice, youtuber, maker, appassionata di robotica e conduttrice televisiva svedese, è un esempio vivente di come trasformare una minus personale in un punto di forza. Un emblema di resilienza, anzi meglio, di anti-fragilità, che attraverso il suo lavoro improbabile, suggerisce ai più che è possibile essere se stessi ed avere successo. La Giertz è cresciuta a Saltsjö-Duvnäs, in Svezia , a circa 6 miglia da Stoccolma. Per 16 anni, sua madre è stata una cacciatrice di fantasmi in un reality svedese; Giertz la chiama “il volto della comunità paranormale in Svezia”. Suo padre era un produttore televisivo che ora lavora nel settore delle licenze per i media.

Biografia di una geniale non-inventrice

La sua è la storia di una ragazza molto ansiosa, una di quelle che quando viene interrogata a scuola, le tremano vistosamente le mani, si copre di chiazze rosse in viso, appare incerta e insicura. “A proposito di quella certa ansia che prende quando si è costretti a parlare in pubblico, molti danno questo strano suggerimento: “Immagina che la gente fra il pubblico sia nuda”. Come se questo potesse farvi sentire meglio!”, racconta Simone.

Simone Giertz is a wonderful inspiration | Role models, Technology history,  Brain surgery

Soprattutto in questi tempi incerti, secondo l’approccio della Giertz, quando si è di fronte a un problema, si può e si deve inventare una qualche soluzione, e non è importante che questa soluzione risolva davvero il problema. Ciò che conta è aver cercato un approccio, averlo esplorato, essersi messi in gioco. Ed è ciò che è successo a lei quattro anni fa, quando la nostra inventrice ha avviato la sua carriera su YouTube costruendo una serie di quelli che lei chiama “robot di merda”: aggeggi allegri, esilaranti e a malapena funzionanti. Ad esempio, “il casco-spazzolino”, un sostituto dello spazzolino per lavarsi i denti, “consigliato da zero dentisti su 10 e che ha portato zero innovazione nel mondo dell’odontoiatria”, ma che ha cambiato completamente la sua vita.

The Toothbrush Machine, A Motorized Helmet With a Robotic Toothbrush Arm

Perché ha finito di costruire questo casco-spazzolino quattro anni fa, e dopo averlo finito è andata in soggiorno, ha sistemato una videocamera e ha filmato per sette secondi il casco in funzione.

Lo schema è quello “classico” delle fiabe moderne: una ragazza pubblica su internet qualcosa di fuori dal comune e Internet travolge la ragazza, migliaia di uomini si aggirano nelle sezioni dei commenti per chiedere la sua mano, lei li ignora tutti, apre un canale YouTube e continua a costruire robot. Da allora, Simone si è scavata una piccola nicchia in internet e la nomea di inventrice di macchine inutili. Perché, come tutti sappiamo, il modo più semplice di essere al top nel proprio campo è scegliersi un campo molto piccolo! Quindi ha iniziato così, con un canale YouTube dedicato alle sue macchine, creando cose come una macchina per tagliare i capelli con i droni, una macchina che la aiutasse a svegliarsi la mattina (e che consiste in un guanto da cucina che alle 7am comincia a schiaffeggiarla), e una macchina, anche questa del tutto inutile, che la aiuta a tagliare la verdura.

Simone Giertz - Humans of Technology

Simone la comunicatrice

Simone non è un ingegnere. Non ha studiato ingegneria a scuola. Ma è stata una studentessa super-ambiziosa. Alle medie e alle superiori aveva tutti 10 e si è diplomata con il massimo dei voti. D’altro canto, però, doveva fare i conti con un’ansia da prestazione molto grave. Ecco una lettera che mandò al fratello:

“Sapessi com’è difficile per me dirtelo, confessartelo. Sono imbarazzata da morire. Non voglio che la gente pensi che sono stupida. Adesso sto pure per mettermi a piangere. Accidenti.”

WIRED numero di copertina di gennaio 2020 con Simone Giertz

La cosa di cui scrive nella mail, che la sconvolse così tanto, è stata una banale B in un test di matematica. Molti ragazzi vivono questo tipo di ansia da prestazione, di imbarazzo nel conquistare il proprio posto nel mondo perché semplicemente “nessuno dice loro che il successo di sé passa per l’accettazione di sé“, suggerisce la Giertz.

Così Simone ha cominciato del tutto naturalmente, e seguendo questa nuova ispirazione, a interessarsi alla costruzione di robot, e a voler imparare da sola qualcosa sull’hardware. Ma costruire oggetti fisici, specialmente come autodidatta, è stata una cosa davvero difficile e capace di farla sentire spesso inadatta, vista l’alta percentuale di fallimento. Qualcosa che, però, ha presto saputo trasformare nella sua personale vittoria: “un sistema capace di garantire successo il 100% delle volte” ha ammesso lei stessa, perché invece di cercare di avere successo iniziò a costruire di proposito cose che non funzionavano. Anche se in quel momento non lo sapeva, costruire cose stupide si rivelò in realtà una mossa piuttosto intelligente. Perché mentre studiava cose complesse, per la prima volta nella sua vita non doveva preoccuparsi dell’ansia da prestazione. Un aspetto essenziale della creatività è non avere paura di fallire, disse Edwin Land.

Simone Giertz sits on the floor of her workshop with an oversized pair of scissors

E non appena si è liberata da tutta la pressione e le aspettative, quella pressione ha ceduto il posto, rapidamente, all’entusiasmo, permettendole di giocare e basta.

Individuare un problema quindi. Questo è il primo passo per creare una macchina inutile. “Costruire macchine inutili è divertente, ma come fa a essere un business?” si è chiesta all’inizio la Giertz. Tenere discorsi è diventato parte del suo business. Comunicare l’aspetto ludico e imprevedibile delle cose. L’importanza di non prendersi troppo sul serio.

Per quanto le mie macchine possano sembrare solo trovate ingegnose, mi rendo conto di essermi imbattuta in qualcosa di più grande. È questa espressione di gioia e umiltà che spesso si perde nell’ingegneria. Mi chiedono spesso se penso di costruire qualcosa di utile, e forse un giorno lo farò. Ma per come la vedo io, l’ho già fatto. Perché mi sono creata questo lavoro, che è qualcosa che non avrei mai potuto pianificare

È questa, secondo Simone, la vera bellezza del costruire cose inutili: è la constatazione che non sempre si sa quale sia la risposta giusta. Ma lanciarsi con entusiasmo verso l’imprevedibile soluzione, zittisce quella voce nella testa che ti dice che tu sai esattamente come funziona il mondo. E se un casco-spazzolino non è la risposta giusta, almeno ci si sta ponendo una domanda.

Paul k. Fasciano, co-owner di InsideMagazine, formatore, autore e business coach, mette competenza, etica ed empatia al servizio di professionisti e aziende, orientandoli alle migliori strategie di comunicazione.

Articolo Precedente

L'importanza del turismo "green"

Articolo Successivo

Emanuele Fortunati: un coach per trovare la propria Missione Professionale

Ultime News