Il Post di… Valentina Vitrano, una riflessione sul ruolo del coach

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IL POST di: Valentina Vitrano, Talent Acquisition & Employer Branding Manager presso Rextart.

Il Post

Valentina ha scritto sulla sua pagina LinkedIn: “Era fine Maggio, iniziava a fare caldo e stavo lavorando da casa, quando tra le tante mail vedo arrivarmene una diversa dal solito.
La mail era da parte di Marilú Carnesi e mi chiedeva se volessi essere intervistata per Ci.Effe. Consulting, l’azienda di cui è co-owner e training manager. All’inizio non mi soffermai più di tanto sull’azienda, pensai semplicemente fosse la classica intervista rivolta agli #HR Manager ma comunque accettai di buon grado.

Subito dopo la nostra call, mi resi conto che non era stata una vera e propria intervista ma ben altro: un momento di profonda riflessione su me stessa, sulle mie prospettive sia come HR che come donna, in un periodo così difficile come quello del #lockdown. Marilù è stata in grado di mettermi a mio agio e lasciarmi lo spazio di raccontarmi ma soprattutto di ragionare su tematiche nuove e a tratti scomode. Non credevo si potesse passare da una semplice telefonata ad un ebook in così poco tempo! 🙂

L’ebook in questione si intitola: “Lock down opportunità vs ostacolo: Storie di Resilienza organizzativa in un’epoca di #Pandemia” e all’interno vi troverete, oltre alla mia, tante #storie aziendali (e umane) che spero possano darvi suggerimenti utili ed interessanti.

Se siete troppo pigri per leggere ma l’argomento vi interessa, vi invito a registrarvi al Webinar di domani sera che vedrà la premiazione di 6 aziende tra le 22 partecipanti. Rextart si contenderà il titolo nella categoria Innovazione.

Vi lascio il link per registrarvi: https://bit.ly/3nr4Gjk

Coach professionista

La Riflessione: il ruolo del Coach

Un’intervista con un coach può facilmente trasformarsi in qualcosa di più, che evolve in uno scambio di grande valore per la propria crescita personale. Non stupisce perché il ruolo del Coach è porre domande, riformulare in chiave evolutiva ciò che il Coachee (il suo interlocutore) dice, e offrire feed-back basati in particolare sul come lo dice. Si pone con empatia, trasparenza, autenticità e in modo avalutativo, alternando – con accoglienza – morbidezza e fermezza.

Come dice un’altra coach ed esperta di PNL, Chiara Cecutti, “il Coach non offre consigli né tanto meno giudizi. Non è una terapeuta, non lavora sul disagio, sulla patologia o sul disturbo. Il Coach allena comportamenti e lavora con chi ha mete da raggiungere, su presente e su futuro, desideri e risultati, sempre orientato a facilitare i comportamenti necessari per ottenere ciò che si desidera.”

Questo perché il presupposto su cui si basa il Coaching è che ogni individuo possiede le potenzialità, le risorse e le capacità necessarie per affrontare al meglio qualsiasi situazione, nonostante non ne sia sempre consapevole. Il compito del Coach è aiutare il Coachee a cambiare e migliorare sviluppando responsabilità e consapevolezza rispetto:

  • a sé e ai propri punti di forza
  • alle proprie risorse, capacità e potenzialità
  • a ciò che fa per “non raggiungere” i propri obiettivi
  • a ciò che può fare per raggiungere i propri obiettivi
  • alla propria responsabilità intesa come capacità di azione e di risultato

Essere un Coach

La strada per diventare un Coach è lunga. Consiste in un percorso dapprima personale e di esperienze di vita vissute sul campo per sviluppare quell’empatia necessaria a Orientare, Guidare, Sostenere e Contenere (come sottolinea Giovanna Kiferle nella sua teoria e pratica delle 4 Mosse) per affiancare persone che vogliono gestirsi e gestire meglio il loro ruolo nel mondo.

Per essere un Coach serve ovviamente una conoscenza tecnica del metodo di Coaching che si possa imparare in una seria e accreditata scuola di Coaching. Ma più di tutto serve acquisire quella capacità di educere, di tirare fuori e trasformare in potenza il potenziale delle persone.

Il Coach comprende bene che la partita più importante non si svolge all’esterno di sé, bensì all’interno, nella coscienza di sé. La coscienza è un luogo strano, perché è composta da due persone diverse, il Sé 1 e il Sé 2 direbbe Timothy Gallwey. E’ questo dialogo, che spesso si tramuta in conflitto, tra la parte subconscia “operativa” e la parte conscia “giudicante”, il responsabile degli alti e dei bassi di una persona, della sua cattiva giornata o delle sue notevoli performance.

Sempre per citare Gallwey, “la partita strategicamente più importante si svolge all’interno della mente” e ben poco ha a che fare con quello che ci accade, e molto di più da come interpretiamo, viviamo e reagiamo a quello che succede, dentro e fuori di noi. Ecco chi è il Coach: qualcuno che assume un rilievo determinante nella gestione della partita interiore degli altri.

Paul k. Fasciano, co-owner di InsideMagazine, formatore, autore e business coach, mette competenza, etica ed empatia al servizio di professionisti e aziende, orientandoli alle migliori strategie di comunicazione.

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