Un’intelligenza sola non basta. Ecco le 5 intelligenze del futuro

/
8 mins read

Marco Valsecchi, giornalista di LinkedIn Notizie introduce un argomento quanto mai d’attualità, rispondendo alla domanda: e se il mix di competenze (e intelligenze) oggi contasse più del titolo professionale?

Il post: “Disciplinare, sintetica, creativa, rispettosa ed etica: sono solo alcune delle intelligenze che sono già state catalogate. Secondo il project manager Enrico Zanieri, però, l’evoluzione più dirompente che ci attende sarà la fine dell’ossessione per la misura dei singoli parametri e l’avvento di un futuro in cui a contare sarà il mix unico rappresentato da ogni singolo individuo.

Ed ecco il post di Zanieri:”C’era una volta un solo tipo di intelligenza… che si misurava con il “quoziente intellettivo”…Adesso cominciamo a capire che un’intelligenza non basta e che noi stessi siamo un mix unico di caratteristiche che intrecciano in maniera imprevedibile diversi tipi di “intelligenza” (che formano il nostro “talento”).

Fra le molteplici intelligenze ce ne sono cinque che sono destinate ad emergere nel prossimo futuro e su cui “porre attenzione”.

Qualcuno le ha definite “le cinque intelligenze del futuro”… ma sono solo un primo passo verso la comprensione che ci sono “intelligenze infinite” e che quello che conta non sono quelle che vengono etichettate di volta in volta, ma il “mix” unico di ogni persona..

Le 5 intelligenze “multiple”

Partiamo da qui, dall’articolo recentemente pubblicato su I’M “Gardner e l’intelligenza emotiva: approccio utile oggi più che mai“. Il questo pezzo si parla di Howard Gardner, che con la sua teoria delle intelligenze multiple fornì un approccio inedito e fondamentale, ad esempio, per valorizzare le potenzialità di uno studente (questo concetto può essere esteso a chiunque).

E ancora, gli psicologi Goleman, Salovey e Mayer che hanno definito l’intelligenza emotiva. Come si manifesta l’intelligenza emotiva?”

Ecco come (Salovey e Mayer, 1990):

  • Autoconsapevolezza: capacità di distinguere le proprie emozioni, nel momento in cui esse si presentano;
  • Dominio di sé: capacità di controllare le proprie emozioni nel qui ed ora;
  • Motivazione: L’autoconsapevolezza e il dominio di sé sono due skills fondamentali per motivare se stessi al perseguimento di un obiettivo stabilito;
  • Empatia: capacità di riconoscere le emozioni altrui;
  • Gestione delle relazioni: capacità di condividere dei momenti con gli altri, sapendo influenzare positivamente le emozioni altrui.

La teoria delle intelligenze multiple viene descritta nel libro Formae Mentis del 1983 e partiva dalla constatazione della fallacia dei normali test di valutazione perché molto pratici e poco adatti a descrivere l’intelligenza umana. Il loro successo iniziò durante la prima guerra mondiale, quando quasi 2 milioni di americani furono sottoposti al test di misurazione del Qi di Lewis Terman; a partire da quel momento si diffuse la convinzione di poter classificare le persone in più o meno intelligenti. Formae mentis divenne il manifesto di chi criticava questa mentalità, che Gardner definiva “mentalità da Qi”.

Le 5 intelligenze del “futuro”

Enrico Zanieri, nel suo intervento, approfondisce quelle che saranno le 5 intelligenze del futuro e che varrano come, se non di più, di un attestato professionale. Eccole:

  1. l’intelligenza disciplinare: ha a che fare con la formazione ed è la padronanza di una competenza ed il suo continuo perfezionamento;
  2. l’intelligenza sintetica: riguarda l’abilità di filtrare l’enorme mole di informazioni a cui siamo quotidianamente sottoposti, individuando quelle utili con senso obiettivo e sintetizzandole in modo che siano comprensibili per tutti;
  3. Intelligenza creativa: la capacità di proporre nuove idee, trovare risposte insolite e modi di pensare fuori dagli schemi;
  4. Intelligenza inclusiva: consente di accogliere la diversità, rispettando le individualità ed i contributi singoli per sfruttarne appieno il potenziale;
  5. Intelligenza etica: “fare la cosa giusta” in rapporto al contesto ed alle circostanze.. a favore della collettività ed oltre il proprio interesse personale.

Queste sono solo cinque “intelligenze” catalogate nel tentativo di allargare una prospettiva che si fa sempre più stretta quando l’uomo comprende quello che veramente è e quello che vuole diventare al di là degli schemi che impongono “un solo tipo di intelligenza” (prima “intellettiva”, ora “emotiva” etc.) – scrive Zanieri – La cosa interessante, al di là delle classificazioni è che gradualmente la società sta ampliando la “comprensione dell’individuo”, allontanandosi lentamente dall’ossessione della catalogazione e della misura.

Il futuro sarà presente quando non ci sarà più nè la voglia nè la necessità di impiegare tempo a “misurare”, ma ci concentreremo sullo sperimentare i mix di intelligenze che sono più funzionali ad un lavoro (o ad un obiettivo).

Sarà un futuro in cui sostituiremo i “job title” o i “CV” per guardare una persona a “360 gradi”: col suo mix unico di molteplici intelligenze (che impareremo a riconoscere). Sarà un futuro in cui, sviluppando le nostre “intelligenze”, riusciremo a vedere meglio chi abbiamo di fronte e capiremo con lui come e quanto il suo “mix”, potrà soddisfare quello che cerchiamo.”

Foto del profilo di Alessandra Lupinacci

Alessandra Lupinacci, HR Explorer commenta a margine: “Sarà un futuro che forse non avremo la fortuna di vedere… ma che sarà molto migliore di un presente con l’ossessione della misura dei QI, QE e di “Q la qualunque”.

Bellissimo pensiero questo. Che mi riconduce al bisogno urgente di una maggiore autoconsapevolezza e alla capacità di andare a fondo, di capire che la strategia – non solo ma prima di tutto di attraction, selection e on boarding – deve poter spaziare e accogliere l’intrapreneurship. Quindi insieme a “oltre il CV e oltre il job title”, quello che mi auguro io è che riusciremo ad andare anche oltre alle job description e contaminarci di più.

Mara Lenti, HR Business Advisor, di rimando sottolinea: “In una società che ha ancora tra pieghe non poi così nascoste e neanche così primitive quel facile sillogismo per cui intelligente corrisponde a un mero numero, a un voto, a un tempo, a un rigore privo di poesia, ridefinire le intelligenze come alta espressione dei propri talenti è affascinante e mi auguro non troppo futuristico!

Foto del profilo di Mara Lenti

Un futuro fatto di infinite intelligenze quante sono le sfaccettature del potenziale di ognuno è un futuro che mi piacerebbe vedere.”

La gara fra il Jeff Bezos e l’Elon Musk di turno è superata? Lo scopriremo nel futuro, spaziotempo lontano chissà quanto in cui magari riscopriremo come fondamentali alcuni valori più naturali, interiori e meno netti. Promulgatori di una società e una professionalità più “fluida”, noi di I’M contiamo sul futuro a misura d’uomo e delle sue infinite intelligenze.

Paul k. Fasciano, co-owner di InsideMagazine, formatore, autore e business coach, mette competenza, etica ed empatia al servizio di professionisti e aziende, orientandoli alle migliori strategie di comunicazione.

Articolo Precedente

Call for Ideas: parte il contest “InnovaMI” per ridefinire il concetto di abitare

Articolo Successivo

Non è una startup per giovani: lavoro over 60 è la nuova tendenza post Covid

Ultime News