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Navigare verso il Successo: intervista esclusiva con Paul Fasciano, autore de ‘La Bussola del Coach’, che svela i segreti del Coaching Efficace

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Sei mai stato in una foresta così fitta da perdere il senso dell’orientamento? O in un oceano di possibilità così vasto da non sapere quale corso prendere? In entrambi i casi, una bussola sarebbe stata il tuo migliore amico. Oggi abbiamo l’onore e il privilegio di parlare con Paul Fasciano, l’autore del libro, “La Bussola del Coach: Esercizi essenziali e strumenti innovativi per il Coaching Efficace”. In un mondo complesso come quello di oggi, avere una guida affidabile è fondamentale. E chi meglio di Paul Fasciano, un veterano del settore, per fornirci questa guida? Con anni di esperienza alle spalle e una passione inarrestabile nell’aiutare gli altri a raggiungere i propri obiettivi, Paul ha condensato in un libro tante pratiche utili a un contesto di crescita, promettendo di diventare indispensabile per chiunque voglia navigare nella vita con focus e successo.

Ma cosa rende questo libro così speciale? Perché dovresti leggerlo? E come può aiutarti a diventare non solo un coach migliore ma anche una persona migliore? Preparatevi a scoprire tutto questo e molto altro in questa intervista esclusiva, ricca di spunti e riflessioni.

L’origine del libro “La Bussola del Coach”

Paul, ogni grande libro nasce da una grande necessità. Qual è la necessità che “La Bussola del Coach” colma?

“Viviamo in un mondo in cui le informazioni sono ovunque, ma la saggezza è rara. Ho scritto questo libro per trasformare quella sovrabbondanza di informazioni in strumenti pratici e applicabili. Ricordo una conversazione con un collega coach, durante la quale ci siamo resi conto che molti di noi navigano a vista, senza una vera ‘bussola’. Ecco da dove è nata l’idea del libro.”

Paul, il tuo libro “La Bussola del Coach,” è essenzialmente dedicato agli esercizi pratici da impiegare in un percorso di coaching. Perché ritieni che gli esercizi siano così cruciali in un percorso di crescita personale e professionale?

Gli esercizi sono il motore che alimenta il viaggio verso il successo. Pensaci, non puoi aspettarti di diventare un atleta di alto livello semplicemente leggendo libri sull’atletica o guardando video su YouTube. Devi allenarti, devi sudare, devi mettere in pratica ciò che hai scoperto, ripeterlo più volte finché non diventa parte di te. Solo a quel punto potrai essere davvero efficace ed efficiente.

Come ha detto una volta Tony Robbins, “La ripetizione è la madre della competenza”. Gli esercizi nel coaching sono quella ripetizione necessaria per acquisire nuove competenze e abilità. Ecco perchè, molto semplicemente facendoli, gli esercizi ti permettono di stabilire nuove routine, creare abitudini positive e sviluppare un mindset di successo.

Un aneddoto che mi viene in mente riguarda un cliente che stava lottando per bilanciare il suo tempo tra lavoro e famiglia. Gli ho suggerito un esercizio molto semplice: per una settimana, doveva annotare ogni attività che faceva, dall’alzarsi al mattino fino a coricarsi la sera. Questo esercizio di auto-osservazione è stato un punto di svolta per lui. Ha iniziato a rendersi conto di quanto tempo “sprecava” in attività non essenziali, e questo gli ha dato la spinta per riorganizzare le sue priorità.

Interessante, Paul. E come può questo libro dare il giusto aiuto in questo senso?

Nel libro, per ogni argomento, ci sono uno o più esercizi suggeriti. Un coach che ha questa guida tra le mani, saprà sempre cosa consigliare di fare al suo coachee. Un professionista che vuole raggiungere un traguardo ambizioso avrà invece in questo libro un personal trainer che gli indica l’allenamento da fare per riuscirci. Per ogni persona che ha ambizioni, gli esercizi sono come piccoli mattoni che costruiscono la struttura di una nuova abitudine o di un nuovo modo di pensare. Ogni volta che esegui un esercizio, stai rinforzando una connessione neurale nel tuo cervello, stai creando un solco che diventerà sempre più profondo con la pratica costante.

Ricordo un coachee che era bloccato in un ciclo di pensieri negativi. Abbiamo iniziato con un semplice esercizio di riconoscimento e sostituzione di quei pensieri negativi con affermazioni costruttive. Un esercizio che io chiamo TIC TAC. All’inizio, era scettico, ma con il tempo, ha iniziato a notare un cambiamento nel suo modo di pensare e, di conseguenza, nel suo comportamento.

Ecco perché nel mio libro ho incluso una varietà di esercizi pratici. Voglio che i lettori abbiano gli strumenti per passare dall’ispirazione all’azione. Come ha detto Aristotele, “Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza, quindi, non è un atto, ma un’abitudine”. E gli esercizi sono il modo per creare quelle abitudini di eccellenza.

Le Domande Potenti

Nel tuo libro, oltre agli esercizi, per ogni argomento elenchi sempre almeno tre “domande potenti”. Questo è un termine che sentiamo spesso nel mondo del coaching, ma che forse non tutti comprendono appieno. Puoi spiegarci a cosa servono le domande potenti nel coaching e perché sono così efficaci?

Una domanda potente è come una chiave che apre una porta chiusa nel profondo della mente del coachee. E’ un grilletto che innesca un’indagine interiore, che mette in moto quella parte del cervello deputata a trovare nuove soluzioni. A quel punto emergeranno pensieri, emozioni e intuizioni che altrimenti sarebbero rimasti inesplorati. Einstein diceva: “Se pensi e fai le cose allo stesso modo, troverai le stesse soluzioni”. In pratica, queste domande agiscono come catalizzatori per uscire dal solito schema, attivare una la riflessione profonda e far seguire l’azione consapevole.

Perché funzionano così bene?

Beh, la risposta è semplice ma non semplicistica: le domande potenti evitano di dare risposte preconfezionate o soluzioni immediate. Invece, invitano il coachee a esplorare le proprie risorse interiori, a prendere consapevolezza delle proprie capacità e limitazioni, e a trovare le proprie soluzioni. Il coach, grazie alle domande, non dà mai soluzioni, ma permette al suo coachee di trovare le “sue”, ed è per questo che saranno le migliori possibili per lui, in quel momento. Questo non solo aumenta il senso di responsabilità e di proprietà del processo, ma anche la fiducia in se stessi.

Quindi, sì, le domande potenti sono un ingrediente fondamentale in ogni percorso di coaching, e nel mio libro, fornisco una serie di esempi e contesti in cui possono essere particolarmente efficaci.

Puoi condividere un aneddoto su come una di queste domande ha cambiato la vita di qualcuno?

Un mio coachee era bloccato in un lavoro che odiava. Gli ho fatto una semplice domanda: ‘Se avessi tutte le risorse di cui hai bisogno, cosa faresti di diverso?’ La sua risposta lo ha portato a riflettere e a trovare immediatamente l’aletrnativa ideale per lui.

Inizialmente, era riluttante a credere che potesse effettivamente realizzare il cambiamento che desiderava. Tuttavia, il bello del coaching è proprio questo: aiutare le persone a superare le loro credenze limitanti e a vedere le possibilità che prima sembravano irraggiungibili. Così, abbiamo lavorato insieme per elaborare un piano d’azione concreto che gli ha permesso di raccogliere le risorse necessarie per cambiare carriera. Oggi, è un professionista di successo nel settore che ha sempre sognato di lavorare, e soprattutto, è più felice che mai.

Questo episodio dimostra il potere trasformativo di una singola domanda ben formulata. Può agire come l’innesco di una bomba e costituire il punto di partenza per la vera svolta, non solo in un percorso di coaching, ma nella vita di una persona, spingendola a intraprendere azioni che possono cambiare radicalmente la sua esistenza.

La gestione dell’energia

Uno dei capitoli più intriganti del tuo libro parla della gestione dell’energia. Puoi spiegare come le emozioni possono diventare ‘droghe’ che influenzano il nostro comportamento?

Questo è un tema che ho esplorato a fondo con alcuni colleghi e esperti nel campo della psicologia. Ho avuto un coachee che era perennemente arrabbiato e in conflitto con tutti. Dopo alcune sessioni, abbiamo scoperto che utilizzava la rabbia come un meccanismo per ‘caricarsi’, per tenere alto il livello di adrenalina. Era diventato dipendente da quella ‘droga’ emotiva.

Questo mi ha portato a concepire il capitolo sulla gestione dell’energia, per aiutare le persone a riconoscere e cambiare questi schemi distruttivi.

Per chi è scritto il libro

Chi dovrebbe leggere ‘La Bussola del Coach’? È solo per i coach o può essere utile a chiunque?

Durante una conferenza di coaching a cui ho partecipato, ho avuto una conversazione illuminante con un manager che non era un coach. Mi ha detto che spesso si trovava a dover ‘coachingare’ i suoi dipendenti senza avere gli strumenti per farlo. Ecco perché ho strutturato il libro in modo tale da essere utile non solo ai coach ma a chiunque voglia migliorare la propria vita e quella degli altri. Ogni capitolo offre esercizi, domande e focus tematici che possono essere applicati in una varietà di contesti.

non puoi aspettarti di diventare un atleta di alto livello semplicemente leggendo libri sull’atletica o guardando video su YouTube

Il tuo consiglio per i nuovi coach

Qual è il tuo consiglio per chi sta per iniziare un percorso di coaching?

Se dovessi dare un consiglio, direi: ‘Trovate il coach giusto per voi e non sottovalutate mai il potere della preparazione e dell’autoconsapevolezza’. Ho visto troppe persone lanciarsi senza una bussola all’inseguimento dei loro obiettivi, finendo per scoraggiarsi e, infine, perdersi. Chi lo fa finisce per chiudere a chiave quel progetto nel cassetto dei rimpianti.

Ecco perché ho incluso nel libro tanti esercizi e domande che aiutano a costruire quella bussola interiore.

La struttura del libro

E così prosegue la nostra conversazione con Paul Fasciano, un uomo che non solo ha scritto un libro, ma ha creato una vera e propria bussola per tutti coloro che cercano il successo nella vita e nella professione. Tra un aneddoto e l’altro ho voluto capire meglio come fosse strutturata questa guida. Così, la domanda: Paul, il tuo libro è sviluppato in modo molto particolare. Puoi dirci qualcosa di più su come hai deciso di organizzarlo e perché?

La struttura del libro è nata dalla semplice esperienza sul campo. Tante volte io stesso avrei voluto una bussola per offrire il miglior contributo possibile per il mio coachee. Così, ho voluto creare un libro che fosse un manuale d’uso, una sorta di ‘ispirazione a portata di mano’ per i coach e per chiunque altro. Ogni capitolo è come una ‘stanza’ che puoi visitare per affrontare una specifica sfida o migliorare una determinata abilità. È come avere un toolkit sempre a portata di mano.

Nel mondo del coaching, la semplicità è spesso sottovalutata. Come fa la semplicità del tuo libro a renderlo uno strumento così potente?

La semplicità è la chiave per l’efficacia. Ho avuto un coachee che era così sopraffatto dalla complessità della sua vita che non sapeva da dove iniziare. Gli ho suggerito: ‘Inizia da qui, da questo esercizio, da questa domanda.’ La sua reazione è stata illuminante. Mi ha detto che finalmente aveva trovato un punto di partenza. Questo mi ha confermato che mantenere quella immediatezza anche in una guida sarebbe stato vincente. La semplicità d’uso non è banalità, ma accessibilità.

Il futuro del Coaching

Dove vedi il futuro del coaching e come pensi che il tuo libro possa contribuire a plasmarlo?

“Il futuro del coaching è in continua evoluzione, e vedo un crescente bisogno di strumenti che possano essere utilizzati in modo flessibile e adattabile. ‘La Bussola del Coach’ è progettata per essere uno di quegli strumenti. Immagina di avere un GPS che ti guida attraverso le mutevoli strade del coaching; questo è ciò che spero che il mio libro diventi per i lettori.”

Un Messaggio per i Lettori

Per concludere, quale messaggio vorresti lasciare ai nostri lettori e ai futuri lettori del tuo libro?

Vorrei dire: se potete, non viaggiate mai senza una bussola. Che siate coach, manager o semplicemente individui in cerca di una vita migliore, questo libro è stato scritto per voi. È il frutto di anni di esperienza, conversazioni e, sì, anche di errori. Ma come dico sempre, gli errori sono solo opportunità per imparare e crescere. E con la giusta bussola in mano, l’orizzonte è il limite. Per poi scoprire che dietro ad un orizzonte conquistato, ce n’è uno ancora più maestoso da raggiungere!

E con queste parole sagge, concludiamo la nostra intervista esclusiva a Paul Fasciano, con la convinzione che “La Bussola del Coach” non sia solo un libro; è un manifesto per tutti coloro che aspirano a una vita migliore. Se siete pronti a intraprendere il viaggio della vostra vita, assicuratevi di avere questa bussola con voi. Il conto alla rovescia per l’uscita del libro è già iniziato. Non perdete questa opportunità unica!

Giornalista del Quotidiano La Voce e Direttrice de Il Circolo del Golf, è collaboratrice di InsideMagazine dal 2020

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Laureata in Lettere con la specializzazione in Editoria e Giornalismo presso l'Università degli Studi Roma Tre, e diplomata anche presso la Scuola di Scrittura Omero, Virginia Rifilato è una giornalista di grande talento e esperienza, con una solida carriera nel campo del giornalismo e delle collaborazioni con importanti media nazionali come La Repubblica, come editor nell'industria cinematografica e televisiva per importanti canali satellitari e terrestri come Sky e Tim Vision, e collaboratrice di alcune emittenti radiofoniche di spicco, tra cui Radio 3 e Dimensione Suono Roma.

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All'interno del magazine InsideMagazine, Virginia ha il compito di curare le interviste di punta, offrendo ai lettori un'esperienza avvincente e coinvolgente. La sua passione per la scrittura e la sua capacità di raccontare storie affascinanti, oltre alla sua abilità nel creare domande incisive e nel catturare l'essenza delle personalità intervistate, la rende una risorsa di grande valore per la redazione.

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