////

Digitalizzazione dell’arte: la divulgazione artistica oggi

L'accesso digitale al patrimonio culturale: il ruolo innovativo delle fondazioni bancarie

4 mins read

L’accesso digitale al patrimonio culturale rappresenta una frontiera in espansione che ridefinisce i modi in cui interagiamo con l’arte e la cultura. In questo contesto, le fondazioni di origine bancaria diventano i nuovi pionieri nella valorizzazione e democratizzazione della cultura, attraverso iniziative innovative che spaziano dall’organizzazione di mostre virtuali all’implementazione di tecnologie come la realtà aumentata. Questo articolo esplora il contributo significativo di queste istituzioni nella trasformazione dell’accesso alla cultura, evidenziando l’evento “Arte e @rte. I linguaggi della bellezza”, organizzato da Acri, come caso di studio emblematico di tale impegno.

La digitalizzazione dell’arte: chi sono i nuovi mecenati?

Le fondazioni di origine bancaria, tradizionalmente impegnate nel sostegno delle arti e della cultura, stanno ora esplorando nuove frontiere attraverso la digitalizzazione del patrimonio culturale. Un esempio lampante di questo impegno è rappresentato dall’iniziativa “Arte e @rte. I linguaggi della bellezza“, promossa da Acri. Questo evento simboleggia un punto di incontro tra il passato e il futuro, dove la tradizione dell’esposizione artistica incontra le potenzialità offerte dalla digitalizzazione. Durante l’incontro, che si è svolto il 13 marzo a Roma, si discuteva di come le tecnologie emergenti, quali i social media e la realtà aumentata, o gli NFT, stiano trasformando il modo in cui l’arte viene esposta e percepita.

“Credo che la chiave stia nel considerare l’arte come un mezzo e non come un fine. L’arte mi ha permesso di esprimere la mia vita e cercare la libertà in ciò che faccio. Attraverso la digitalizzazione delle mie opere d’arte e l’uso della tecnologia blockchain, sono riuscito a entrare in diversi settori e a trasformare le industrie attraverso il mio lavoro artistico” queste le parole di Emanuele D’Ascanio che ho avuto il piacere di intervistare non molto tempo fa.

“Utilizzando nuove piattaforme, possiamo ispirare gli individui e condividere idee pratiche su come l’arte può trasformarsi in un valore tangibile attraverso nuovi canali”, diceva Emanuele.

Oggi, “Pathos. Valori, passioni, virtù”, è la prima mostra virtuale ospitata su R’Accolte, il più grande catalogo multimediale in Italia, evidenziando l’impegno di Acri nella promozione dell’accessibilità culturale.

Criticità e potenzialità dell’accesso digitale alla cultura

Mentre l’accesso digitale al patrimonio culturale apre nuove porte alla diffusione della conoscenza e all’apprezzamento artistico, porta con sé anche una serie di sfide e criticità. L’evento di Acri non si limita a celebrare i successi della digitalizzazione, ma si propone anche di indagare le sue implicazioni più profonde. Tra i relatori, lo storico dell’arte Angelo Mazza e la divulgatrice Benedetta Colombo, si è aperto un dibattito sulle dinamiche tra accessibilità e autenticità dell’esperienza artistica nell’era digitale. “I social hanno un grande potere oggi, grazie al fatto che è possibile raggiungere un gran numero di persone rispetto a qualsiasi altro media, oggi. Tik Tok è il nuovo canale, che attira fortunatamente l’attenzione dei più giovani su argomenti legati all’arte. Questo è il vantaggio e l’opportunità”, ha argomentato Benedetta, “d’altra parte il rischio è il vizio della superficialità che in un contesto veloce come questo rimane in agguato”. (@benedetta.artefacile)

La discussione, moderata da Nicolas Ballario, affrontava con mirabile simpatia questioni come l’impatto della virtualizzazione sull’esperienza estetica e sui modelli di fruizione culturale, offrendo una panoramica complessa sulle potenzialità e le sfide che caratterizzano questo scenario in evoluzione.


Nel nostro tempo le fondazioni di origine bancaria sono i mecenati dell’epoca in cui l’innovazione detta le sue leggi, e proprio loro stanno giocando un ruolo cruciale nel modellare il futuro dell’accesso al patrimonio culturale, bilanciando trasformazione e tradizione in un dialogo continuo tra passato, presente e futuro.


“Pàthos. Valori, passioni, virtù”: un viaggio virtuale nell’iconografia femminile

Approfondiamo, volete? La mostra “Pàthos. Valori, passioni, virtù” segna un momento di svolta nell’accesso digitale al patrimonio culturale, offrendo una piattaforma unica per esplorare l’iconografia femminile attraverso le epoche. Curata da Angelo Mazza, questa esposizione virtuale porta alla luce 80 capolavori, illustrando la complessità delle figure femminili nell’antichità e nel Vecchio Testamento. Queste opere, che spaziano dal XVI al XX secolo e includono dipinti, incisioni, maioliche, bronzi e terrecotte, riflettono la diversità e la ricchezza delle collezioni d’arte delle Fondazioni di origine bancaria. Attraverso personaggi come Cleopatra, Lucrezia e Eva, la mostra non solo valorizza la bellezza artistica ma anche la forza, l’eroismo e la virtù di queste donne, offrendo una nuova prospettiva sulla loro rappresentazione storica e culturale.

L’impegno decennale delle Fondazioni nell’arte e nella cultura

Le Fondazioni di origine bancaria rappresentano pilastri fondamentali nella promozione culturale e nell’accesso all’arte in Italia. L’organizzazione di mostre virtuali come “Pàthos” sottolinea l’innovazione e l’impegno continuo di queste entità nel rendere l’arte accessibile a tutti. Dal 2000, le Fondazioni hanno investito oltre 7,5 miliardi di euro in progetti culturali, dimostrando un sostegno sostanziale al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Questo impegno riflette non solo l’articolo 9 della Costituzione italiana ma anche la Convenzione di Faro, promuovendo una partecipazione consapevole e inclusiva alla vita culturale del Paese. Iniziative come R’Accolte e le mostre virtuali rappresentano un importante passo avanti nella democratizzazione dell’accesso alla cultura, offrendo nuove possibilità di esplorazione e apprezzamento delle collezioni d’arte delle Fondazioni.

E’ difficile lavorare nel mondo dell’arte, oggi

Nel corso della loro discussione, Angelo Mazza e la divulgatrice Benedetta Colombo, imbeccati da Nicolas Ballario, toccano un tema cruciale: le sfide del lavorare nel mondo dell’arte oggi. Tra la digitalizzazione accelerata e la crescente necessità di rendere l’arte accessibile a un pubblico globale, emergono nuove opportunità ma rimangono anche complessi, atavici e particolarmente “italici” ostacoli. In un Paese dove l’accesso alle opportunità dei nuovi contesti lavorativi è particolarmente complesso, il panorama di trasformazione solleva ulteriori interrogativi sulla difficoltà di chi detiene il pallino del gioco, i grandi storici, le grandi fondazioni, di far entrare le nuove leve e convertire in opportunità fattuale quella che ad oggi rimane un’opportunità per lo più virtuale. La sostenibilità finanziaria, e la capacità di mantenere vivo l’interesse culturale in un mondo saturo di informazioni necessità di nuovi scenari.

Tuttavia, nonostante queste sfide, Colombo e Mazza rimangono ottimisti, vedendo nella tecnologia un potenziale ancora inesplorato per rinnovare e arricchire il dialogo tra le opere d’arte e il loro pubblico, aprendo la strada a nuove forme di espressione, connessione culturale, opportunità professionali.

Latest from Arte

TUTTI I TEMI DALLA A ALLA Z