Caos clima, in 11 anni 1041 eventi estremi in Italia

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Record su record, il cambiamento climatico non arresta la corsa. Fino al 2020 il conto era questo: in 10 anni in Italia si è manifestato con 946 fenomeni metereologici estremi in 507 Comuni; solo nei primi 10 mesi del 2020, ci sono stati 86 casi di allagamento da piogge intense e 72 casi di trombe d’aria, in forte aumento sul 2019. Nel 2021 se ne sono aggiunti altri, e molto numerosi.

Eventi estremi, sono i cambiamenti climatici a provocarli

Meteo Italia

Nella Penisola da inizio 2021 fino a metà luglio, sono stati registrati 208 fenomeni meteorologici intensi. 116 sono stati i casi di allagamenti da piogge intense; 56 casi, invece, di danni da trombe d’aria, 3 esondazioni fluviali, 4 casi di danni da siccità prolungata, un caso di frane causate da piogge intense ed uno di danni al patrimonio storico da piogge intense.

Fenomeni meteorologici sempre più frequenti e in costante crescita se si pensa che negli ultimi 12 anni, dal 2010 al 19 luglio 2021, sono stati 1.041 gli eventi estremi che hanno provocato danni nel territorio italiano con 559 Comuni dove si sono registrati eventi con impatti rilevanti, quasi il 7,1% del totale.

Anche il tributo che continuiamo a pagare in termini di vite umane e di feriti è alto: 256 le persone vittime del maltempo dal 2010 ad oggi. A questo si aggiunge l’evacuazione di oltre 50mila persone a causa di eventi quali frane e alluvioni. ha rilevato l’Osservatorio CittàClima di Legambiente.

Nel mondo

I cambiamenti climatici interessano tutte le regioni del mondo. Le calotte polari si sciolgono e cresce il livello dei mari. In alcune regioni i fenomeni meteorologici estremi e le precipitazioni sono sempre più diffusi, mentre altre sono colpite da siccità e ondate di calore senza precedenti.

Questi i punti caldi per l’Europa:

  • Nell’Europa centro-meridionale si registrano ondate di calore, incendi forestali e siccità sempre più frequenti.
  • Il Mediterraneo si sta trasformando in una regione arida, il che lo rende ancora più vulnerabile di fronte alla siccità e agli incendi boschivi.
  • L’Europa settentrionale sta diventando molto più umida e le alluvioni invernali potrebbero diventare un fenomeno ricorrente.
  • Le zone urbane, nelle quali vivono oggi 4 europei su 5, sono esposte a ondate di calore e alluvioni e all’innalzamento del livello dei mari, ma spesso non sono preparate per adattarsi ai cambiamenti climatici.

A causa del cambiamento climatico, i fenomeni estremi sono aumentati di cinque volte negli ultimi 50 anni. Le conseguenze sono estremamente serie: gravissimi i danni economici, con 202 milioni di dollari in fumo ogni giorno, da brividi il bilancio delle vittime, con una media di 115 persone uccise ogni giorno dai fenomeni estremi.
Tra il 1970 e il 2019, secondo le stime, sono andati persi 3.640 miliardi di dollari e sono morte 2 milioni di persone in tutto il mondo.

Cosa ci aspetta a ottobre e novembre?

Secondo meteo.it: “Le ultime proiezioni stagionali in vista dei prossimi mesi di ottobre e novembre non lasciano dubbi: ci attende una stagione per certi versi estrema e poco confortante, con effetti non solo in Europa, ma anche in Italia.

Secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro Europeo e di ACCUWEATHER, non dovremo solamente fare i conti con un “caldo anomalo” su alcuni settori, cosa che ormai comincia quasi a non fare più notizia, ma anche (e soprattutto) con tanti pericoli dal punto di vista idro-geologico. Due facce della stessa medaglia che vanno sotto un unico denominatore comune: il cambiamento climatico.

Il mondo va cambiato e non salvato”. I movimenti nell'era della crisi  climatica – Comitato No grandi navi

La novità che emerge dagli ultimi aggiornamenti riguarda quindi soprattutto il tema delle temperature.

Per i prossimi mesi autunnali sono previsti valori termici oltre le medie climatiche di circa +1°C in particolare al Centro-Sud e sulle due Isole maggiori. Questo “caldo fuori stagione” si riflette anche sulla temperatura dei mari, i quali fanno registrare valori di circa 4/5°C oltre le medie di riferimento, dopo un’estate a dir poco bollente. Tutto ciò si tradurrà in una maggior energia potenziale in gioco (alti tassi di umidità nei bassi strati dell’atmosfera), ovvero quel carburante necessario per lo sviluppo di fenomeni estremi.”

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