Essere nel qui e ora. L’arte di vincere cogliendo l’attimo

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Essere nel qui e ora. Vivere il presente, con attenzione ai particolari. Acuire i sensi, respirando insieme alle cose, comunicando con ognuna di esse. Questo è il “momentum”. Qualcosa che potremmo tradurre con l’esserci.

Vivere l’attimo

Il qui e ora, l’adesso, è un concetto assai strano perché, al contrario di ciò che siamo portati a credere sotto l’influenza dell’esperienza comune, esso non è nel tempo, è fuori dal tempo. Il tempo, ci dimostra la scienza, è qualcosa di molto “personale”. “Tempo e spazio sono modi in cui pensiamo e non condizioni in cui viviamo”, ha detto Albert Einstein.

Sei a casa, al mare, in ufficio, in un parco? Se ti prendi il tempo per trovare un angolo di pace, per chiudere gli occhi un istante, puoi cominciare a sentire le cose intorno a te. Percepirai prima i rumori e i suoni, che ti daranno la dimensione dello spazio in cui sei immerso. Poi farai caso agli odori e ai profumi, direttamente connessi con l’area del cervello legata alla memoria. Poi, aprendo gli occhi, potrai notare i colori delle cose, amplificandoli dentro di te, scoprendo forme e cose che ti fanno sentire più a tuo agio rispetto ad altre.

Acuire i sensi, respirando insieme alle cose, comunicando con ognuna di esse.

Il momento si amplifica in questo modo, mentre tu stabilisci un rapporto con te stesso e con il tuo ambiente a un altro livello. Prendere il controllo in questo modo, quando è utile e opportuno lungo il percorso di qualcosa che stai coltivando, come un progetto, un lavoro, un’attività, un’intenzione, insomma, in determinate fasi della tua vita, come della tua giornata, implementa quello che nel campo della finanza viene chiamato “effetto compounding“. Un effetto moltiplicatore che consente di incrementare il proprio stack iniziale attraverso la capitalizzazione degli interessi.

L’effetto compounding

Ciò che veramente sei, l’esperienza presente del tuo Io autentico, è qualcosa che ha a che fare con questo effetto e, per questo, è in grado di modificare la tua realtà nel tempo, appunto. Come ci riesce? Perché si trova prima ancora che nella realtà, nel regno fluido dell’immaginazione. Può essere trasformato. Già il fisico teorico Carlo Rovelli nel suo libro “L’ordine del tempo” si chiede se il mondo può essere davvero così profondamente diverso dalla nostra intuizione. La risposta è che non lo è: come pensi, crei. Cosa crei? Tempo passato e tempo futuro, ciò che è successo e che temi o vuoi che succeda, cose che continui a elaborare in un preciso momento, che è il presente. Considera allora il qui e ora come una fabbrica del tempo e della realtà che gli appartiene.

Quindi frasi pensate adesso come “sono fatta così, non ci posso fare niente!” non faranno che riprodurre nel futuro la manifestazione di questa incapacità. Mentre la verità è molto più interessante, ed è questa: come pensi, crei, quindi diventi. “Come l’uomo ha deciso nel suo cuore, così egli è”, recita il libro biblico dei Proverbi.

Che uso fai del tuo tempo? Se vivi spesso preoccupazioni o hai difficoltà che non riesci a risolvere è il momento di capire che quando abbiamo la percezione che qualcosa non va, lo pensiamo e trasportiamo quel concetto nel nostro presente. Lo inseriamo nella catena di montaggio della nostra fabbrica di realtà.

Dal passato e dal futuro raccogliamo le nostre percezioni, e le spingiamo nel piccolo imbuto del presente che riproduce nella nostra realtà proprio ciò che temiamo.

Il tempo è la fonte fondamentale della nostra ansia. Eppure proprio il tempo ne è anche la medicina, ed ha un segreto da rivelarci e che ben insegna la pratica della mindfulness (e della meditazione in generale, provare per credere): il tempo in cui viviamo per praticamente tutta la nostra giornata è altrove, è nel passato ed è nel futuro. Non è quasi mai in quel proficuo istante dove davvero succedono le cose, che è quello dell’intuizione che ricorda Rovelli. Sapendo sfruttare il momento presente, potremo iniziare a fare cose notevoli. Ecco il segreto.

L’impazienza è l’avversario da battere

L’impazienza è l’avversario da battere, perché ci porta spesso a svalutare cose e situazioni, come a guardare ai risultati dei nostri sforzi in un’ottica di breve periodo. Vogliamo tutto e subito, ottenere feedback immediati e non ci rendiamo conto che tante cose intorno a noi hanno semplicemente bisogno del loro tempo per nascere e crescere, mettere radici per avere piedi saldi, per riuscire poi a svilupparsi e consolidarsi in maniera organica.

La scienza ci insegna oggi che non solo non esiste un tempo comune a diversi luoghi, ma non esiste neppure un tempo unico per un unico luogo: che non c’è nessuno speciale momento che corrisponda a quello che qui e ora è il presente uguale per tutti. Nella nostra esperienza personale il tempo è elastico, per questo siamo in grado di modificarlo proprio sfruttando l’effetto compouding che può regalarci il “qui e ora”.

Ragiona su questo: i progressi complessivi sono il risultato di un costante cambiamento nel tempo, di un miglioramento continuo a piccole dosi. Dunque, la distanza dal tuo obiettivo dipende dal tempo in relazione allo sforzo applicato nel presente e ben distribuito. Ho creato 48 Agenda Coach proprio con in mente questo approccio scientifico e così permettere alle persone di essere seguite nel tempo, trasformando ogni giorno in un’occasione di cambiamento in relazione a un obiettivo centrale.

L’impazienza è l’avversario da battere.

Se ci fai caso, tutti pensiamo continuamente alle cose che sono successe “prima” di adesso e siamo preoccupati o continuamente organizziamo le cose che dovranno succedere “dopo” l’adesso. In questo dilemma si consuma il nostro tempo. Ma c’è un momento, che è il “qui e ora” che supera il giogo del tempo. Un preciso istante, una singolarità, che non è in questo tempo. Lo scavalca. Ed è in questo preciso punto che noi creiamo e ricreiamo noi stessi, modificando passato e presente che non sono che proiezioni “fluide” del nostro pensiero di adesso. 

Chiamo questo “punto zero” in cui siamo in grado di ricomporre la nostra realtà “a nostra immagine e somiglianza”, momentum.

Il Momentum

Gestire il momentum vuol dire avere quella giusta impostazione mentale basata sulla pazienza e sul rispetto. Se pianti un seme e nella fretta di godere dei frutti della tua pianta cominci a dargli ogni giorno massicce  dosi di fertilizzante, non farai altro che avvelenarla fino a ucciderla. Mentre se le stesse quantità le distribuisci nel tempo, otterrai un effetto moltiplicatore, per cui a un certo punto la tua piantina si ritroverà a crescere velocemente.

Questa è la potenza del momentum! Il suo segreto è semplice, ma per nulla facile da perseguire: saper cogliere il valore dell’attimo, del singolo gesto, piccolo e apparentemente banale nella sua semplicità, ma che ripetuto nel tempo, si avvale di quel famoso effetto moltiplicatore tanto utile a chi lo sa gestire. Ma la pratica del compounding ha anche un messaggio di allerta da darti: produce spiacevoli sorprese alle performance quando si mantengono posizioni “fuori fase” per un periodo di tempo troppo prolungato. 

Ciò che ti permette di “trasformare 1 centesimo in un milione” è la capacità e il coraggio di rilanciarti ogni giorno, al momento giusto.

Il messaggio per te? Quello di decidere nel “qui e ora” che è il momento giusto per iniziare a dare il meglio di te. rilanciare la tua azione, rinnovando e aggiungendo propositi. Questo rende il tuo tempo, tempo “utile” e fa in modo che le tue azioni vengano agite al suo interno, quindi in tempi utili. Significa, né più né meno, abituarsi a pensare con consapevolezza (portare l’attenzione al pensiero: cosa sto pensando?“) e poi, con pazienza, momento dopo momento, perdurare in questa causa che produce effetti.

In base a come interagisci con le cose modifichi le conclusioni che trai e, di conseguenza, le decisioni che prendi. Non è forse questo che fa la differenza tra il vincere o perdere nella nostra vita?


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