Il potenziale: l’arte di diventare ciò che vuoi

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Caro lettore. Quand’è stata l’ultima volta che ti sei ritrovato a letto, sveglio, a combattere con i tuoi pensieri? Ricordi le giornate passate a voler concludere qualcosa ma rimanevi come assopito da un torpore nella mancanza totale di qualsiasi motivazione? Andavi in giro, facevi cose per lavoro, ma non eri presente per davvero. Ti bloccavi a lungo in ufficio a fissare la pila di fogli, davanti all’agenda a guardare le mille cose da fare, sperando che succedesse qualcosa, qualunque cosa ti permettesse di raccogliere lo slancio sufficiente per compiere le attività della giornata. A salvarti da queste situazioni che altrimenti sarebbero destinate a durare anche molto a lungo nel tempo – per certe persone addirittura tutta la vita – è proprio il carattere predittivo del tuo cervello.

Cambiamento – Cambia Mente

L’essere predittivo del cervello non solo ti salva, ma in una buona parte di casi ti fa risolvere situazioni, ti fa assumere determinate posizioni e, in definitiva, ti fa evolvere. E mentre tu cambi, anche lui cambia.

Devi sapere, infatti, che solo qualche anno fa pensavamo che dopo una certa età il cervello smettesse di crescere. Poi la ricerca ha dimostrato che non è così. Oggi sappiamo che il cervello è in costante mutamento, apprende perché anticipa, studia e quando finalmente indovina la strada giusta, la dopamina che produce in quel momento innesca un meccanismo di ripetizione grazie al quale diventiamo immediatamente più motivati a voler ripetere l’esperienza.

Un meccanismo che funziona talmente bene che possiamo usarlo letteralmente per tutto, perfino per lasciarci alle spalle i nostri vizi peggiori. 

Diventa ciò che vuoi

Il punto è questo: in ogni momento, proprio perché il cervello lavora su un potenziale, se solo lo decidessi, del tutto improvvisamente potresti iniziare a diventare chiunque tu voglia essere. Chiunque: uno scienziato prodigio, un astronauta, uno sportivo professionista, una persona ricca e famosa, un guaritore o anche guarire da qualsiasi malanno, essere più simpatico, intelligente, determinato, di successo… un supereroe! 

Non ci credi? Rifletti su questo dato: entro i prossimi cinque anni tutti gli atomi del tuo corpo non esisteranno più. Che fine fanno? Se anche tu te lo stai chiedendo, sappi che ogni singolo atomo del tuo corpo, così come ogni cellula, verranno completamente sostituiti da altri nuovi di zecca. Questo significa che letteralmente tra 5 anni non sarai più la persona che sei oggi. Ed in effetti ogni giorno sono talmente tanti gli atomi che vengono rimpiazzati ovunque nel tuo corpo, che anche se non te ne sei accorto, quando vai a dormire non sei affatto la stessa persona di quando ti sei alzato dal letto quella stessa mattina.

Ora dobbiamo farci la domanda delle domande: chi detta alle nostre cellule come devono essere e come dovranno essere in futuro?

L’epigenetica suggerisce che è un insieme fatto di mente ed emozioni.

Questa scienza suggerisce che noi non siamo qualcosa di definitivo. Siamo più come un progetto, la promessa di un futuro che prende le sue basi nella predisposizione del momento presente. Questo è un grande segreto (poi non così tanto segreto): noi cambiamo nel qui e ora, un concetto assai strano perché ha a che fare col tempo e oggi sappiamo che non esiste un tempo universale. L’adesso per te non è lo stesso “adesso” per me o per chiunque altro nell’universo. Al contrario di ciò che siamo portati a credere sotto l’influenza dell’esperienza comune, il tempo non è dato ma è “personale”. “Tempo e spazio sono modi in cui pensiamo e non condizioni in cui viviamo”, ha tenuto a specificare più di una volta Albert Einstein. Come tutto, ciò che appartiene a ciò che definiamo Io, è relativo. Ed è vero anche che, proprio perché l’Io è relativo, l’lo è tutto ciò che sperimentiamo.

Per questo ciò che veramente sei, il tuo Io autentico, è qualcosa che si trova prima ancora che nella realtà, nel regno fluido dell’immaginazione: come pensi, sei. “Come l’uomo ha deciso nel suo cuore, così egli è”, recita il libro biblico dei Proverbi. Un infinito che non può essere afferrato, non tutto insieme almeno. Può però essere circoscritto, delimitato come si fa con i perimetri.

Divide et impera

Se hai a che fare con qualcosa di troppo esteso, lo devi delimitare per comprenderne i confini. Divide et impera, predicava Giulio Cesare di fronte alla vastità dell’Impero Romano. Ma come dividere, come governare la grandezza di ciò che puoi essere? La risposta è: curando la tua mentalità.

Il mindset – detto all’inglese – è lo strumento che hai a disposizione per prendere questa materia fluida che è un potenziale, stoffa sopraffina che si estende senza confini in ogni direzione cardinale, dargli una forma dettagliata nel tuo qui e ora, ritagliandone un generoso pezzo per vestirlo come un bell’abito. Più il vestito è della tua misura, più ti cadrà bene addosso, e più ti sentirai meglio, più realizzerai cose straordinarie.

Quando inizi a capire che l’approccio mentale, lo stato in cui sei – e in cui pensi che sarai tra qui a poco – fa quella grande differenza tra la gloria e la miseria, tra riuscire, concludere, guarire e vincere e il contrario di tutto questo, sperimenti una certa euforia perché comprendi anche che la mentalità è malleabile, e visto che il modo di interagire con il tuo ambiente dipende dalla tua mentalità, anche la tua realtà, l’insieme di dentro e fuori, è malleabile.

Ognuno di noi è come un polipo che allunga i suoi tentacoli sulle cose che gli stanno attorno, che interagisce in base a come pensa e così, trasforma il suo mondo interiore ed esteriore. Il tuo essere tutto questo cambia nel tempo, in base a come interagisci con le cose, dunque in base alle decisioni che prendi, alle conclusioni che trai e anche grazie alla volontà e all’impegno che metti nel cambiare.


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