TASSE A DUBAI: QUALI NOVITA’ NEL 2023

//
16 mins read

Dubai si è sempre distinto per essere il Paese dalla fiscalità azzerata, grazie alla possibilità di costituire società in una delle sue Free Zone. Queste aree defiscalizzate, infatti, permettono di dar vita ad una società, di varia tipologia, per la quale ogni imposta è assente.

Le novità fiscali di Dubai nel 2023

Una notizia recentissima, tuttavia, giunge direttamente dal Ministero delle Finanze degli Emirati Arabi Uniti: il governo degli UAE introdurrà un’imposta federale sugli utili delle imprese che sarà effettiva per gli esercizi finanziari a far data dal 1° giugno 2023.

 “Così come esistono i paradisi fiscali, esistono gli inferni fiscali”, afferma Daniele Pescara, che da oltre un decennio con la sua Falcon Advice costituisce società negli UAE per i suoi clienti, essendo il ponte per gli imprenditori e gli investitori italiani, e non solo, a Dubai. “I vantaggi delle free zone di Dubai ci sono e resteranno tali: le società costituite o che vengono trasferite in queste zone franche godranno del completo beneficio fiscale”.

L’imprenditore veneto, infatti, aveva già annunciato nel 2020 alla Conferenza di Dubai dei più grandi investitori del Paese, che era in arrivo una tassa per le società allocate nel Mainland.

Tale misura rappresenta una vera rivoluzione nel sistema della fiscalità emiratina, celebre in tutto il mondo per essere la più vantaggiosa per chiunque operi nel settore societario.

Tuttavia, il primato emiratino, che elegge gli UAE a vero paradiso fiscale, non teme confronto: infatti, è doveroso specificare che saranno tassati gli utili delle imprese oltre i 375.000 Dirham (90.800 euro circa) al 9%, pertanto, con un’aliquota che è la più bassa al mondo nelle imposte sulle società.

Innovazioni fiscali a Dubai

Per comprendere meglio le innovazioni fiscali, vediamo le aliquote previste nel dettaglio: rimarrà lo 0% per il reddito imponibile fino a AED 375.000; verrà introdotto il 9% per il reddito imponibile oltre a AED 375.000, nonché un’aliquota fiscale differente per le grandi multinazionali che rispondono a specifici criteri stabiliti con riferimento al “Pillar TWO” del Progetto dell’OCSE.

L’obiettivo della riforma è soddisfare gli standard internazionali per la trasparenza fiscale, in modo tale da incoraggiare le imprese a consolidare ed ampliare le proprie attività nei Paesi del Golfo Persico.

L’imposta si applicherà ugualmente a tutte le tipologie di imprese e attività commerciali, ad esclusione dell’estrazione delle risorse naturali e coinvolgerà enti e persone fisiche straniere che svolgano attività commerciali in modo continuativo e regolare presso gli Emirati Arabi Uniti.

“L’adeguamento di tassazione sulle società sarà competitivo e il migliore della categoria” ha assicurato il sottosegretario al Ministero delle Finanze Younis Haji Al Koori, spiegando come lo stesso rafforzerà la posizione degli Emirati Arabi quale hub leader a livello mondiale per le imprese e per gli investimenti. Lo stesso, inoltre, ha affermato che le norme sono volte a tutelare privati e startup, agevolando gli investimenti e la crescita interna, e per questo molto “generose”. Le imprese, poi, saranno incoraggiate a stabilire i loro business nel Paese, anche in considerazione del fatto che gli incentivi fiscali nelle zone franche degli UAE rimarranno in vigore.

Perché la novità non deve stupire

Malgrado Dubai sia da sempre considerato luogo finanziariamente assai vantaggioso, grazie ai suoi sistemi agevolati, la novità impositiva non deve essere vissuta come uno shock, quanto piuttosto come un approdo fisiologico.

Lo stesso Pescara, infatti, ormai due anni orsono, aveva palesato l’intenzione governativa di introduzione di una nuova normativa fiscale, che si sentiva già molto vicina nel settore societario, limitatamente al Mainland.

Proprio in questo senso, infatti, si sono orientate anche le parole di Chris Payne, capo economista nella penisola al Dubai International Financial Centre (DIFC), che a tal riguardo ricorda come già da diversi anni si discutesse in merito alla possibilità di introdurre un’imposta sulla società negli Emirati Arabi Uniti.

Gli UAE, infatti, come molti dei loro omologhi regionali ricchi di petrolio, da tempo oramai spingono per diversificare la loro economia, in modo da svincolarsi sempre più dalle entrate derivanti dagli idrocarburi: proprio per questo, afferma da sempre Payne, è fondamentale che il governo federale stabilisca fonti di reddito che non dipendano dagli utili aziendali e dai redditi di investimento, entrate che possono essere entrambe molto volatili.

L’annuncio del Governo, dunque, non deve sconvolgere gli animi degli investitori, che potranno sempre contare sul sostegno centrale, a questo punto ancor più interessato al fiorire del commercio, proprio in considerazione della mossa che consentirà agli Sceicchi del Golfo di profittare del loro nuovo appeal aziendale.

La nuova imposta: le linee guida

La nuova imposta, detta anche “imposta sul reddito delle società” o “imposta sugli utili delle imprese” in altre giurisdizioni, viene calcolata sulla base del reddito netto oppure sul profitto delle diverse imprese. Ma quali?

Il sistema fiscale delle società degli Emirati Arabi Uniti sarà basato sulla residenza, e pertanto, prevedrà la tassazione dei profitti mondiali delle imprese dei residenti nel loro territorio: i non residenti, infatti, saranno tassati sul reddito d’impresa proveniente dagli EAU.

Quindi, tutte le imprese degli Emirati Arabi Uniti saranno soggette alla nuova imposta sulle società, ad eccezione di quelle nell’estrazione di risorse naturali, quali petrolio e gas. Pertanto, anche il settore bancario e quello immobiliare verranno coinvolti dalla riforma.

Il Ministero della Finanza, poi, ha già anticipato alcune decisioni circa gli elementi chiave attorno a cui si snoderà la nuova tassa. In particolare:

  • Le persone fisiche, in quanto tali, non saranno ovviamente soggette all’imposta, riservata alle società: pertanto, il reddito da lavoro, le proprietà immobiliari, gli investimenti in azioni e tutti gli altri redditi svincolati dal commercio negli EAU resteranno esclusi dalla nuova tassazione;
  • Parimenti, l’imposta non riguarderà gli investitori stranieri che non svolgono attività nel Paese;
  • L’imposta sulle società si applicherà sull’utile netto contabile registrato dell’azienda.
  • La base imponibile delle società escluderà, poi, i dividendi e le plusvalenze guadagnate dalle imprese degli UAE a determinate condizioni, ancora in via di definizione;
  • Per tutti i pagamenti quali dividendi, interessi o royalties, la ritenuta d’acconto degli Emirati Arabi Uniti non sarà applicabile ai pagamenti nazionali e transfrontalieri di qualsiasi natura;
  • Nessuna imposta sulle società si applicherà alle transazioni e ristrutturazioni infragruppo eligibili;
  • Le imposte estere potranno essere compensate con l’imposta societaria degli Emirati Arabi Uniti da pagare;
  • Importanti regole di trasferimento e utilizzo delle perdite saranno a disposizione delle imprese.

Qual è l’ambito di applicazione della nuova imposta?

Le imposte sul reddito societario si applicheranno a tutte le imprese e le attività commerciali degli Emirati Arabi Uniti, ad eccezione di tutte le società relative all’estrazione di risorse naturali, che rimarranno legate al sistema emiratino ora in vigore, nonché delle società allocate nelle Free Zone, tutte escluse dalla nuova imposta.

Tutte le attività commerciali svolte da una persona giuridica, a fronte di una licenza commerciale o permesso per svolgere la relativa attività, saranno soggette all’imposta sul reddito societario.

Per quanto riguarda i liberi professionisti, la tassazione si applicherà generalmente al reddito guadagnato dalle attività svolte sotto una licenza o permesso “freelancer”, ma tali soggetti pagano il 9% sul reddito netto solo se questo supera i 375.000 AED annui.

Chi non è soggetto?

Come ricordato, dall’ambito di applicazione della nuova tassa, sono totalmente escluse le imprese nelle Free Zone di Dubai: queste ultime, infatti, potranno continuare a beneficiare degli incentivi fiscali aziendali.

Inoltre, gli investimenti immobiliari da parte di persone fisiche a titolo personale non saranno soggetti all’imposta.

Allo stesso modo, le persone fisiche non dovranno pagare l’imposta sul reddito su dividendi, plusvalenze e altri redditi ottenuti dal possesso di azioni o altri titoli a titolo personale.

Gli interessi e gli altri redditi guadagnati da un individuo da depositi bancari o piani di risparmio non saranno soggetti alla tassazione degli Emirati Arabi Uniti.

Persone fisiche non residenti

Come già anticipato, tutte le entità che svolgono un commercio o attività d’impresa negli Emirati Arabi Uniti saranno obbligate a pagare la tassa sul reddito societario; mentre il reddito di un investitore straniero derivante da dividendi, plusvalenze, interessi, royalties o altro, non sarà soggetto al pagamento della tassa in questione.

Free Zone Dubai

Giova ricordare che tutte le società allocate nelle Free Zone di Dubai sono e resteranno completamente esentasse.

Tuttavia, tutte le società nelle Free Zone dovranno comunque seguire la procedura di registrazione e presentazione della dichiarazione dei redditi, ma il loro sistema di tassazione continuerà a seguire le agevolazioni ed incentivi di tali società a patto che vengano rispettati i requisiti normativi e che non conducano affari con le società in “Mainland”.

Amministrazione e Obblighi relativi

A questo punto, è necessario prendere in considerazione l’aspetto amministrativo per la procedura relativa alla tassa sul reddito societario.

Tutte le imprese sono tenute a seguire il processo di registrazione e gli obblighi di conformità in merito a quanto esposto finora. Ad oggi, non sono state rilasciate informazioni più dettagliate, che verranno fornite nei prossimi mesi.

Il sito web ufficiale tax.gov.ae ha inserito un form molto chiaro che prossimamente verrà compilato totalmente e reso disponibile agli interessati. Le aziende dovranno presentare una dichiarazione dei redditi aziendali ogni anno e non dovranno versare nulla in anticipo né preparare dichiarazioni fiscali provvisorie; verrà applicata l’imposta della percentuale concordata sull’effettivo guadagno e senza anticipi di nessun tipo.

L’ente governativo ha, inoltre, annunciato che la dichiarazione verrà presentata con deposito elettronico seguendo le linee guida rilasciate.

Organi Governativi

Tutti gli emirati saranno soggetti alla tassa sul reddito societario.

A presidio del rispetto della nuova normativa fiscale opererà la Federal Tax Authority, l’autorità governativa responsabile dell’amministrazione, della raccolta e dell’applicazione della tassa in oggetto.

Tuttavia, il Ministero delle Finanze sarà l’autorità governativa di controllo ai fini degli accordi bilaterali o multilaterali e dello scambio internazionale di informazioni a fini fiscali.


Sei interessato ad Investire a Dubai?

Considerazioni generali

Da sempre gli Emirati Arabi Uniti hanno puntato ad essere il Paese più economicamente performante e fiscalmente vantaggioso al mondo: i già annunciati cambiamenti fiscali ed amministrativi, rafforzeranno questo primato, permettendo agli UAE di assestarsi tra i più appetibili territori di investimento del globo.

“Non va dimenticato, infatti, che i più oculati imprenditori si sono originariamente rivolti a Dubai proprio per il suo sistema fiscale di favore: in particolare, quello vantaggioso delle Free Zone. Queste zone, dunque, hanno sempre attratto gli avveduti investitori che non si sono lasciati sfuggire l’occasione rappresentata dal Paese”, dichiara Pescara.

“Tuttavia, alcuni di loro, col tempo, si sono convinti a spostare i loro interessi nel Mainland, poiché la sede societaria nelle Free Zone non garantiva la possibilità di aprire un conto corrente nelle banche emiratine, rendendo, così, di fatto, la società una mera scatola vuota. Oggi, alla luce della nuova tassazione, il trand è decisamente inverso: la maggior parte degli utenti, nonché il 90% dei miei stessi clienti chiede di aprire una società nelle Free Zone, per evitare il nuovo sistema impositivo. Tutto ciò, anche perché la mia clientela è rasserenata dai servizi fiscali annessi all’apertura della società che il mio Team propone all’interno del pacchetto: grazie all’accreditamento della Falcon Advice, infatti, presso i più importanti Istituti di Credito di Dubai, il mio servizio presenta la garanzia SODDISFATTO O RIMBORSATO”.

Daniele Pescara, dunque, si distingue dalla massa dei consulenti di Dubai, proprio grazie a questo ulteriore supporto tecnico bancario, molto gradito soprattutto dalle società e dagli imprenditori che non hanno potuto aprire un conto corrente per essersi affidati a consulenti disinformati e improvvisati.

Il finanziere veneto, invece, vivendo direttamente a Dubai e operando proprio dal suo ufficio sul territorio, garantisce l’ottima riuscita della procedura e il successo di tutto l’iter è assicurato.

Sei interessato ad Investire a Dubai?

Per avere maggiori informazioni in merito al sistema impositivo e ai benefici fiscali esistenti a nei Paesi del Golfo Persico, contatta la Daniele Pescara Consultancy.

Articolo Precedente

La Start Up friulana CyNexo aggiunge il senso dell'olfatto alla Realtà Virtuale

Articolo Successivo

IL SASSUOLO CALCIO SCEGLIE AQUALY

Ultime News