Kamala Harris e il dibattito che ha fatto discutere l’America

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di Follotitta –

Il dibattito tra Mike Pence e Kamala Harris, e le analisi che ne stanno derivando, stanno diventando cruciali nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Questa volta il confronto tra vice non è una pura e semplice formalità. In caso di elezione, entrambi hanno concrete possibilità di rimpiazzare in corsa il loro presidente e, quindi, gli elettori americani hanno ascoltato con attenzione, anche perché nel duello tra Trump e Biden il primo si è concentrato solo su offese gratuite senza contenuti. Kamala Harris è donna pronta e pungente. Donna di potere, che sa quando ammonire il suo interlocutore, facendogli notare che “I’m speaking!”, sto parlando. Un’ammonizione pronunciata con assertività e che ha subito mostrato agli americani una donna capace di prendersi la parola scavalcando l’arroganza. Una frase che diventa icona da stampare sulle T-shirt. I’m speaking.

Ascoltiamo allora i punti salienti degli interventi della senatrice Kamala Harris nel dibattito vice-presidenziale.

Parliamo del rispetto dovuto al popolo americano. Si rispetta il popolo americano quando si dice la verità. Gli americani sono stati testimoni del più grande fallimento di un’amministrazione presidenziale nella storia della nostra nazione. E questi sono i fatti: 210.000 morti solo negli ultimi mesi, più di 7 milioni di contagiati, un’impresa chiusa ogni cinque, lavoratori essenziali trattati come merce sacrificabile, oltre 30 milioni di lavoratori hanno richiesto l’indennità di disoccupazione. Ed il fatto è che il 28 gennaio il vice-presidente e il presidente furano informati della natura di questa pandemia, furono informati che era letale, che si propagava nell’aria , che avrebbe danneggiato i giovani, sapevano quello che stava succedendo e l’hanno tenuto nascosto. Immaginate se il 13 marzo, aveste saputo quello che loro ben conoscevano. Cosa avreste potuto fare per prepararvi! Lo sapevano e l’hanno tenuto nascosto ed il vice-presidente, quando gli è stato chiesto: “E allora perché non lo avete detto a nessuno?” Ha risposto: “Perché il presidente voleva che la gente rimanesse calma.

Così voglio domandare agli americani: Quanto eravate calmi quando vagavate per le vostre città alla ricerca dell’ultimo rotolo di carta igienica? Quanto eravate calmi quando i vostri figli venivano rimandati a casa dalla scuola e non sapevate quando vi sarebbero potuti rientrare? Quanto eravate calmi quando i vostri figli non potevano vedere i nonni perché avevate paura che li avrebbero potuti uccidere? Questa amministrazione ha trattenuto un’informazione che, ad averla avuta prima avreste, come parenti e lavoratori, saputo che non avevate abbastanza denaro risparmiato e ora che è terminato, siete in coda per chiedere cibo. Questo a causa dell’inettitudine di un’amministrazione a cui è mancata la volontà di dire la verità agli americani. Lotterò sempre per il diritto di una donna di prendere una decisione riguardo al proprio corpo. Deve essere la sua decisione e non quella di Donald Trump o del vice-presidente Mike Pence. Parliamo dell’Affordable Care Act (la riforma poggia su tre principi chiave: garanzia di copertura, uniformità di tariffe e obbligo di stipulare una copertura assicurativa, il cosiddetto “individual mandate” o “Individual Shared Responsibility Provision”. L’obbligo di stipulare una copertura assicurativa dovrebbe garantire un livello minimo di assicurazione sanitaria a tutti i residenti degli Stati Uniti – viene definita “Minimum Essential Coverage” o “MEC”. Ndr). Letteralmente, nel mezzo di una pandemia in cui 210.00 persone sono morte e 7 milioni contagiate, non sembra abbia svolto alcune funzione utile.

Donald Trump si è presentato in Corte Costituzionale per trattare sull’eliminazione dell’Affordable Care Act. Se avete una condizione debilitante pre-esistente, come malattie cardiache, diabete, cancro, oggi siete a serio rischio della vita; se amate qualcuno con una condizione pre-esistente, sarete certamente molto preoccupati; se avete un figlio con meno di 26 anni, coperto dall’assicurazione dei genitori, lo sarete altrettanto oggi, negli Stati Uniti d’America. Quella che è stata sempre la forza della nostra nazione, oltre a quella militare, è stato mantenere la parola data, ma Donald Trump non c’è arrivato, non ha colto l’importanza della sua presidenza come una missione di responsabilità o, semplicemente, non lo capisce perché non capisce cosa significhi essere onesti. Noi lo sappiamo, nelle nostre relazioni personali e professionali, che dobbiamo mantenere la parola data ai nostri amici, ai nostri colleghi. Dobbiamo essere fedeli a chi ci ha sostenuti, dobbiamo stare con loro. Dobbiamo sapere chi sono i nostri avversari e controllarli. Ma con Donald Trump abbiamo assistito al tradimento dei nostri alleati, mentre si avvicinava ai vari dittatori nel mondo. 

Adesso sappiamo che Donald Trump è in debito di 400 milioni e, giusto per essere chiaro, quando dico in debito intendo che deve restituire dei soldi a qualcuno; e sarebbe veramente giusto sapere a chi il presidente degli Stati Uniti, il comandante in capo, deve soldi, perché gli americani hanno il diritto di sapere chi sta influenzando le decisioni del nostro presidente. E se queste decisioni sono prese nell’interesse del popolo americano o di se stesso.

Non starò qui a sorbirmi un predicozzo dal Vice-Presidente su cosa significhi imporre la legge in questo Paese.  Sono l’unica su questo palco che ha perseguito ogni cosa, dalla violenza sessuale verso i minori, agli omicidi. Sono la sola su questo palco ad aver perseguito grandi banche per aver approfittato di proprietari immobiliari. Sono l’unica su questo palco ad aver perseguito università per aver approfittato dei nostri veterani. E la realtà è che, a 27 giorni da una elezione, la scorsa settimana il Presidente degli Stati Uniti, dibattendo davanti a 70 milioni di americani, si è rifiutato di condannare i suprematisti bianchi.   

E non è che non avesse avuto l’occasione. Non lo ha fatto e, pressato, ha detto: “Stand back and stand by” (state all’erta). E se questo fa parte di un disegno, noi non lasceremo nessuno rovesciare la nostra democrazia. Come ha fatto Donald Trump nel dibattito sempre della scorsa settimana e sempre davanti a 70 milioni di americani, quando ha provato apertamente a sopprimere il voto. Questo perché chiaramente non  pensa di poter basare la propria campagna elettorale sul suo record di fallimenti. Joe Biden, invece, sullo stesso palco e davanti agli stessi 70 milioni di americani ha detto: “Hey, please vote!”. Ed io ripeterò le stesse parole di Joe: “Please, vote!”.

Trattandosi di un dibattito, per correttezza, avrei dovuto tradurre anche i momenti salienti degli interventi di Mike Pence. Ma sinceramente non me la sono sentita, perché si sarebbe trattato di riportare una difesa indifendibile. Il Vice-Presidente ha passato gli ultimi 3 anni e mezzo a fare finta di non notare la corruzione dell’amministrazione di cui faceva parte integrante. Poi durante il dibattito ha fatto finta che quella stessa amministrazione sia stata il massimo dell’efficienza e della correttezza, inanellando una serie continua di inesattezze degne solo di un Oscar per il modo di porgerle pacato e convincente. Troppe finte per i miei gusti e, senza un fact checking, impossibile da proporre.

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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