Leader donna sono più efficienti in tempi di crisi: i dati di una ricerca le premiano

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Jack Zenger e Joseph Folkman forniscono su un articolo della Harvard Business Review le evidenze di una ricerca secondo la quale le donne risultano leader migliori nei periodi di crisi. Vediamo perché.

Quando si discute delle carriere delle donne leader, c’è un fenomeno denominato “parete di vetro” che descrive la barriera invisibile al progresso che le donne spesso affrontano quando sono in procinto di essere promosse ai livelli più alti di un’organizzazione. La “parete di vetro”, dicono gli autori, fa da contraltare all’idea che quando un’azienda è in difficoltà, una donna è la leader giusta per salvarla. Quando alle donne viene finalmente data la possibilità di mettersi alla prova in una posizione di alto livello, spesso viene consegnato loro qualcosa che è già rotto e le possibilità di fallimento sono più alte. Nonostante questo le donne si distinguono per efficienza.

La domanda nasce spontanea: le donne sono effettivamente più qualificate per guidare team di lavoro durante una crisi? Potrebbe essere questo il motivo per cui vengono loro affidate le redini quando i tempi sono duri?

Durante la crisi del Covid-19, abbiamo sentito parlare in modo aneddotico di donne leader che svolgono un lavoro migliore e oggi nuove ricerche lo confermano. Uno studio ha rilevato che i risultati relativi al Covid-19, compreso il numero di casi e decessi, erano sistematicamente migliori nei paesi guidati da donne. Un altro studio ha preso in esame i governatori negli Stati Uniti e allo stesso modo ha scoperto che gli Stati con leader donne avevano tassi di mortalità inferiori. Gli autori hanno così deciso di esaminare il nostro database globale a 360 gradi per vedere se ci siano reali continuità.

Chi è considerato più qualificato per guidare in una crisi?


In un recente articolo qui su I’M, abbiamo scritto di come le donne possano essere davvero leader migliori grazie alla loro capacità di comprensione empatica. Daniel Goleman la chiama intelligenza emotiva. I dati per questa analisi sono stati estratti dalle valutazioni di oltre 60.000 leader (22.603 donne e 40.187 uomini). Jack Zenger e Joseph Folkman volevano esaminare i numeri raccolti durante la prima fase della crisi legata al Covid-19 per vedere se queste valutazioni fossero cambiate.

Tra marzo e giugno di quest’anno, 454 uomini e 366 donne sono stati valutati sulla loro leadership. Coerentemente con la loro analisi pre-pandemia, Jack e Joseph hanno scoperto che le donne sono state valutate significativamente più positivamente degli uomini, ed ancora più significativo il dato emerso durante la crisi: valore t 2.926, Sig. 0.004. Il divario tra uomini e donne nella pandemia è ancora più grande di quanto misurato in precedenza, forse indicando che le donne tendono a ottenere risultati migliori in un momento di difficoltà.

Le donne sono state valutate più positivamente su 13 delle 19 competenze presenti nella valutazione. Gli uomini sono stati valutati più positivamente su una competenza in particolare – la competenza tecnica / professionale – ma la differenza non era statisticamente significativa.

Perché le donne leader sono considerate più in gamba?


I due ricercatori hanno valutato anche il punteggio ottenuto nel coinvolgimento dei dipendenti. Il livello di coinvolgimento di coloro che lavorano per leader uomini era leggermente inferiore alla media, ma i punteggi di coinvolgimento per i rapporti diretti delle leader donne erano significativamente più alti.

Per comprendere meglio cosa stava determinando la differenza nei livelli di coinvolgimento, si sono esaminate le competenze classificate come più importanti durante la crisi. In particolare, gli intervistati attribuiscono maggiore importanza alle capacità interpersonali, come “ispirare e motivare”, “comunicare con assertività”, “collaborazione / lavoro di squadra” e “costruzione delle relazioni”, tutte cose su cui le donne sono state valutate meglio. L’analisi fa eco a uno studio sui governatori degli Stati Uniti: le leader donne hanno espresso maggiore consapevolezza sulle paure che le persone potrebbero provare, preoccupazione per il benessere e fiducia nei loro piani futuri.

Sulla base dei dati raccolti l’evidenza maggiore cade sulla capacità delle donne di apprendere nuove competenze, che enfatizzano lo sviluppo dei dipendenti anche quando i tempi sono difficili, che mostrano onestà e integrità, che sono più sensibili e comprendono meglio gli stati di stress, l’ansia e la frustrazione che le persone provano.

Mentre la crisi dovuta alla pandemia continua e si intensifica in molte latitudini nel pianeta, tutti i leader, indipendentemente dal sesso, dovrebbero sforzarsi di soddisfare tali esigenze.

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