Apple primeggia la classifica dei brand con più valore al mondo

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Brand Finance ha condotto una ricerca molto interessante, dalla quale risulta come Apple sia tornata ad essere il #brand con più valore al mondo.

Apple “Bites Back”: è il marchio più prezioso al mondo

Secondo le ultime #statistiche, ammonta a 263,4 miliardi di dollari la valutazione del marchio mentre Amazon – Google – Samsung Electronics e Microsoft seguono a poche lunghezze.

Dal dato risulta come il mondo #tecnologico continui a trainare le classifiche. A fare eccezione, Coca-Cola, attualmente il marchio più forte negli Stati Uniti con un punteggio BSI (Brand Strength Index) di 91,7 su 100 e una valutazione di forza del marchio AAA+.

Apple batte Google. #Sfidetrabrand

L’ultimo rapporto di Brand Finance, la società di consulenza leader mondiale nella valutazione dei marchi a livello internazionale, mostra chiaramente come Apple debba ringraziare il successo della sua strategia di diversificazione che l’ha portata a un impressionante aumento del valore del brand dell’87%.

Sotto la guida di Tim Cook, in particolare negli ultimi cinque anni, Apple ha iniziato a concentrarsi sullo sviluppo delle sue strategie di crescita al di là dell’iPhone, che nel 2020 ha rappresentato la metà delle vendite rispetto ai due terzi del 2015. La politica di diversificazione ha visto il marchio espandersi in servizi digitali e in abbonamento, inclusi App Store, iCloud, Apple Podcasts, Apple Music, Apple TV e Apple Arcade. 

L’eredità di Steve Jobs 

Queste sono state le parole di David Haigh, CEO, Brand Finance: “L’eredità di Steve Jobs continua a fluire attraverso Apple, con l’innovazione incorporata nel DNA del marchio. Mentre Apple rivendica il titolo del marchio più prezioso al mondo da Amazon, cinque anni dall’ultima volta che ha tenuto il primo posto, stiamo assistendo al primato del Think Different ancora una volta. Dal Mac all’iPod, all’iPhone, all’iPad, all’Apple Watch, ai servizi in abbonamento… all’infinito e oltre.”

Diversificare è la parola d’ordine quindi. Sapersi posizionare con un unico brand ma dai vari profili. Ad esempio, Amazon, dopo la linea Fresh, appena arrivata anche in Italia, dimostra di saper innovare anche di fronte alle avversità globali: il marchio ha appena annunciato la sua incursione nel settore della salute con il lancio di Amazon Pharmacy e fitness tracker Halo. 

Emblematico il caso di Google in questo senso. Il colosso si trova al terzo posto dopo un aumento marginale dell’1% del suo valore a 191,2 miliardi di dollari. Un po’ indietro rispetto ai suoi colleghi in termini di diversificazione, Google ha registrato il suo primo calo delle entrate a causa della pandemia. La stragrande maggioranza delle entrate del marchio, infatti, proviene dalla pubblicità, che ha subito un duro colpo nell’ultimo anno a causa della contrazione dei budget di marketing.

Su altri fronti, Aiutato dall’aumento della domanda di consegne a domicilio e di mezzi di trasporto sicuri durante la pandemia, Uber ha registrato un balzo del 34%. Allo stesso modo, fornitori di software come Microsoft (in crescita del 20% a 140,4 miliardi di dollari), SAP (in aumento del 9% a 18,0 miliardi di dollari), Salesforce (in aumento del 29% a 13,2 miliardi di dollari), Adobe (in crescita del 25% a 11,7 miliardi di dollari), e un nuovo arrivato nella classifica, Servicenow (fino al 39% a 4,3 miliardi di dollari), hanno tutti goduto di un aumento del valore del marchio.

Tesla “spacca”!

L’importanza dell’innovazione tecnologica come forza trainante del valore del marchio è esemplificata al meglio da Tesla (fino al 158% a 32 miliardi di dollari), il marchio in più rapida crescita nella classifica Brand Finance Global 500 2021. Il marchio automobilistico con sede in California ha anche celebrato quest’anno numeri record di vendite, aumentando la produzione della sua auto Model Y. Nel frattempo il patron di Tesla, si distingue anche per la sua capacità di diversificare. Recente è la notizia del lancio di 60 nuovi satelliti Starlink, rete di comunicazione spaziale che promette di portare internet letteralmente in tutto il pianeta, anche nelle sue regioni più remote. Perdersi come fa Tom Hanks in Cast Away diventerà un timore del passato remoto, dunque.

Con l’inizio della pandemia, i marchi tecnologici hanno registrato una domanda senza precedenti per i loro prodotti e servizi. Allo stesso tempo, in tutti i settori, i marchi che hanno spinto i confini dell’innovazione tecnologica sono rimasti un gradino sopra gli altri, in grado di orientare la propria attività per adattarsi alle mutevoli esigenze dei consumatori. Il 2021 è l’ultima chiamata a salire a bordo per tutti i marchi ancora bloccati nel 20° secolo.

David Haigh, CEO, Brand Finance

Non solo tech. Anche e-commerce

 i marchi di e-commerce sono tra i rivenditori che hanno prosperato di più nell’ultimo anno, con al centro l’impressionante performance di Amazon. Anche Alibaba.com , equivalente cinese, ha beneficiato dell’impennata senza precedenti della domanda, poiché i consumatori si sono rivolti agli acquisti online durante la pandemia.

La storia è simile per JD.com , che ha registrato una crescita impressionante dell’82% a 23,5 miliardi di dollari, dopo un aumento del 30% del numero di acquirenti annuali, il ritmo più veloce in due anni.

Il marchio di e-commerce giapponese, Rakuten, ha a sua volta incassato un impressionante aumento del valore del marchio, in crescita del 49% a 7,7 miliardi di dollari. Adistinguersi anche il rivenditore online tedesco Zalando che con un aumento del 49% a 4,7 miliardi di dollari, è rientrato nella classifica Brand Finance Global 500 dopo due anni di assenza.

Lo streaming è vegeto

Lo streaming digitale ha goduto di un aumento significativo del valore dei vari marchi quest’anno, poiché gli utenti si sono rivolti ai mezzi di intrattenimento online sulla scia della pandemia.

Netflix ha registrato un picco nell’utilizzo, facendo aumentare il valore del marchio del 9% a 24,9 miliardi di dollari. Una crescita discreta, rallentata dalla presenza di concorrenti come Disney, comunque in calo del 9% a 51,2 miliardi di dollari, e la nuova HBO (in calo del 3% a 4,0 miliardi di dollari).

In linea con le tendenze positive del valore dei marchi nel settore dei nuovi media, si distingue Spotify che è entrato per la prima volta nella classifica, godendo di un impressionante aumento del 39% del valore del marchio a 5,6 miliardi di dollari. La musica, evidentemente, piace a tutti, e questo nuovo modo di ascoltarla in modo semplice, comincia a conquistare.

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