Tesla sbaraglia tutti: +800 miliardi di dollari

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Tesla Inc. è una delle società statunitensi di maggior valore. In alcune modalità chiave, il produttore di auto elettriche americano è molto diverso dalle altre società del settore, e non solo per le sue dimensioni.

Tesla procede la sua corsa a testa alta immune dalla pandemia. La società californiana, le cui azioni sono aumentate di oltre il 700% nel 2020, rappresenta un esempio di grande successo e avanguardia, che ha saputo sbaragliare anche il grande calo attraversato dal settore automotive nei 12 mesi precedenti.

Le azioni di Tesla sono aumentate così come è aumentata di oltre 800 miliardi di dollari la capitalizzazione di mercato dell’azienda. La valutazione dell’azienda a giovedì è stata superiore a quella dei successivi sette maggiori produttori di auto messi insieme, posizionando l’azienda fianco a fianco con i giganti del mercato: Apple Inc., Microsoft Corp., Amazon.com Inc., la società madre di Google Alphabet Inc. e Facebook Inc.

Eppure lo scorso settembre le azioni della casa di Musk avevano subito un duro colpo. Così scriveva La Repubblica:”

 “Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente”: dice il motto popolare. Assai si addice alla parabola che ha disegnato il patrimonio personale di Elon Musk, celebrato uomo da copertina per la cavalcata della sua Tesla in Borsa – nonostante la pandemia – che lo aveva proiettato al quarto posto del Bloomberg Billionaires Index, la classifica dei Paperoni.

Nella seduta di martedì, il patron delle auto elettriche ha pagato a caro prezzo il tracollo di Tesla in Borsa: l’azione ha perso il 21% (suo record negativo) dopo che l’indice S&P500 le ha chiuso le porte, a differenza di quel che pensavano gli analisti. Lo schiaffo è grave perché significa privarsi del supporto degli investitori che seguono passivamente l’indice di Wall Street.”

Ma è stato solo un fulmine in mezzo ad un cielo più che sereno, visto l’andamento delle azioni tornato a sommare incrementi.

Di cosa parliamo in questo articolo

Tesla: preziosa, velocemente

In 244 giorni, il tempo impiegato dal valore di mercato di Tesla per crescere da 100 miliardi a 800 miliardi di dollari, l’azienda automobilistica votata da sempre all’elettrico, ha surclassato i suoi competitors. L’azienda, neanche maggiorenne ancora (ha compiuto 17 anni) ha tratto grandi benefici dagli investitori che hanno abbracciato la visione dei veicoli elettrici dell’amministratore dell’amministratore delegato Elon Musk e la sua idea che Tesla non sia solo una casa automobilistica, ma un’azienda tecnologica. Rendendo di fatto un’auto un oggetto di culto, e simbolo di un cambiamento del quale, comprando uno di questi gioielli tecnologici, ci si rende di fatto portavoce. L’operazione, in qualche maniera, non è differente da quella di Apple e della sua tecnologia end to end, che rende i suoi prodotti, è vero, un po’ egoriferiti, ma che strizzano l’occhio a chiunque voglia anche indossare i suoi prodotti, oltre che semplicemente farne uso. L’ottimismo sulla transizione ai veicoli elettrici ha alimentato guadagni record nelle azioni dei produttori di veicoli elettrici e batterie nell’ultimo anno.

Le azioni della Federal Reserve hanno contribuito a spingere più investitori su azioni e indici principali. La banca centrale ha tagliato i tassi di interesse e acquistato miliardi di dollari di obbligazioni, portando i rendimenti del Tesoro a lungo termine vicini allo zero mentre i rendimenti su altri titoli a reddito fisso sono tornati ai livelli pre-pandemici. Con rendimenti così bassi offerti dalle obbligazioni, gli investitori tendono a rivolgersi ad attività più rischiose come le azioni.

Il frutto dei tempi

Si pensi a questo: lo scorso anno nella Penisola le auto “ricaricabili” erano appena lo zero virgola qualcosa. Nei primi nove mesi del 2020 hanno più che triplicato i volumi raggiungendo il 3,1% che, a settembre, toccava il 4,4%. Forse non è casuale che nello stesso periodo si è tentata una stoccata alla regina dell’elettrico. In quei mesi in Europa il mercato è crollato del 39%, con le auto a carburanti tradizionali in caduta libera: benzina -45%, gasolio -46%. Crescevano solo le motorizzazioni alternative, +21%, di cui il 40% ricaricabili, il 52% ibride senza spina, solo l’8% a gas (Gpl e metano). Ora tutte le case automobilistiche fanno a gara per salire sul carro dell’elettrico, forse attratti proprio dai numeri di Elon Musk e dalla sua società di Palo Alto.

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