Il mondo aziendale dopo il Covid

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Sembrerà strano parlare di un “dopo” Covid, quando aumentano le restrizioni per via della terza ondata causata dalle nuove varianti del virus. Eppure, c’è chi ha cominciato a pensarci e a delineare i possibili scenari che si presenteranno alla fine della pandemia.

Non farsi trovare impreparati

Quel che è certo, è che sarà importante farsi trovare preparati. Se un anno fa la diffusione del virus è stata tanto rapida quanto inaspettata, oggi è impensabile non avere già pronto un piano per la ripresa. A livello nazionale – e internazionale – l’Unione europea e gli Stati hanno iniziato a muovere i primi passi in tal senso, stanziando somme anche ingenti e prevedendo o intraprendendo riforme volte alla ripresa, soprattutto economica. Ma ad un livello più basso, si è iniziato a pensare a cosa fare?

Il Covid ha costretto tutti ad un ripensamento delle abitudini quotidiane, dal lavoro alla socialità. Lo smart working, che prima sembrava destinato solo ad alcune categorie limitate di lavoratori, da un anno interessa la maggior parte degli impiegati. Il ritorno ai ritmi precedenti, magari in ufficio, non è così vicino né tanto meno così scontato.

Fattori ambientali

Gli aspetti positivi legati a questo nuovo modo di vivere il lavoro riguardano soprattutto l’ambiente: nei mesi di “lockdown duro”, quando gli spostamenti casa-ufficio sono stati sensibilmente ridotti, abbiamo assistito ad un netto miglioramento delle condizioni dell’inquinamento, in particolare nelle grandi città. Inoltre, alcuni settori hanno beneficiato della necessità di accelerare i loro processi di digitalizzazione, imposta dalla pandemia, riuscendo a compiere importanti sforzi innovativi già necessari da alcuni anni, ma di cui ancora non se ne avvertiva appieno l’esigenza.

Tuttavia, lavorare da casa ha avuto un impatto meno positivo sui rapporti umani dentro e fuori dalla cerchia lavorativa. Non andare in ufficio ha penalizzato il networking con i colleghi e limitato di molto il rafforzarsi dei rapporti di amicizia sul luogo di lavoro, con buona pace dello spirito di squadra. Inoltre, ne hanno risentito negativamente anche alcuni settori correlati: si pensi ad esempio alle compagnie aeree, che hanno perso le loro entrate legate ai viaggi d’affari, o alle strutture ricettive legate alle trasferte di lavoro.

Tecnologia: il fattore cruciale

A svolgere un ruolo cruciale nei prossimi anni sarà ancora la tecnologia, poiché permetterà a moltissime realtà di continuare ad andare avanti. Si tratta infatti di un mezzo potente e, almeno in teoria, dalle infinite possibilità di sfruttamento. Se finora ha permesso di non sospendere del tutto la maggior parte delle nostre attività, con la tecnologia adesso si deve far fronte alle esigenze di quei settori che invece hanno dovuto obbligatoriamente fermarsi. Il digitale si è già dimostrato una leva per creare valore, ciò che le aziende faranno per cogliere ed affrontare questa sfida sarà la vera discriminante.

La tecnologia garantisce diversi vantaggi, dalla conoscenza del cliente ad una migliore visuale strategica, oltre ad una maggiore efficienza operativa e delle risorse. 

Improvvisamente è aumentata l’attenzione alla digitalizzazione, in particolare da parte delle PMI, e le aziende iniziano a confrontarsi con strumenti quali l’e-commerce e la sales force automation, o automazione della forza di vendita (piattaforme informatiche aziendali di supporto alle vendite) che però sono solo la parte più visibile e di immediata fruizione della digitalizzazione. Manca ancora la necessaria attenzione alla digitalizzazione di tutta la catena del valore, per poter accelerare l’intera impresa e non solo alcune aree aziendali più strategiche.

La partita si giocherà principalmente sulla capacità delle aziende di dare una risposta pronta ed immediata, un aspetto che, duole dirlo, nel panorama italiano non è sempre facile da ritrovare. 

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Emilia Granito. Lucana di origine, romana per scelta, sono da sempre appassionata di comunicazione e mondo digital. Mi interesso di politica internazionale, letteratura e cucina.

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