Daggiù: la Startup del “pacco da giù” (a sorpresa)

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Cosa arriverà? Si punta sull’aspetto ludico e sulla garanzia di freschezza e sapore doc nella startup di Arnaldo Derosa, 25 anni, pugliese, che promette di spedire in una “mistery box” un pacco di prodotti tipici del sud Italia.

Gamberorosso.it non è l’unico a parlare di questa nuova realtà imprenditoriale che punta su un Made in Sud tutto da scoprire e da assaporare: “Al momento di ordinare non sai quali prodotti conterrà il pacco. Una volta ricevuto, però, svelerà tante golosità artigianali capaci di far viaggiare le papille gustative in qualche regione del Sud Italia. Associare il piacere della tavola a quello della scoperta: questo l’intento di Daggiù, progetto gastronomico dedicato a tutti i buongustai che al solo pensiero dei cibi tipici meridionali sono afflitti da un profondo senso di nostalgia. In loro soccorso, un piccolo team ha avuto l’idea di progettare, assemblare e confezionare box assortite dal contenuto a sorpresa. Tutto è nato dalle esigenze – emotive, più che fisiche: al palato non si comanda – di Arnaldo Thomas Derosa, un giovane barese trasferitosi a Milano per frequentare l’Istituto Europeo di Design. Che ha preso spunto dal proprio vissuto, creando una scatola di prelibatezze 2.0 da spedire in tutta Italia.”

Daggiù: la startup che accompagna la cultura del Sud nel resto d'Italia. -  Gazzetta di Napoli

Arnaldo Derosa

Arnaldo Derosa

Arnaldo Derosa a 19 si trasferisce a Milano per studiare industrial design. «Il pacco da giù attenuava la mia nostalgia. Quando ho trovato lavoro a Pavia, mio padre mi ha detto: sei grande, basta pacchi. L’ultimo l’ho diviso coi colleghi». E proprio dall’entusiasmo dei colleghi nasce l’idea di Daggiù, che ogni mese spedisce ai suoi clienti food box con prodotti a sorpresa.

“Quanto vorrei ricevere anch’io un pacco da giù!”. È stata una sorta di epifania: la mia box avrebbe potuto far felici tanto i nostalgici della cucina meridionale, quanto le persone curiose di scoprire una cultura gastronomica diversa dalla propria“.

Fatto sta che ora le delizie gastronomiche del Sud viaggiano in tutta Italia grazie ad una neo startup dal cuore pugliese, in una scatola col logo dell’azienda ben in evidenza.

Un bambino regge il pacco da giù che ha ricevuto

Funziona così:

Scegli: scegli il piano che preferisci. Puoi ordinare una sola box di assaggio o immergerti in un suggestivo viaggio lungo tre o sei mesi, grazie ai nostri abbonamenti.

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Una storia antica quanto l’esodo sud-nord

I motivi che spingono giovani e meno giovani a trasferirsi dal Sud alla conquista delle città del nord Italia, ma anche dell’Europa, non sono mai gli stessi: chi per lavoro, chi per studio o chi semplicemente perché alla ricerca di nuove opportunità. Una volta stabiliti nella nuova città, però, ci si accorge che una cosa manca più di tutte: la cucina  e i propri prodotti tipici.

«Vogliamo supportare i produttori del Sud, aiutandoli a farsi conoscere oltre i propri confini» racconta Arnaldo.

Ogni anno la percentuale di persone che lasciano il proprio paese d’origine per raggiungere diverse parti d’Italia è piuttosto alta. Secondo un report Istat, solo nel 2018 sono stati più di 117.000 i movimenti da Sud e Isole che hanno avuto come destinazione le regioni del Centro e del Nord Italia. Generalmente queste persone portano con sé la propria Terra, fatta di tradizioni e sapori, sentendone la nostalgia. Un valore custodito nel cuore e nella pancia delle persone. Ma non solo, perché anche tutti gli altri, chi non è del Sud Italia, ne conosce bene le qualità enogastronomiche. Su questo punta la startup giovane ma dai contenuti antichi, ben consapevole della performance sempre molto positiva del comparto agroalimentare italiano. Nel 2020, confermano molti Osservatori e Rapporti (Federalimentare su dati IstatITA-ICELargoconsumo) la previsione in salita è stata confermata, nonostante la pandemia. Grazie soprattutto all’export. Ora il 2021 sta aprendo nuove sfide ancora più promettenti, considerata l’abitudine oramai consolidata, di acquistare prodotti alimentari online.

Mio padre (Antonio Derosa) è uno chef di esperienza trentennale, quindi il background della gastronomia è sempre stato un elemento importante nella nostra famiglia“, racconta Arnaldo, “ma all’inizio il mondo della cucina non mi interessava. A 19 anni, quindi, ho deciso di andare a studiare a Milano, e per tre anni ho ricevuto anch’io – come molti miei coetanei in trasferta – il famoso “pacco da giù” a cadenza bimestrale, pieno di prodotti della tradizione pugliese. Un rifornimento di qualità, vista l’esperienza di mio padre nel campo della ristorazione“.

Così Arnaldo, grazie alle sue radici e ad una spiccata dote per l’imprenditorialità, ha colto il messaggio e la nicchia di mercato a cui poteva attingere, coniugando la passione per il design con quella per il cibo.

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