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In arrivo anche in occidente l’era delle super-app? WhatsApp ci prova

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Così Il Sole 24Ore in un post sul proprio account ufficiale: “Il social dalla doppia spunta blu sta per moltiplicare le sue identità. La stampa americana ha anticipato la nuova vita di #WhatsApp, che dovrebbe diventare una piattaforma integrata per accedere a un mosaico di servizi, oggi appannaggio di una pluralità di #app disseminate nei nostri #smartphone. «WhatsApp sta per diventare la prossima super app al mondo», ha titolato #Fortune.

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Aggregare, semplificare… vendere!

Le parole d’ordine sono aggregare, accentrare, semplificare e soprattutto vendere meglio servizi a valore aggiunto. Dall’istant messagging di casa #Zuckerberg oggi anagraficamente trasversale – oltre due miliardi di utenti attivi in 180 Paesi nel mondo, secondo la fotografia globale Digital 2021– si potrà avere accesso a una serie di esperienze, compreso l’acquisto integrato in logica social-commerce.

Su I’M ne parlavamo già in questo articolo. “Grazie alla nuova funzione ‘carrello’ di WhatsApp gli utenti potranno sfogliare il catalogo di un’aziendaselezionare più prodotti e inviare l’ordine all’attività in un singolo messaggio. In questo modo, per le attività sarà più facile tenere traccia degli ordini ricevuti e gestire le richieste dei clienti, agevolando così le vendite.”

Si tratta di un passo importante verso il nuovo modello tutto proiettato alla conquista del primato di “super-app”. Fortune ha titolato “WhatsApp sta per diventare la prossima super app” sul modello WeChat che accentra tutte le funzioni possibili e permette di fare qualunque cosa.

Il commento di Vincenzo Cosenza

From app to super-app to personal assistant

Ecco cosa succederà, secondo Vincenzo Cosenza, chief marketing Officer di Buzzoole e autore di “Marketing aumentato” per Apogeo.

«WhatsApp si espanderà nei territori dell’e-commerce e tenderà ad estendere le sue funzioni permettendo l’integrazione di app di terze parti sul modello di WeChat, ma non riuscirà mai a clonarla a causa dei vincoli normativi che incontrerà. In realtà il modello Zuckerberg è quello di creare un universo di app federate – tra queste Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger – nel quale l’utente possa muoversi liberamente sfruttando le peculiarità di ciascuna, ma sempre all’interno di un perimetro ben definito. Passeremo da un giardino recintato a un paese recintato, a meno che non interverranno legislatori o enti regolatori».

“È il fenomeno della super app – argomenta Il Sole 24Ore – ossia applicazioni omnicomprensive e multifunzionali all’interno della stessa piattaforma. Un approdo unico che esalta la personalizzazione dell’utente: infatti grazie alle super app è possibile chattare, pagare il conto del ristorante, scambiarsi denaro, prenotare un taxi, vendere o comprare beni e servizi.” Questo è il prossimo passo in avanti che spinge i carrozzoni della comunicazione online (tra poco vedremo anche cosa sta facendo Google) per dare sempre più servizi e agilità ai propri utenti, guadagnandoci. Ovviamente.

Il modello We-Chat

We-Chat, nata dieci anni fa, oggi offre più di un milione di servizi distribuiti su vari mini-programmi che aggregano le funzioni di WhatsApp a quelle di Apple Pay, Google Maps, Uber, TripAdvisor. «WeChat è la super app per antonomasia perché accentra una serie molto eterogenea di servizi, da quelli di intrattenimento fino a quelli di pubblica utilità. In Cina viene usata come chiave per accedere a tutto, ma non a caso sta prosperando solo all’interno di quei territori: le super app possono crescere soltanto se hanno un appoggio politico forte, che però le sottopone anche al controllo governativo. Nelle società occidentali sarebbe tecnicamente possibile progettarne una, ma non avrebbe vita facile perché stiamo assistendo ad una sempre maggiore attenzione ad evitare la costituzione di monopoli», precisa Cosenza.

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Vivere l’era “frictionless”

Kevin Roose sul New York Times lo ha definito effetto frictionless, ovvero “senza attrito”. La tendenza a semplificare tante funzioni in un unico hub potrebbe portarci a vivere sempre più immersi in un mondo digitale, alla ricerca di spazi di perfezione dove tutto è più facile e immediato. Ovviamente, se si è disposti a pagare. Ed è qui l’affare colossale delle super-app: portare l’utente a una bulimia di acquisti digitali, col rischio di non rendersene conto.

«Lo smartphone da oggetto per fruire di contenuti in mobilità e stare in contatto con il mondo sta diventando uno strumento per leggere la realtà circostante e catturarla. L’avvento della realtà aumentata è un ulteriore passo in questa direzione – Un servizio straordinario di cui abbiamo parlato recentemente su InsideMagazine in relazione al turismo. – Oggi grazie alle tecnologie per la realtà aumentata, si pensi a Google Lens, posso puntare la videocamera su un oggetto o un negozio e ottenere informazioni utili in tempo reale. Inoltre lo smartphone permette anche di catturare la realtà, digitalizzarla e manipolarla. Le possibilità sono infinite e ancora tutte da immaginare. Si tratta di utilizzare la tecnologia per anticipare i bisogni mutevoli dei consumatori e soddisfarli», continua Cosenza.

Super-app competition

WhatsApp ha qualcosa che la maggior parte delle potenziali super app non ha: la viscosità di un servizio di messaggistica immensamente popolare. E a differenza di WeChat in Cina, WhatsApp è un fenomeno globale, con una vasta base di utenti in una vasta gamma di paesi: India, Indonesia, Brasile, Sud Africa e Stati Uniti per citarne alcuni. Avendo evitato la pubblicità, WhatsApp spera di monetizzare tutti è suoi utenti con servizi di digibanking e di e-commerce. Se WhatsApp diventa uno sportello unico globale per la comunicazione, lo shopping e le operazioni bancarie, sarà l’unica app del suo genere.

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Nel frattempo, silenziosamente, Google sta provando la sua scalata sull’app di messaggistica più popolare del mondo, ma anche su Microsoft Team e Slack.

Il gigante di Mountain View ha infatti ridisegnato la versione di Gmail per la G Suite (cioè gli account business a pagamento di Google), unificando tutte le attuali piattaforme di comunicazione: Gmail, Chat, Rooms e Meet.

A decidere di unificare le app di messaggistica è stato Javier Soltero, imprenditore portoricano ex consulente Microsoft arruolato da Google nel novembre scorso proprio per mettere ordine tra le app di Google e per creare uno “spazio di lavoro integrato” per gli utenti a pagamento. Al momento, infatti, le varie app di messaggistica di Google sono spazi a sé stanti e che non comunicano tra loro. Il futuro, prevediamo, sarò quello di far diventare la nuova piattaforma di comunicazione by Google una super-app. Anche da quelle parti stanno fiutando l’affare ben consapevoli che, quando l’app unificata sarà diffusa a tutti gli account, diventerà automaticamente molto più potente ed utile grazie ad una migliore integrazione con gli altri servizi di Google. Ultra-app?

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