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I “nuovi poveri” in Italia come conseguenza della pandemia

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di Ileana Barone –

Si intitola “Gli anticorpi della solidarietà” il rapporto della Caritas su povertà ed esclusione sociale, uscito ad ottobre 2020, in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà.

I nuovi Poveri della pandemia - Gente e Territorio

Il rapporto della Caritas

Il quadro che viene fuori dalla relazione mostra che le famiglie già colpite dalla crisi pre-covid sono state messe in ginocchio dalla pandemia. Crescono infatti i “nuovi poveri” presi in carico dalle Caritas diocesane che passano dal 31% da maggio a settembre del 2019, al 45% nello stesso periodo del 2020. I centri di ascolto hanno accolto 44.558 persone e sono circa 20 mila quelle che hanno chiesto aiuto per la prima volta.

Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei italiani e delle persone in età lavorativa, cala invece la grande marginalità. Si intravede dunque l’ipotesi di una nuova fase di “normalizzazione” della povertà” scrivono i ricercatori del centro Caritas. In generale l’utenza delle Caritas diocesane è aumentata del 12% nel 2020 rispetto al 2019, dunque pre-pandemia.

Identikit della nuova povertà

Quello che è importante notare è l’identikit della nuova povertà. Il rapporto mostra che il 54,4% delle donne di circa 40 anni con figli a carico, ha chiesto aiuto all’associazione tra maggio e settembre. Seguono i giovani tra i 18 e i 34 anni che salgono al 22,8%. Insomma la popolazione italiana povera aumenta fino al 52% contro il 47,9% del 2019, superando perfino gli stranieri.

Soffrono inoltre le famiglie con a carico parenti o genitori infermi che passano dal 52,3% del 2019 al 58,3% degli ultimi mesi.

Tra i motivi principali di questa situazione c’è sicuramente la perdita del lavoro, soprattutto di tanti piccoli commercianti e lavoratori autonomi che hanno subito lo stop nei mesi del lockdown e non sono riusciti a riprendersi. “Rispetto a questo fronte le Caritas diocesane hanno erogato sostegni economici specifici, in ben 136 diocesi sono stati attivati fondi dedicati, utili a sostenere le spese più urgenti (affitto degli immobili, rate del mutuo, utenze, acquisti utili alla ripartenza dell’attività). Complessivamente sono stati 2.073 i piccoli commercianti e lavoratori autonomi accompagnati in questo tempo”.

Aiuti dal Governo

Covid, Caritas: "E' boom di nuovi poveri"

La Caritas ha esaminato inoltre gli aiuti messi in campo dal governo per sostenere i redditi di famiglie e lavoratori.

Su un campione di 756 nuclei beneficiari dei servizi dell’associazione nei mesi di giugno-luglio dello scorso anno, la misura più richiesta è stata il REM (Reddito di emergenza) con il 26,3% ma il tasso si accettazione delle domande è stato più basso rispetto all’indennità per lavoratori domestici (61,9%), al bonus per i lavoratori flessibili (53,8%) e al bonus per i lavoratori stagionali (58,3%).

Il Rem è stato utilizzato soprattutto da adulti over 50, single e monogenitori con figli maggiorenni, con reddito fino ad 800 euro e bassi tassi di attività lavorativa. Importanti gli aiuti delle Caritas diocesane: ben 196 mila pasti offerti dalle mense, 92 mila nuclei singoli aiutati dai fondi, 418 mila consegne di kit igienizzanti e mascherine donati. Un lavoro enorme ed efficiente che ha permesso a molte famiglie di evitare il tracollo.

Oggi si parla di abolire il Reddito di Cittadinanza. Potrebbe essere lungimirante valutare forme di reddito di base che, invece di togliere, vada a migliorare quelle forme di sostegno che, soprattutto in questo periodo storico, sembrano essere così necessarie.

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