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Decollato il volo spaziale di SpaceX: per la prima volta quattro turisti in orbita

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E’ decollato il volo spaziale di SpaceX e per la prima volta nella storia quattro semplici turisti orbitano intorno alla Terra. I “turisti spaziali” sono: l’imprenditore miliardario Jared Isaacman (che a soli 38 anni ha fatto fortuna con una società di elaborazione digitale dei pagamenti che ha avviato da adolescente), il medico Hayley Arceneaux, la divulgatrice Sian Proctor e l’ingegnere aerospaziale Chris Sembroski.

Chris Sembroski, il dottor Sian Proctor, Jared Isaacman e Hayley Arceneaux al Kennedy Space Center il 9 settembre 2021.
I 4 “turisti” dello SpaceX

3,2,1, accensione!

La navicella Crew Dragon di Elon Musk è partita il 15 settembre alle 20.02 ora locale americana. Il programma è stato studiato nei minimi particolari: ha lasciato i quattro in orbita per tre giorni a oltre 500 km di distanza dalla Terra, a farsi qualche foto, vivere un’esperienza che nella storia non era mai stata riservata a persone “normali” ma solo a piloti esperti, e tornare a casa per raccontarlo alle famiglie e al mondo intero.

Eccoli qua, è il primo gruppo di turisti spaziali. Quanti ne seguiranno dopo? Oggi appannaggio di soli viaggiatori benestanti, domani magari sarà normale spostarsi da una parte all’altra del globo passando per lo spazio. L’importante per Elon Musk è farlo su un razzo SpaceX. Organizzata e finanziata dall’imprenditore Jared Isaacman, la missione Inspiration4 si presenta come “la prima missione interamente civile in orbita” e rappresenta un nuovo tipo di turismo spaziale.

E no, già rispondiamo noi. I quattro membri dell’equipaggio non saranno i soli turisti spaziali. L’enfasi posta dalla missione sul coinvolgimento del pubblico e il fatto che Inspiration4 sta inviando persone normali in orbita nello spazio ne fanno una pietra miliare nel turismo spaziale e una moda “da ricchi” che sta già prendendo piede, viste le prenotazioni in arrivo per il prossimo anno. SpaceX può, infatti, vendere posti – o intere missioni – a chiunque l’azienda scelga. Sebbene la NASA abbia pagato gran parte dello sviluppo del Crew Dragon, secondo i termini dell’accordo tra l’agenzia federale e la società, SpaceX possiede e gestisce ancora tecnicamente il veicolo e può utilizzarlo per qualsiasi scopo commerciale desideri.

Questo è il video con le interviste ai protagonisti e tutte le fasi che hanno preceduto il lancio del razzo. Un lancio che passerà alla storia.

Un volo “con vista”

Erano le 2 di notte in Italia quando il razzo è decollato dallo storico Kennedy Space Center, in Florida, per una missione di tre giorni in orbita intorno alla Terra, a un’altezza di 575 chilometri, ben oltre la Stazione spaziale internazionale.

Il secondo stadio del razzo Falcon 9 di SpaceX si è separato come previsto circa 12 minuti dopo il decollo, lasciando la capsula Dragon con quattro turisti spaziali a bordo a vagare da soli nel cosmo. Il primo stadio (la parte che è servita alla spinta per portare il razzo in orbita) è stato recuperato in sicurezza su una chiatta in alto mare, per poter essere riutilizzata.

Tutto liscio quindi, calcolato al minimo bullone, persino la tenuta aerodinamica della gigantesca cupola di vetro sulla punta della navicella, costruita appositamente per consentire all’equipaggio di immergersi in viste panoramiche mozzafiato del cosmo.

Elon Musk, patron di SpaceX, celebra a suo modo l’impresa dei quattro usando la foto dell’equipaggio come immagine del proprio profilo su Twitter.

Attenzione però a voler essere i prossimi a partire! Un lancio di questo genere non è esente da rischi. Al contrario, ci vuole un certo coraggio per lanciarsi in verticale verso lo spazio con alle spalle un razzo carico di carburante! Ogni volta che un’astronave lascia la Terra ci sono dei rischi e non ci sono misurazioni perfette per prevederli. La NASA ha stimato che questo lancio aveva una possibilità su 270 di un guasto catastrofico, sulla base di calcoli e metriche utilizzate dall’agenzia spaziale. Per fare un confronto, le missioni dello Space Shuttle della NASA negli anni ’80 fino all’inizio degli anni 2000 hanno registrato un tasso di fallimento di circa 1 ogni 68 missioni. Un bel miglioramento.

Un gradino più in alto

Inspiration4 è interamente figlio del cervello di Jared Isaacman e SpaceX. Sarà che per diventare miliardari bisogna avere quel piglio che ti porta a spostare l’asticella sempre un poco più in alto. Isaacman ha iniziato a pilotare aerei a elica monomotore a scopo ricreativo a metà degli anni 2000 e ha sviluppato un’insaziabile sete per nuove sfide, per andare più in alto e più veloce, passando ad aerei bimotore, poi ai jet, quindi ad aerei di livello militare che possono superare la velocità del suono. Questo quindi non era che il più prevedibile gradino successivo.

From left, Chris Sembroski, Sian Proctor, Jared Isaacman and Hayley Arceneaux sit in the Dragon capsule

Ciascuno dei compagni di viaggio di Isaacman è stato selezionato in un modo diverso.

Il miliardario ha voluto selezionare una sopravvissuta al cancro, e l’organizzazione ha scelto Hayley Arceneaux, di 29 anni che ora lavora come assistente medico al St. Jude, l’ospedale in cui è stata curata, a Memphis, nel Tennessee. Sarà tra l’altro la prima persona con una parte del corpo protesica ad andare nello spazio e fungerà da capo ufficiale medico del volo. Proctor ha vinto un concorso online dedicato agli utenti che utilizzano Shift4, la piattaforma di pagamento gestita da Isaacman. E Sembroski ha ricevuto il suo posto da una persona che ha vinto una lotteria di donatori.

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