Ikea punta su second hand per diventare un’azienda sostenibile

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Ikea punta sul second hand per diventare un’azienda sostenibile. Dal  22 novembre al 5 dicembre al superstore più vicino si può arrivare con i propri mobili Ikea usati di cui non si ha più bisogno, lasciarli in vendita ed acquistarne altri di seconda mano.

Ikea: azienda sostenibile

Durante il  cosiddetto Green Friday (26 novembre) di Ikea, i clienti possono “vendere” i propri mobili usati attraverso il servizio “Riporta e Rivendi” e beneficiare di una supervalutazione, pari al 50% in più rispetto alla valutazione che si riceverebbe durante il resto dell’anno. Una buona notizia per chi ha dei mobili Ikea a casa che da tempo stava pensando di sostituire.

IKEA takes sustainable living to a new level with new commitments to become  people and planet positive by 2030

I propri mobili, portati in negozio, vengono ricondizionati e rivenduti entrando in un ciclo sostenibile. “La crisi climatica non può essere risolta in teoria, deve essere risolta in pratica”, ha dichiarato in un comunicato stampa Jonas Carlehed, responsabile della sostenibilità di Ikea Svezia.

La crisi climatica non può essere risolta in teoria, deve essere risolta in pratica

Il nuovo negozio fa parte dei piani del gigante del mobile per ridurre il suo “impatto climatico complessivo del 70% per prodotto” entro il 2030. La società ha anche annunciato che entro il 2030 realizzerà solo prodotti da materiali rinnovabili o riciclati. Considerando la diffusione dei mobili Ikea a livello planetario, la riduzione dell’impatto sull’ambiente sarà notevole e punta i riflettori su tutte le altre aziende, del settore o meno, che vorranno orientarsi alla sostenibilità. Ad esempio, oggi qualsiasi azienda può dotarsi in modo molto semplice di un certificato “Plastic Neutral” investendo in modelli sostenibili di riciclo della plastica, inserendo il proprio brand in un circolo virtuoso in cui è proprio la partecipazione di tutti che farà un’enorme differenza.


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Si pensi che nel 2017, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti ha riferito che i mobili rappresentavano una fetta considerevole dei rifiuti prodotti in un anno: 9,8 milioni di tonnellate. “In Ikea non vogliamo semplicemente essere parte del movimento per la sostenibilità, vogliamo guidarlo”, ha aggiunto Carlehed.

La mossa arriva nello stesso momento in cui i dirigenti della società madre di Ikea, Ingka Holdings, hanno annunciato che avrebbero investito circa 707 milioni di dollari (600 milioni di euro) in iniziative per promuovere l’energia rinnovabile e pratiche di produzione sostenibili per raggiungere l’obiettivo ambizioso dell’azienda di essere carbon positive entro il 2030.

Essere “carbon positive” significa che un’azienda va oltre l’essere carbon neutral (raggiungendo zero emissioni nette di carbonio) per rimuovere effettivamente ulteriori gas serra dall’atmosfera. Ikea afferma di aver superato il suo obiettivo del 2020 di generare più energia rinnovabile di quanta ne consuma nelle sue operazioni in 30 paesi.

Il nuovo concept sostenibile

Il nuovo concept del negozio è l’ultima iniziativa per aiutare il rivenditore svedese nella sua ambizione di sostenibilità e diventare un’attività completamente circolare entro il 2030. Per riuscirci, l’anno scorso IKEA ha introdotto un progetto di noleggio di mobili come parte del suo modello circolare.

L’azienda svedese ha poi annunciato che avrebbe iniziato, oltre a permettere di noleggiare, a riciclare i suoi mobili in tutto il mondo, ansiosa di rispondere alle critiche secondo cui il suo modello di business conveniente e flat-pack portasse a un consumo eccessivo e a notevoli sprechi. Ikea non è stata sorda ai segnali che stava ricevendo in questo senso ed ha subito compreso l’importanza per ogni azienda odierna di far parte di un circolo virtuoso a favore dell’ambiente. Oltre all’aspetto etico, la questione si fa puramente commerciale: i consumatori oggi, dicono le statistiche che premiano soprattutto le nuove generazioni ben più attente, prediligono acquistare da aziende che dimostrano la propria sensibilità ambientale.

Ikea: la procedura

Complice il desiderio di liberarsi del superfluo e donargli nuova vita unita alla voglia di rinnovare gli spazi domestici, magari rendendoli più funzionali per smart working e dad, da settembre 2020 ad oggi sono stati quasi 20.000 i prodotti Ikea che i clienti hanno riportato negli store, con un incremento del 460% rispetto all’anno precedente. Di questi, oltre il 90% è stato rivenduto, a testimonianza di come un approccio alternativo al consumo funzioni e colga il favore dei consumatori, che possono acquistare mobili in ottimo stato a prezzi più bassi rispetto al nuovo, ma non solo, i comportamenti sostenibili stanno lentamente entrando nelle nostre abitudini incidendo positivamente su presente e futuro.

Per rivendere il proprio mobile usato e farlo supervalutare da Ikea basta consultare la pagina del sito dedicata, effettuare la pre-valutazione grazie al tool online e recarsi poi in un negozio Ikea per riportare i mobili usati e finalizzare l’operazione. Ogni prodotto restituito sarà così rimesso in circolo per essere acquistato a un prezzo ancora più accessibile senza maggiorazioni di prezzo rispetto alla valutazione.

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