Le armi in America. Tra conquista e razzismo

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La relazione degli americani con le armi è terrificante, e la prova provata è la sentenza di innocenza di Kyle Rittenhouse. Questa porterà più armi in piena vista per strada e più vigilantes pronti a farsi giudici e carnefici, convinti di agire per legittima difesa (ma cosa ci sia di legittimo nel provocare per poi uccidere, non ha una spiegazione logica). Un sistema ipocrita, perché a parti invertite, vigilanti neri e vittime bianche, le porte del sistema carcerario, sempre che l’audace Rambo nero non venga abbattuto prima, si spalancherebbero inesorabilmente.

Una differenza di razza

D’altra parte il sistema carcerario americano è già sproporzionatamente intasato dalla minoranza di colore. Faccio alcuni esempi tra i tanti. Anche Trayvon Martin ha 17 anni, ma il poliziotto che lo uccide reclama di agire per difendersi da un ragazzo disarmato e viene assolto. Breonna Tayler è uccisa da poliziotti in borghese che fanno irruzione di notte in casa; i poliziotti sono assolti, mentre il marito, per aver sparato un solo colpo di pistola pensando di avere a che fare con ladri, viene arrestato e condannato per tentato omicidio. Altre vittime: Philando Castile dichiara di avere un porto d’armi ed è ucciso immediatamente dal poliziotto che lo ha fermato per una infrazione stradale; Jemel Roberson, viene ucciso dalla polizia dopo aver disarmato un malintenzionato; Emantic Bradford, dopo aver tenuto a bada in un centro commerciale un sicario solitario evitando una strage, viene ucciso dai poliziotti accorsi. Ed il caso recente di Ahmaud Arbery, ucciso da tre bianchi che dichiarano in seguito di averlo fermato per effettuare un “citizen arrest” sperando, inutilmente questa volta, di farla franca. Il Secondo Emendamento della Costituzione Americana garantisce il diritto di possedere un’arma; ma non a tutti in quanto la popolazione afro-americana, dagli “slave codes” in poi, ha sempre avuto questo diritto limitato.  

Dopo la “Emancipation Proclamation”

Dopo la “Emancipation Proclamation” del 1863 di Lincoln e la fine della guerra civile nel 1865, molti stati, malgrado i neri fossero ormai liberi, emanarono nuove leggi restrittive nei loro confronti denominate “Black Codes” nelle quali si proibiva loro di possedere un’arma. Alla base di queste leggi vi era la considerazione che gli afro-americani non si potessero considerare cittadini a tutti gli effetti e di conseguenza non potessero usufruire degli stessi diritti garantiti dalla Costituzione per il resto della popolazione.

Razzismo negli Stati Uniti d'America - Wikipedia

Chiaramente si tratta di un sistema basato su un’idea di supremazia bianca, ed è intorno a questa ideologia aberrante che nasce la passione per le armi.

Le radici sono profonde quanto la cultura della frontiera e della conquista, quando esse erano indispensabili alla sopravvivenza; ed ancora più profonde quanto il commercio transatlantico degli schiavi prelevati dall’Africa occidentale, nel quale le armi erano usate come mezzo di disciplina, sopraffazione e violenza sui galeoni britannici e nel sistema schiavistico delle piantagioni del sud. Un trait d’union tra conquista e razzismo.   

In un paragone con altre nazioni ad alto reddito, le leggi che regolamentano l’uso delle armi in America, sono le più permissive. Vi sono 393 milioni di armi in circolazione e mentre il 48% degli americani è giustamente spaventato dalla loro endemica diffusione, il 30% dei maschi adulti ne possiede almeno una. La diffusa casuale per il loro acquisto è la difesa personale, ma questa è in aperta contraddizione con l’armamentario ormai in abbondante circolazione che è di natura prettamente militare. A presagio di una nuova guerra civile?

La foto di Natale del deputato Usa Thomas Massie con la famiglia armata
il deputato repubblicano Thomas Massie e famiglia

Proprio in questi giorni il deputato americano repubblicano Thomas Massie, per fare gli auguri di Natale ha postato una foto della sua famiglia armata fino ai denti. L’esponente del movimento populista di destra Tea Party, ha postato una cartolina di auguri di Natale, in cui ogni membro della sua famiglia, riunita sotto l’albero, imbraccia un’arma da fuoco. Il testo che accompagna la cartolina recita: “Buon Natale! Per favore Babbo Natale, portaci delle munizioni”.

L’America è ancora un Far West

Lo stringente corollario di questa triste situazione è la possibilità di diventare vittima di un omicidio relativo all’uso delle armi; possibilità che in America è 25 volte superiore rispetto alle altre nazioni ad alto reddito. Quest’anno in 6 stati sono passate leggi che permettono di circolare in pubblico visibilmente armati; e 30 stati hanno emanato leggi denominate “stand your ground”, in cui non si è responsabili se si ricorre all’uso delle armi durante una disputa. Un ritorno, non proprio romantico, al mitico Far West?

Proviamo a capire il rapporto tra Stati Uniti e armi da fuoco, per quanto  possibile - LifeGate

Intanto, la Corte Suprema non riesce a giungere ad un verdetto su un caso del 1913 a New York riguardante il Secondo Emendamento, secondo il quale, in luoghi affollati come metropolitane, stadi, aeroporti, ecc, si dovrebbe essere in possesso di un permesso speciale che attesti l’assoluta necessità di portare con sé un’arma. Inoltre, per le pressioni lobbistiche del NRA (National Rifle Association) l’America nel 2013 non ha ratificato un trattato delle Nazioni Unite sul commercio delle armi, dimostrando ancora una volta quanto la sicurezza dei propri cittadini sia secondaria rispetto ad un mercato fiorente che supporta intimidazione e violenza.

E supporta il razzismo sistemico basato sulla supremazia bianca. Un sistema che essendo impossibile da riformare, potrebbe solo essere abolito. Ma con quali mezzi ed a quale prezzo? Un sistema che non ammette l’inversione dei protagonisti: infatti, se Kyle Rittenhouse fosse stato un afro-americano non sarebbe arrivato mai ad essere processato, in quanto la polizia lo avrebbe abbattuto appena si fosse presentato armato in pubblico; e gli esempi iniziali dimostrano ampiamente che basta il colore della pelle per essere vittima della violenza poliziesca, anche se si è inermi. Insomma, a supporto di questa spinta ad armarsi vi è un sistema poliziesco e giudiziario malato basato, sin dalla nascita di questa nazione, su una discriminante razzista. 

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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