Aziende Plastic Neutral: guadagnano di più e attirano più clienti

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Oggi un’azienda può fare molto per il pianeta. Mentre ieri le aziende erano parte del problema, oggi possono essere parte della soluzione semplicemente contribuendo a trasformare la plastica da rifiuto inquinante a biocarburante avanzato non inquinante.

Problemi Relativi Ai Rifiuti Di Plastica

È stato stimato che nei 60-70 anni dall’inizio della produzione di plastica, sono state prodotte 8,3 miliardi di tonnellate di plastica vergine e quasi tutta la plastica mai creata esiste ancora oggi in qualche forma. Le grandi multinazionali continuano a produrre e vendere sempre più plastica, utilizzandola soprattutto per imballaggi monouso. Di tutta la plastica prodotta però più del 90% non è mai stato riciclato. Ogni minuto, ogni giorno, l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce negli oceani, provocando la morte di tartarughe, uccelli, pesci, balene e delfini. Dobbiamo intervenire alla fonte e le aziende devono assumersi le loro responsabilità.

La produzione mondiale di plastica è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali

Proprio quest’anno uno studio apparso nei prestigiosi “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS)  ha dimostrato ancora di più, in caso ve ne fosse bisogno, la drammatica situazione dell’inquinamento di plastica che abbiamo prodotto a livello mondiale.


Sull’isola di Henderson nel gruppo delle isole Pitcairn nell’oceano Pacifico meridionale (peraltro World Heritage Site dell’UNESCO, un’isola disabitata e molto remota in un’area che non presenta insediamenti umani nell’arco di 5.000 km.) gli studiosi hanno rilevato la presenza di 37,7 milioni di residui di plastica per una stima totale di 17,6 tonnellate di peso. A riportare questi dati è il WWF che specifica dei numeri allarmanti.

Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che vi siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Se non si dovesse agire per invertire la tendenza proseguendo con i trend attuali (Business As Usual, fare come se niente fosse) gli oceani potranno avere nel 2025 una proporzione di una tonnellate di plastica per ogni 3 tonnellate di pesce mentre nel 2050 avremo, in peso, negli oceani del mondo più plastica che pesci.

Plastica ovunque

La plastica si trova ormai ovunque: se ne sono trovate tracce nei ghiacci, nelle grandi fosse marine, fino a 10 km di profondità (fossa delle Marianne) e non è un caso che gli studiosi che stanno studiando l’individuazione di un nuovo periodo geologico della storia della Terra, definito appunto Antropocene (a dimostrazione della pervasività dell’intervento e della pressione umana su tutti i sistemi naturali del Pianeta ), stanno analizzando la plastica come un “tecno fossile” capace di essere presente nelle stratificazioni geologiche, mentre nelle isole Hawaii sono state individuate rocce definite plastiglomerato perché la plastica è presente e inserita nel loro interno.

Se l’andamento della produzione proseguirà nella maniera attuale la plastica potrebbe raggiungere i 34 miliardi di tonnellate nel 2050 di cui almeno 12 tonnellate costituirebbero rifiuti sparsi in tutti gli ambienti.
Vale la pena sottolineare che altri materiali umani, come l’acciaio, almeno per la metà della produzione mondiale, serve a costruire edifici e infrastrutture che durano per decenni e decenni, mentre per la plastica l’utilizzo è estremamente più limitato. La plastica costituisce il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra dopo l’acciaio e il cemento.
Anche il Mediterraneo sta diventando una “zuppa” di plastica come ricordano gli studiosi del nostro Consiglio Nazionale delle Ricerche apparso su “Nature Scientific Reports”.


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Si stima che un chilometro quadrato nei mari italiani ne contenga in superficie fino a 10 chilogrammi in particolare nel Tirreno settentrionale, tra Corsica e Sardegna, in Sicilia e sulle coste pugliesi si stimano almeno 2 kg.

Si tratta di valori che superano quelli della famosa isola di plastica presente nel vortice del Pacifico settentrionale, dove in un’area di circa un milione di km quadrati la densità delle microplastiche è di circa 335.000 ogni kmq. Nel Mediterraneo questa cifra giungerebbe a 1,25 milioni. Sacchetti e bottiglie  sono alcuni dei prodotti all’origine di questo drammatico fenomeno. (fonte, Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico WWF Italia)

Cosa puoi fare come privato o azienda

3 semplici passi, clicca QUI per sapere quali. Il coinvolgimento individuale è un concetto centrale oggi nella sostenibilità ambientale. Tutti noi viviamo su questo pianeta e tutti noi possiamo fare qualcosa, anzi, sicuramente dobbiamo, visto che come popolazione non possiamo più fare affidamento sui governi e sulle multinazionali per proteggere il nostro futuro.

Un futuro che influenzerà noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli. Il tempo per un cambiamento globale è ora e con la CSR il potere del CROWD (portare milioni di persone a concentrarsi su un cambiamento specifico e importante nel nostro ambiente) è certamente adesso.

I clienti scelgono aziende sostenibili

Esistono almeno altri due vantaggi diretti, oltre a quello più ovvio della salvaguardia del nostro ambiente. Il primo è legato al fatto che oggi 8 persone su 10 hanno sviluppato una particolare sensibilità sui temi legati alla sostenibilità. Questo li trasforma in clienti più attenti portando con sé due aspetti fondamentali per chi fa impresa oggi:

  • Aumento del consumo sostenibile. Secondo una ricerca, il 71% degli italiani (l’80% nei paesi occidentali) si sente coinvolto sul tema della sostenibilità, soprattutto le donne tra i 35 e 54 anni   
  • Le aziende prendono parte al cambiamento verso la sostenibilità, dalle certificazioni b-corp alla comunicazione positiva e ispirazionale

Riprendendo una frase di Greta Thunberg:

Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza.

Ciò che negli ultimi tempi si sta incentivando è una partecipazione attiva e comunitaria della popolazione, attraverso la condivisione di comportamenti e consumi sostenibili. L’obiettivo, oltre a ridurre il nostro impatto sull’ambiente, è di portare le nazioni e le aziende a prendere parte al cambiamento, mosse dalle scelte di portafoglio di aziende e consumatori.

I dati parlano chiaro: i 71% dei consumatori italiani preferisce acquistare prodotti e servizi di aziende che sposano i valori in cui credono, mentre quasi un acquirente su due (47%) ha abbandonato un brand perché in disaccordo con le sue azioni.

Sono alcuni dei dati di ‘From Me to We: The Rise of the Purpose-led Brand’, la ricerca condotta da Accenture Strategy che osserva le aspettative dei clienti verso i valori comunicati dai brand e il loro impegno in attività di responsabilità sociale. Il quadro che emerge per il nostro Paese sembra riflettere in gran parte quanto già analizzato da altri studi per i mercati europei e internazionali. In questo quadro risulta anche evidente come la pandemia abbia accelerato il processo di digitalizzazione delle aziende ed abbia cambiato anche il ruolo del consumatore. Il Retail Report 2020 di Adyen ha delineato il profilo di un nuovo consumatore più attento a salvaguardare l’economia locale e più sensibile all’impatto ambientale delle aziende che sceglie per soddisfare i propri bisogni e desideri. 

Ormai è pensiero diffuso e condiviso che tutti noi stiamo contribuendo ai problemi che affliggono il nostro pianeta ed è il momento per tutti (senza alcuna eccezione) di contribuire ai cambiamenti necessari per garantire che ci sia un pianeta su cui i nostri figli possano vivere e prosperare sia nel prossimo che nel lontano futuro. Proprio per questo oggi la tua azienda ha una possibilità in più, concreta, sostenibile, percorribile e vantaggiosa per agire, diventando Plastic Neutral certificata.

Diventare un’azienda Plastic Neutral è possibile ritirando crediti CSR per compensare il 100% dei rifiuti di plastica creati da un individuo o da un’azienda. Ma cosa significa CSR?

CSR: una rivoluzione sostenibile

CSR significa Corporate Social Responsability (CSR) Responsabilità sociale d’impresa, orientamento gestionale che va oltre il rispetto delle normative (compliance) e definisce una funzione-obiettivo più ampia oltre al semplice profitto per abbracciare un concetto di circolarità virtuosa.

E veniamo allora al terzo vantaggio: l’investimento economico. Il processo di tokenizzazione è alla base della formula oggi offerta alle aziende che hanno l’opportunità di inserirsi in un quadro di sviluppo attraverso progetti che portano oltre a un reale cambiamento per un pianeta sostenibile, un vantaggio economico legato ai Plastic Credit a loro volta garantiti dalle seguenti caratteristiche chiave:

  • La sicurezza innanzitutto

CSR è un contratto token conforme a ERC20 distribuito sulla mainNet di Ethereum. Una selezione e un pedigree di massima affidabilità oggi.

  • Trasparenza documentata

L’uso della Blockchain pubblica di Ethereum è fondamentale. Oggi Blockchain è sinonimo di massima sicurezza e se non la conosci ancora, ecco un ARTICOLO di I’M che approfondisce le sue caratteristiche peculiari.

  • Investimento a costo zero

L’investimento in CSR è detraibile dalle tasse. In questo modo un’azienda può diventare Plastic Neutral certificata a costo zero.

  • Opportunità di guadagno

I CSR tendono a crescere nel tempo proprio perché più plastica viene convertita in biocarburante avanzato, più i CSR acquistano valore. Questo significa che, come azienda o come privato, puoi decidere di investire ulteriormente in CSR ottenendo due chiari vantaggi: contribuisci ad eliminare inquinamento dal pianeta grazie a un investimento finalmente etico, hai un guadagno che aumenta nel tempo grazie soprattutto al prossimo aspetto fondamentale:

  • Crescente Domanda Di Combustibili A Basso Tenore Di Zolfo

I governi di tutto il mondo hanno già fissato le nuove regole che dovremo adottare a livello planetario con misure legislative che costringono le industrie a utilizzare più carburante a basso tenore di zolfo. 2025, 2030 e poi 2050 sono gli appuntamenti da rispettare.

  • Acquirenti Pronti Generati Dalla Legislazione

Autorità municipali, raffinerie di petrolio locali e regionali, commercianti internazionali di petrolio, joint venture con produttori di plastica dell’UE, società di logistica, marine e di trasporto devono adeguarsi alle nuove misure entro i tempi stabiliti.

Cosa fare adesso?

Noi di InsideMagazine ci facciamo promotori di questa azione virtuosa e mettiamo i nostri lettori in grado di fare la stessa cosa, diventando Plastic Neutral in modo veloce, semplice e vantaggioso. Clicca QUI o sul banner in basso e diventa Plastic Neutral come privato o come azienda. Conviene a te, conviene al pianeta.


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