La condivisione sui social: un fenomeno culturale sempre più diffuso

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Come potremmo immaginare la nostra vita senza social? Queste piattaforme virtuali sono nate da poco tempo eppure sono riuscite ad imporsi nelle nostre vite, tanto da diventare degli strumenti quasi indispensabili per poter mantenere rapporti con il resto del mondo e da modificare le abitudini di connessione degli utenti italiani.

Connessioni da Desktop

Sorprende che in base a dati statistici di giugno 2022 riferiti alle ricerche su Google, gli utenti stiano preferendo la connessione da desktop. La connessione da mobile in questo settore ha fatto registrare addirittura un calo del 30% rispetto a due anni fa.

Ma che dire dei Social? Sebbene in molti individuino in Facebook il primo social della storia, va detto che MySpace fu forse il primo tentativo di social network per come lo intendiamo noi. In realtà il potere di Internet di interconnettere le persone di tutto il mondo, non solo per fini “importanti”, fu sfruttato sin da subito. Potremmo in effetti definire i forum, ormai sempre più in disuso, come la prima forma di social.  

Ma a cosa serve un social? Siano essi i forum, MySpace, Facebook & co. una cosa è chiara: amiamo condividere scorci della nostra vita in rete. 

Condivisione e sicurezza vanno di pari passo 

I social diventano quindi quasi un contenitore dove mettere i momenti più belli della nostra vita, le nostre passioni, la musica che più ci piace o le nostre idee per mostrarli ai nostri amici e non. Da non dimenticare che i social network fungono anche da vetrina per il proprio e-commerce: nel 2021 è stato registrato un buon +62% di investimenti pubblicitari nei siti di shopping.

Un’altra parte della nostra privacy relativa alla nostra attività commerciale che mettiamo in vetrina sui nostri account social. E, visto che questa vetrina raccoglie aspetti più o meno privati di quello che siamo è accessibile ad un pubblico più o meno vasto, è bene condividere sui social responsabilmente e proteggersi grazie alle funzioni sulla privacy e tecnologie particolari come le VPN.

In questa utile infografica di ExpressVPN, notiamo come sia Facebook che Instagram, ad esempio, ci permettano di selezionare il pubblico a cui vogliamo mostrare un determinato contenuto; non mancano i consigli per evitare lo stalker in rete, cercando di postare luoghi dove siamo stati, soltanto dopo averli abbandonati (Source: pixabay).

Cosa condividiamo? 

Dietro la condivisione degli aspetti della nostra vita vi è assolutamente qualcosa di narcisistico che ha dato vita anche a numerosi studi e per cui è stato coniato il termine psicologia dello sharing, come spiega PensoDigitale. Infatti, i dati relativi alla presenza attiva degli utenti a livello mondiale, sono impressionanti: ci sono ben 28 milioni di persone al mondo che accedono ai Social Network e 24 milioni di queste, lo fanno tramite smartphone, lo strumento più rapido ed efficiente per “condividere”. 

Ma cosa condividiamo? In realtà davvero di tutto: foto, video e musica, cose che ci possono riguardare in prima persona o meno, ma che esprimono sempre e comunque un aspetto di ciò che siamo.  

Sono ben 41.000.000 gli individui che al giorno decidono di postare dei contenuti, numero cresciuto del 6% rispetto al 2020 e che sembra destinato ad aumentare.  

Perché condividiamo?

I motivi che stanno dietro alla condivisione sui social sono svariati, ma tutti possono essere estrapolati da quella che viene chiamata la Piramide dei Bisogni di Maslow, come leggiamo su Risorse Umane Hr. Al primo posto della piramide vi è l’autorealizzazione, al secondo la stima e al terzo l’appartenenza. 

Quante volte abbiamo pubblicato un post dopo un successo lavorativo o dopo aver raggiunto un importante traguardo? Basti pensare a tutte le foto di neolaureati con il serto in testa che vengono pubblicate. In questo modo utilizziamo i social per colmare il nostro bisogno di autorealizzazione.

Ecco che in base a interviste a campione sono stati estrapolati dei dati interessanti: per quanto riguarda Facebook, ad esempio, gli intervistati di un progetto di ricerca americano, hanno affermato per il 48% di condividere post che giudicano interessanti per incuriosire i propri contatti. Il 55% invece considera la propria presenza attiva sui Social Network a scopo educativo. 

E questo ci fa ricollegare al secondo punto: la stima che si ha di se stessi o quella che si ricerca negli occhi degli altri. Pubblicare la foto della propria laurea o semplicemente il risultato di un pomeriggio passato ai fornelli, ci fa ricevere, attraverso like e commenti, attestazioni di stima da parte dei nostri amici e, di conseguenza, anche la nostra autostima aumenta.  

Ed infine il senso di appartenenza: esprimendo le nostre idee o condividendo la nostra musica preferita non possiamo fare a meno di attirare persone che abbracciano le stesse nostre idee e passioni, creando così un senso di comunità. 

Source: pixabay


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