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Gestire il rischio: come il Coaching Potente può liberarti dalla paura in 5 mosse!

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Nella vita, ci troviamo spesso di fronte a decisioni difficili e sfide che ci mettono di fronte a dubbi e paure. Spesso ci sentiamo come quei genitori di una volta, intimoriti nel toccare un nuovo VCR per paura di romperlo. Ma così come abbiamo imparato da bambini a esplorare e capire il funzionamento delle cose del mondo, possiamo imparare a superare le nostre paure e prendere rischi calcolati per raggiungere il successo. Il “Coaching potente” è uno strumento prezioso che ci può aiutare in questo processo, fornendoci un approccio innovativo e trasformativo per affrontare le sfide della vita.

Rischi… potenti!

Il Coaching Potente si basa sulla consapevolezza che le nostre emozioni spesso ci ingannano e ci impediscono di agire. Le paure e le ansie che proviamo possono diventare barriere emotive che ci fermano di fronte alle sfide. Spesso ci sentiamo bloccati e incapaci di fare il primo passo. Ma la verità è che le nostre emozioni non definiscono la nostra realtà ma costituiscono quei segnali indispensabili per capire quale direzione è necessario prendere per migliorare le cose. Possiamo, così, imparare a farne tesoro per poi distaccarci da esse e ad agire in modo efficace.

Ad esempio, immaginiamo una persona che ha sempre sognato di aprire la propria attività, ma è paralizzata dalla paura del fallimento. Questa paura la blocca, facendole credere che non sia in grado di gestire la pressione e le responsabilità di un’impresa. Ma attraverso il coaching potente, può imparare a esplorare le sue risorse interne, scoprire le sue abilità imprenditoriali e sviluppare strategie per gestire lo stress e le sfide. Questo avviene in un modo particolare, attraverso la trasformazione del potenziale in potenza, letteralmente convincendo il cervello che ciò che vogliamo stia già succedendo. In questo modo, attraverso una programmazione neuronale positiva, la paura del fallimento si trasforma in una spinta motivazionale a prendere rischi calcolati e a perseguire il suo sogno di aprire un’attività di successo.

Ma il coaching potente non si limita solo a sfide personali e professionali. Può essere applicato anche a livello sociale e relazionale. Ad esempio, immaginiamo una persona timida e riservata che desidera instaurare nuove amicizie e relazioni significative. La paura del rifiuto e dell’incomprensione può farla rimanere chiusa in se stessa, senza mai prendere l’iniziativa di avvicinarsi agli altri. Attraverso i 5 passaggi del coaching potente descritti più avanti in questo articolo, può imparare a superare la paura del giudizio degli altri e a sviluppare abilità di comunicazione e socializzazione. In questo modo, può ampliare la sua cerchia di amicizie e relazioni, arricchendo la sua vita sociale e emotiva.

Parliamo di scienza

Diversi studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia del coaching nel favorire la crescita personale e professionale. Una ricerca pubblicata sul Journal of Positive Psychology ha evidenziato che il coaching può migliorare la soddisfazione generale della vita e la realizzazione personale. Un altro studio pubblicato su Consulting Psychology Journal: Practice and Research ha mostrato che il coaching può aumentare la fiducia in sé stessi e la capacità di prendere decisioni efficaci.

Inoltre, il coaching potente si basa anche su tecniche di programmazione neurolinguistica (PNL) che possono aiutare a ristrutturare i modelli mentali e a superare blocchi emotivi. La PNL è stata ampiamente studiata e utilizzata in ambito terapeutico e di crescita personale, dimostrando la sua efficacia nel favorire il cambiamento positivo e la trasformazione personale.

Il coaching potente è uno strumento costruito per liberarci dalle paure e prendere rischi calcolati per raggiungere il successo e la realizzazione personale. Attraverso un approccio innovativo e trasformativo, possiamo imparare a distaccarci dalle nostre emozioni e a prendere decisioni basate su ciò che è razionale e vantaggioso per noi. I risultati di numerosi studi scientifici dimostrano l’efficacia del coaching nel favorire la crescita personale e professionale. I passaggi che racchiudono questo approccio sono 5, ed ecco una descrizione dettagliata di questi cinque passaggi:

  1. Percezione: Questo è il primo passaggio nel processo di formazione degli schemi. La percezione si riferisce al vissuto del qui e ora, ovvero alla mera esperienza che stiamo facendo. I sensi ricevono input, e questo può includere tutto ciò che vediamo, sentiamo, tocchiamo, assaggiamo o annusiamo. Un aspetto fondamentale della percezione è che è fortemente influenzata dalla nostra esperienza passata, dalle nostre aspettative e dalle nostre convinzioni personali. Ad esempio, se vediamo un serpente, la nostra percezione di questa creatura potrebbe essere influenzata dal fatto che abbiamo avuto un’esperienza negativa con i serpenti in passato.
  2. Interpretazione: Una volta che abbiamo percepito qualcosa, ciò che avviene subito dopo è che interpretiamo ciò che abbiamo percepito. Questo può includere il dare un significato a ciò che abbiamo percepito. Proprio come avviene nel tradurre da una lingua a un’altra, l’interpretazione è uno “scambio tra significati”. Una cosa significa sempre un’altra e questo scambio avviene sempre per “analogia”. Il termine “analogia” si riferisce a un processo di confronto o relazione tra due cose o concetti che presentano somiglianze o similitudini, anche se sono diversi per natura o caratteristiche. Nell’ambito della percezione e dell’interpretazione, l’analogia è il tentativo di capire un nuovo elemento o esperienza confrontandolo con qualcosa di già conosciuto o familiare. Quando percepiamo qualcosa di nuovo, tendiamo a cercare elementi analoghi o simili a ciò che abbiamo già sperimentato in passato per attribuirgli un significato e comprenderlo meglio. Ad esempio, se incontriamo una persona sconosciuta che ci ricorda fisicamente un amico di lunga data, potremmo trarre un’analogia tra le due persone e assumere che la persona sconosciuta sia amichevole e affidabile come il nostro amico. L’uso dell’analogia ci aiuta a trovare punti di riferimento e a connettere nuove informazioni con quelle già presenti nella nostra mente. È uno strumento mentale utile per affrontare situazioni sconosciute o complesse, poiché ci permette di estrarre conoscenze e significati da esperienze passate e applicarli al presente. Tuttavia, va notato che l’analogia può anche portare a errori di valutazione o interpretazione, poiché due cose analoghe possono essere simili solo in alcune caratteristiche e diverse in altre. Dunque, una interpretazione analogica è il tentativo di capire con gli strumenti a disposizione il contesto in cui si verifica una data cosa. Ad esempio, se vediamo un serpente, potremmo interpretare questo come un segno di pericolo, basandoci sulle nostre esperienze passate o sulle nostre convinzioni personali.
  3. Credenza: Dopo aver interpretato le nostre percezioni, formiamo una credenza su ciò che abbiamo percepito. Questa credenza può essere basata su una varietà di fattori, tra cui le nostre esperienze passate, le nostre convinzioni personali e le informazioni che abbiamo ricevuto da altre fonti. Ad esempio, se abbiamo interpretato la vista di un serpente come un segno di pericolo, potremmo formare la credenza che tutti i serpenti siano pericolosi. Ma se così non fosse? E se i serprenti fossero anche utili? E che dire di ciò che possiamo essere noi nei loro confronti? A questo punto, stabilire una credenza dipenderà da cosa ci stiamo dicendo e dall’immagine che abbiamo creato dentro di noi.
  4. Strategia: Una volta formata una credenza, sulla base di questa sviluppiamo una strategia su come rispondere a ciò che abbiamo percepito. Questa strategia può includere una serie di azioni o comportamenti che crediamo ci aiuteranno a raggiungere un determinato obiettivo. Ad esempio, se crediamo che tutti i serpenti siano pericolosi, la nostra strategia potrebbe essere quella di evitare tutti i serpenti. Se consideriamo i serpenti, o almeno una parte di questi, utili, potremmo iniziare a studiarli, comprenderli, instaurarci un rapporto di reciproco vantaggio.
  5. Decisione operativa: Infine, sulla base della nostra strategia, prendiamo una decisione operativa su come agire. Questa decisione è guidata dalla nostra strategia e dalle nostre credenze, e determina le azioni specifiche che intraprendiamo. Ad esempio, se la nostra strategia è quella di evitare i serpenti, la nostra decisione operativa potrebbe essere quella di cambiare il nostro percorso per evitare un’area in cui abbiamo visto un serpente.

Questi cinque passaggi formano un ciclo che ci aiuta a navigare e a rispondere al nostro ambiente. Comprendendo questo processo, possiamo iniziare a identificare e a cambiare gli schemi di pensiero e di comportamento che potrebbero non essere utili o produttivi.

Quindi, la prossima volta che ti trovi di fronte a una sfida o un’opportunità, non permettere alle tue paure di fermarti. Quello che puoi fare è rimodulare questi cinque passaggi, programmando le informazioni presenti in ognuno. Queste informazioni avranno ripercussioni sul passaggio successivo, finché alla fine le tue “decisioni operative” saranno finalmente riposizionate sulla chiave del tuo reale potenziale, e non sui limiti dettati dalle tue paure.

Abbraccia il Coaching Potente e scopri il tuo pieno potenziale. Come? Entra in contatto con me per pormi le tue domande e stai tranquillo: non voglio venderti nulla. Invece ci tengo affinché tu possa imparare a prendere rischi calcolati e raggiungere il successo e la realizzazione che meriti. La vita è piena di opportunità, e il Coaching Potente che ho messo a punto può essere anche per te la chiave per sbloccare il tuo cammino verso il successo. Rimaniamo in contatto: questo è il mio canale LinkedIn ufficiale.

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