Nucleare: c’è chi dice sì. La Finlandia l’esempio da imitare

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Transizione energetica. Questo il mantra, il comandamento, l’urgenza. In Finlandia arriva una nuova centrale nucleare tra i crescenti timori di una guerra energetica in Europa, dopo che Mosca ha minacciato di chiudere i suoi rubinetti di gas. Quale lezione c’è da imparare dalla Finlandia?

Transizione energetica

La Finlandia ha collegato il suo reattore nucleare Olkiluoto-3 (OL3) alla rete elettrica il 12 marzo, il primo nuovo reattore in Europa in quasi 15 anni e il primo in Finlandia in oltre 40 anni.

300 km a ovest di Helsinki isola di Olkiluoto. Qui è in funzione la prima centrale nucleare di terza generazione, il reattore più potente d’Europa. I finlandesi lo hanno voluto fortemente con un referendum e i comuni della provincia dove l’impianto doveva sorgere hanno fatto a gara per chi doveva averlo sul proprio territorio.

Sono cinque le centrali nucleari in Finlandia. Un’altra è in costruzione. Insieme producono il 45% dell’energia elettrica, l’altra metà viene generata dalle rinnovabili. Un mix approvato anche dei verdi al governo con 3 ministri. Il motivo? emanciparsi dal gas Russo e realizzare la transizione energetica.

“I finlandesi sono gente pratica. Abbiamo molte industrie ad alto consumo energetico e anche il riscaldamento nelle case viene alimentato con l’elettricità. Abbiamo ispettori che stanno permanentemente a Olkiluoto e che seguono le operazioni e le attività dell’impianto quotidianamente. In più, dal nostro quartier generale controlliamo come l’operatore gestisce la centrale. La struttura di sicurezza è fatta in modo da avere due involucri, uno che protegge dalla pressione interna e uno esterno che protegge dagli urti che possono arrivare da fuori. Il reattore ha anche un sistema di cattura del nocciolo. Significa che anche nella peggiore eventualità, quella della fusione del nucleo, il sistema è in grado di imprigionarlo, lo copre d’acqua e blocca la reazione”, afferma Tomi Routano, a capo della sicurezza nucleare.

Grazie all’impianto di Olkiluoto la Finlandia sarà il primo Paese europeo ad abbandonare i combustibili fossili. Ben prima della scadenza del 2050.

E per le scorie nucleari, che soluzione hanno trovato in Finlandia?

Scorie nucleari: la soluzione possibile

Lo scorso giugno, la Finlandia ha completato l’ultimo di cinque depositi sotterranei sull’isola di Olkiluoto, al largo della costa sud-occidentale della Finlandia. Questo profondo impianto di smaltimento geologico si trova a 450 metri sotto il livello del suolo, dove le scorie nucleari radioattive sono conservate in contenitori resistenti alla corrosione e incorporate nell’argilla per centinaia di migliaia di anni. L’idea del contenitore metallico che contiene i rifiuti è che non decada prima del materiale radioattivo contenuto al suo interno.

La Finlandia, per ora, si distingue come l’unico Paese al mondo a costruire un impianto di stoccaggio geologico profondo, definito dal direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Mariano Grossi, “un punto di svolta”.

“La Finlandia ha avuto la determinazione di portare avanti il ​​progetto e di portarlo a compimento”, ha affermato Grossi. “La gestione dei rifiuti è sempre stata al centro di molti dibattiti sull’energia nucleare e sulla sostenibilità dell’attività nucleare in tutto il mondo. Tutti conoscevano l’idea di un deposito geologico per le scorie nucleari radioattive di alto livello, ma la Finlandia ce l’ha fatta”.

Indipendenza energetica: si può fare

Certo, in Italia abbiamo il sole dalla nostra parte. Le soluzioni alternative al nucleare esistono e vanno valutate secondo quelle che sono le caratteristiche di una nazione. Il concetto rimane: la transizione energetica è un imperativo.

Fa specie, ad esempio, che il bonus 110% promosso dal Movemneto 5 Stelle e che permette di abbattere i consumi di energia elettrica nelle case italiane, sia stato così maltrattato. Certamente migliorabile, ma la direzione non può essere che quella virtuosa di trovare soluzioni accessibili e convenienti.

La Finlandia insegna l’arte della proattività. “OL3 è un’aggiunta significativa alla produzione di elettricità pulita in Finlandia, la cui quota salirà a oltre il 90%. Allo stesso tempo, la necessità di importazione di elettricità scenderà al di sotto della metà”, ha affermato Marjo Mustonen, vice senior di TVO presidente della produzione di energia elettrica, in un comunicato.

“Questa produzione è considerevole”, ha continuato. “Circa da 3 a 4 terawattora (TWh) durante la fase di produzione di prova, che corrisponde a circa il 10% della domanda di elettricità della Finlandia.

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