Musica: Oggi produci in casa, ma a costo della qualità?

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Di Mickhail Fasciano.

Al giorno d’oggi la produzione musicale, essendo digitale, è sicuramente più facile, veloce e meno costosa rispetto a pochi anni fa, quando era interamente analogica.
Chiunque può farsi uno studio in casa spendendo poco e ottenendo risultati professionali.
Ho scritto un libro a riguardo,Produrre musica in casa”, dove spiego come fare, rivelo alcuni “segreti” della produzione e parlo della mia esperienza ventennale come produttore musicale.

Fino a poco tempo fa per produrre musica servivano apparecchiature molto costose, molta esperienza da parte del fonico o produttore e molto tempo e denaro per concludere un progetto.
I ragazzi che vengono da me a registrare, il più delle volte nello stesso giorno riescono a portare a casa un brano finito. Si procede così: la base musicale viene scaricata da internet, il brano viene ascoltato, si sceglie insieme come intervenire, quindi viene missato e masterizzato. Alcuni progetti non richiedono più di un’ora di lavoro, passata tra l’altro in un ambiente rilassante sentendosi totalmente a proprio agio, cosa piuttosto importante per ottenere il meglio da se stessi e, cosa non meno importante per un giovane che sta iniziando, spendendo veramente poco.
Tutto ciò ha diverse e nuove sfaccettature nell’ambito musicale.
Come primo aspetto c’è un incremento piuttosto notevole di artisti che si dedicano a scrivere e comporre musica, chiunque svolgendo qualsiasi altro lavoro ha la possibilità di esprimersi in questo campo. L’altra faccia della medaglia è un notevole abbassamento della qualità del prodotto finale e una certa omologazione.
L’aspetto che trovo comunque positivo è che sempre più persone, dedicandosi a creare la propria musica, possono colloquiare con la propria anima e solleticare quella parte d’infinito che è in loro senza per forza aspirare a diventare famosi o dei professionisti nel settore.

TDB Farm – Lo Studio


La musica degli ultimi anni ha visto un cambiamento velocissimo, al quale ancora gli addetti ai lavori stentano ad adeguarsi o a prenderne le misure. Un aspetto emblematico è la scomparsa dei “talent scout”, quei professionisti, esperti conoscitori del panorama musicale, che sapevano scovare gioielli grezzi nelle balere, nei pub fumosi, in qualche fiera di paese. Oggi le multinazionali musicali cercano artisti su You Tube su cui il vero parametro di scelta diventano le visualizzazioni ottenute dai loro video. Consapevoli del meccanismo, sono gli stessi artisti che acquistano visualizzazioni per manifestare un miglior “biglietto da visita”. Oggi 10.000 like valgono più di 10 anni d’esperienza. Apparenza quindi, ma cosa dire della sostanza, quando non è più la bravura ma il numero di “views” a interessare chi investe nel campo?


Per rimanere in ambito “millennials”, c’è da considerare che l’età media di chi ascolta e compra nuova musica oggi si è abbassata molto, così come sono cambiate le modalità di fruizione, si vendono o si scaricano gratuitamente mp3 piuttosto che comprare dischi, oppure si ascoltano brani sul web utilizzando come canali privilegiati contenitori musicali come You Tube, Spotify e via dicendo.
I ragazzini puntano a essere i primi a far ascoltare agli amici il brano del loro artista preferito, piuttosto simile e omologato alla moda del momento, spesso senza soffermarsi veramente sul messaggio espresso e sulla qualità della musica o della produzione, dopodiché passano al brano successivo, senza sentire il bisogno di approfondire i contenuti espressi e dunque senza sentire il bisogno di acquistare il disco del loro beniamino.
La mia generazione cercava invece artisti e generi originali, magari andava alla scoperta di band e musicisti sconosciuti, anche di periodi precedenti, comprando i loro dischi, affascinati per anni se non per tutta la vita, dal concetto, dal contenuto espresso e dalla musica, spesso di un certo spessore e profondità, ascoltando, venerando e ammirando anche le produzioni e gli arrangiamenti.

Unire ricerca e approfondimento con le esigenze del mercato moderno? E’ possibile. Come produttore, ad esempio, io ho ideato il progetto “Tdbeatogether”, dove creo la musica, i contenuti espressi e l’intero disco, con una certa originalità, insieme all’autore, cercando di dare spessore e profondità al messaggio, scavando a fondo nell’animo e nei concetti espressi dall’artista.
Una modalità sicuramente vincente oggi, perché riesce a tirare fuori il meglio dal lato creativo di quel musicista che sta andando alla ricerca di qualcosa da dire di personale e di unico. In una parola, riesce a tirare fuori il meglio di sé.
La musica, in fondo, è accordo: accordo tra le note, come accordo in noi e tra noi. La vita non è che questo e senza questo, ricordando le parole di Friederich Nietzsche, “senza musica, la vita non sarebbe che un errore.

L’importante, dunque, è che si possa ancora fare musica. Che tanti ragazzi vogliano creare qualcosa di nuovo, vogliano costruire il loro di accordo. Il fatto che sempre più persone oggi possano farlo, per me, non è che un valore aggiunto.

Mickhail “Scuro” Fasciano

è un produttore discografico di Roma. Il suo studio, il Triangolo Delle Bermuda Farm Studio (TDB Farm) è specializzato in nuove ricerche sonore, dall’Hip-Hop, all’elettronica. Si occupa anche di grafica e video editing per la realizzazione di un album completo a costi accessibili. Mickhail è autore e organizza corsi di audio e video editing.

https://www.facebook.com/triangolodellebermudafarm/?ref=page_internal


Mickhail "Scuro" Fasciano è un produttore discografico di Roma. Il suo studio, il Triangolo Delle Bermuda Farm Studio (TDB Farm) è specializzato in nuove ricerche sonore, dall’Hip-Hop, all’elettronica. Si occupa anche di grafica e video editing per la realizzazione di un album completo a costi accessibili. Mickhail è autore e organizza corsi di audio e video editing.

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