The social dilemma

Lunga vita agli eventi dal vivo!

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Di Chiara Langiano – Stavo decidendo il tema da trattare come primo argomento per questo ciclo di articoli che scriverò per Insidemagazine, quando mi sono imbattuta del Film Documentario The social Dilemma (Se non lo avete ancora visto, guardatelo).

Il documentario racconta l’impatto che i Social Media ormai hanno nella vita della maggior parte di noi, impatto che ci porta a passare sempre più tempo connessi e che deriva dalla gestione delle nostre persone in maniera inconscia e irrazionale secondo schemi psico-sociali usati solo a fini economici. Ne sono uscita molto provata e pensierosa. 

Avrei voluto parlare dei cambiamenti che attualmente sono in atto nel settore del marketing e della comunicazione. Della fatica che i professionisti stanno affrontando per cercare di non perdere il passo nei confronti della difficile realtà che stiamo vivendo a causa del covid19. Avrei voluto parlarvi del maggior impatto dei social media nelle strategie di comunicazione dei clienti che si rivolgono alle agenzie specializzate come la mia ed in particolare di come nel mio comparto degli eventi stiano sempre più prendendo piede quelli online, come webminary, le conferenze virtuali, le fiere on line i virtual tour immersivi ecc, ma sono stata bloccata dai contenuti del film e mi sono fermata a pensare (con non poca malinconia) ai motivi che mi hanno portato nel tempo a professionalizzarmi maggiormente nei grandi eventi dal vivo come mezzo di comunicazione strategico. 

Quindi vorrei parlare proprio di questo perché sento la necessità, oggi più che mai, di ricordare che la vita va vissuta nel presente e più che altro nel “reale” per essere appagante. Gli eventi, tramite le esperienze dirette, positive ed interattive creano ricordi e relazioni forti tra i partecipanti ed i brand o gli enti e/o i territori promossi. Gli eventi creano emozioni ed empatia e queste caratteristiche vengono traslate sui brand che ne sposano i contenuti e i format. Durante un evento si crea una magia fatta di un mix di 5 sensi unica che non è sostituibile da nessun’altra esperienza similare. Provate a pensare a un concerto che vi ha coinvolto molto, a una conferenza particolarmente illuminante, a un evento sportivo visto dal vivo, a una cena riuscita particolarmente bene e soffermatevi a riportare alla memoria le mille sensazioni che vi evoca. Questo è stato il motivo della mia scelta al tempo. Mi ero resa conto che lavorare per far immergere la gente in una esperienza viva era molto appagante anche per me.

Nonostante le mille variabili da dover controllare, le mille persone da dover coordinare, i tanti clienti da dover accontentare, le pochissime ore di sonno da potersi concedere e le mille scalette da dover seguire… quando arriva il momento in cui si aprono i cancelli, si abbassano le luci, entrano le squadre o c’è lo sparo d’inizio e si crea un insolito rapidissimo silenzio irreale in cui sembra quasi che si trattenga tutti il respiro, in quel preciso istante sai di aver creato un ricordo indelebile in te e nelle persone presenti, persone che i libri ti fanno chiamare target, ma che in quel momento sono i tuoi compagni di viaggio. E senti che ne è valsa la pena, anzi che quella è la vera benzina con cui fai andare avanti la macchina creativa ed organizzativa. Io adoro fare la parte strategica del mio lavoro, far in modo che tutto ciò che viene progettato sia figlio di un disegno ben congegnato coerente con gli obiettivi che si sono concertati per i miei clienti, ma fare eventi va ben oltre, dà soddisfazione sia come professionista che come essere umano.

E allora diciamocelo pure, non ci sarà mai evento virtuale che possa sostituire tutto questo, perché non ci sarà mai tecnologia che possa sostituire la bellezza si sentirsi un essere  vivente in carne ed ossa, libero, vero. Lunga vita agli eventi dal vivo!

Foto di Caio da Pexels

Libera professionista nel settore del marketing e della comunicazione “below the line”. Tour Manager, Sponsorship Manager, Event Manager, Project Manager e Account d’agenzia.

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