Chiusi in casa si investe in e-commerce

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Durante i mesi di pandemia una delle domande più frequenti è stata: “Ne usciremo cambiati?” Se qualche cambiamento finora c’è stato, si è registrato sicuramente nelle abitudini di acquisto. Necessità diverse, routine diverse.

Secondo uno studio della Universal Mccann (UM), i nostri atteggiamenti da consumatori del nuovo millennio hanno fatto un salto di dieci anni nel futuro e oggi oramai ci ritroviamo in piena fase digitale. Anche chi non acquistava niente online, infatti, negli ultimi mesi ha fatto almeno un acquisto, riducendo la percentuale di chi ancora snobba i siti e-commerce ad uno sparuto gruppo di nostalgici della banconota.

Si chiama click&collect la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio, ed ha segnato una crescita del +349%. Questo viene colto come un segno di disinvoltura digitale. Ci muoviamo sempre più con sicurezza tra le offerte dei vari hub del commercio online. Un altro dato in crescita in Italia è il proximity commerce, che grazie all’integrazione tra siti e-commerce e negozi al dettaglio, permette una distribuzione di prossimità capace di colmare la richiesta di grandi città come dei piccoli centri abitati.

Si stima che la crescita nel mondo del commercio on-line quest’anno lieviterà fino al 55%. Questo significa che investire in un progetto basato sull’e-commerce non è mai stato più promettente. Anche i settori più colpiti registrano nuovi clienti e si aspettano un incremento nel prossimo futuro, complici le festività natalizie oramai dietro l’angolo.

La crescita si attesta intorno al 30% rispetto all’anno scorso, grazie anche al fatto che i consumatori tendono a spendere di più per un singolo acquisto. Lo scontrino medio unitario delle vendite online con costo superiore a 150 euro è aumentato del 44% mentre il prezzo medio dei prodotti più costosi è cresciuto del 75%.
Questo dato riflette anche un generale aumento dei prezzi che è stato avvertito da due italiani su tre i quali, oggi, tendono a selezionare anche più attentamente la propria spesa, scegliendo prodotti di maggior qualità sull’onda del periodo legato alla maggior attenzione per la salute determinato dal Covid.

Se la domanda è: in quali settori conviene investire quando si tratta di e-commerce (ma non solo), la risposta è in questa lista: media online al primo posto, che registra un incremento superiore al 200%. Food e consegne a domicilio nella ristorazione, intorno al 150%. Detersivi (e disinfettanti) e insurance si attestano entrambi intorno al 135%. Turismo più 80%. Automotive e abbigliamento in rincorsa con circa il 60%.

Se è vero che dietro a una crisi si può nascondere un’opportunità, questi numeri forniscono un certo supporto da questo punto di vista,

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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