L’università italiana migliora il rank. Prima La Sapienza

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La Sapienza, la ben nota università di Roma, è salita nella classifica annuale ed è stata nuovamente nominata migliore Ateneo d’Italia.
Il verdetto è stato sancito durante l’edizione 2019 del prestigioso Academic Ranking of World Universities (ARWU), dell’organizzazione di ricerca indipendente Shanghai Ranking Consultancy.

I criteri di valutazione si basano su criteri che includono il numero di alunni e il valore del personale in termini di riconoscimenti acquisiti e, cioè, che hanno vinto premi Nobel e medaglie e il numero di ricercatori di maggior prestigio.

Come sempre, i primi 30 posti nella classifica internazionale sono stati dominati dalle università statunitensi e britanniche, con i primi tre posti ancora una volta occupati da Harvard, Stanford e Cambridge.

La situazione in Europa delle migliori università attualmente includono l’ETH di Zurigo (al 19 ° posto) e l’Università di Copenaghen (26 °). E, anche se è pur vero che in Italia La Sapienza è la prima classificata, nel continente la situazione non è del tutto rosea. L’Università di Roma è arrivata al 153 ° posto, seguita da vicino dall’Università di Pisa e dalla Statale di Milano. Ma è comunque un miglioramento rispetto alla classifica dello scorso anno, dove La Sapienza rientrava nella fascia 201-300. Miglioriamo.

Secondo il presidente della Sapienza Eugenio Gaudio che ha commentato così: un “balzo in avanti notevole“, la classifica del 2019 è da valutarsi con un certo ottimismo.

Per ARWU, che mostra la classifica delle migliori 1.800 università del mondo – su un totale di 17.000 – pubblicando un elenco annuale delle prime 1.000, ben 46 università italiane figurano nell’elenco relativo allo scorso anno.

Altre classifiche, meno rigorose e con diverse variabili, hanno messo La Sapienza al primo posto nel 2019, mentre un sondaggio italiano del mese scorso ha classificato il campus storico di Bologna come la migliore grande università del Paese.

In ogni caso, l’istruzione italiana e il suo rank, è figlio anche dei contributi elargiti ogni anno dal Governo. Per il prossimo anno, a quanto si attende, le cose potrebbero migliorare visti gli investimenti nella scuola in previsione.

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