Il 2020 si porta via anche Pierre Cardin

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di Ileana Barone –

È difficile pensare a Pierre Cardin e non trovare tra i ricordi qualche regalo ricevuto o fatto che abbia la sua firma. Un pigiama, un profumo, un maglione, un foulard: molti i prodotti che lo stilista aveva creato e che ci hanno accompagnato in questi anni.

Pierre Cardin, nato in Italia nel 1922 a Sant’Andrea di Barbarana e naturalizzato francese, è morto ieri, 29 dicembre 2020, all’American Hospital di Neuilly, vicino a Parigi, a soli 98 anni.

Una lunga carriera la sua, ben 70 anni, festeggiata a settembre durante le settimane della moda francese, con un grande evento al Theatre du Chatelet, assieme ai nipoti amici e colleghi, tra i quali lo stilista Jean Paul Gaultier, Christian Louboutin e Inès de la Fressang.  

Ultimo di otto figli di un possidente terriero rovinato dalla Grande Guerra, costretto ad emigrare nel 1924 oltralpe, è riuscito a cambiare la sua vita con una intuizione avuta nel 1959: quella del prêt-à-porter, che fece sfilare nei grandi magazzini parigini Printemps. Cardin ha partecipato con André Courrèges e Paco Rabanne alla rifioritura dell’haute couture nella Francia del dopoguerra.

Ha vissuto la sua vita diviso tra la casa di Parigi, la villa di Thèoule-sur-Mer in Costa Azzurra e il Castello di Lacoste, di sé stesso diceva «Ho sempre avuto la mia testa rivolta al futuro. Ho sempre creato per i giovani».

Da Barbra Streisand a Elizabeth Taylor; da Jeanne Moreau a Lauren Bacall, da Jackie Kennedy a Charlotte Rampling, tutte le più grandi icone del jet set e del cinema lo amavano. Ma anche i Beatles, per i quali aveva creato l’abito nero con il collo alla coreana, e i Rolling Stone.

Pierre Cardin fu un grande rivoluzionario nell’ambito della moda. Fu il primo a creare la collezione moda per l’uomo nel 1960; il primo ad aprire boutique in Giappone, Cina e Russia; il primo ad applicare le licenze nella distribuzione dei prodotti che non fossero solo abbigliamento. Fu il primo ad allestire mostre, a creare prodotti per ogni settore del fashion: dagli occhiali ai ristoranti, dagli aerei alle navi. La sua arte si esplicava anche nella sartoria: capacissimo a cucire ha dato una traccia sartoriale alla sua moda fin dall’inizio, quando nel 1945 fu assunto da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiapparelli.

Christian Dior fu il primo degli stilisti più grandi a credere nel suo talento e ingaggiarlo ma molti e importanti furono i rapporti che Cardin intrattenne con tutto il gotha della moda: da Saint-Laurent a Givenchy e Giorgio Armani, di cui ha sempre menzionato il tratto elegante.  Anche lui a sua volta è stato maestro di nuove leve che hanno fatto la storia della moda, tra i quali Jean-Paul Gaultier che è stato definito da Cardin stesso “un provocatore nato, dal carattere molto allegro”.

I vestiti che preferisco sono i capi che invento per uno stile di vita che non esiste ancora, il mondo di domani”: una vita dedicata alla moda, disegnando abiti con forme geometriche con la base di triangoli e cerchi e che impongono al corpo delle donne e degli uomini di adattarsi a una silhouette scultorea e piuttosto rigida.

Ricorderemo sempre Pierre Cardin per la bellezza dei suoi modelli e per aver riempito il mondo della moda di prodotti iconici dal gusto immortale.

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