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Nasce il Tavolo permanente per i lavoratori della cultura

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di Ileana Barone –

Come sappiamo la pandemia e i conseguenti lockdown hanno portato alla chiusura dei luoghi culturali creando un enorme problema a tutto il settore.

Solo da lunedì 18 gennaio – così come previsto dal DPCM del 15 gennaio – i musei stanno riaprendo nelle zone gialle ricevendo i primi visitatori. Rimangono ancora chiusi cinema e teatri.

Il quadro è davvero scoraggiante non solo per gli utenti ma soprattutto per i professionisti, come quelli che lavorano in società private, nelle associazioni, nel terzo settore e i liberi professionisti ai quali non sempre è stato possibile dare una mano.

Di cosa parliamo in questo articolo

Il progetto

Un segnale di aiuto arriva dal Ministro Dario Franceschini e dal Mibact che hanno firmato, il 21 gennaio, un decreto che istituisce la nascita di un Tavolo Permanente per i professionisti della cultura.

Un nuovo spazio istituzionale per un costante ascolto delle esigenze dei professionisti di uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia

Oggetto del tavolo permanente è la tutela dei lavoratori e, “in vista delle misure di rilancio”, continua il Ministro, “si rafforza così il dialogo e il confronto già intrapreso dal Ministero per la definizione degli interventi di ristoro”.

Il Tavolo, si legge nel testo del decreto, “esamina le problematiche connesse all’emergenza nel settore di competenza e valuta l’adozione delle opportune iniziative relative alle misure per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza sanitaria, con particolare riguardo alla tutela dei lavoratori”.

Presieduto dal direttore generale musei Massimo Osanna, il tavolo è inoltre composto dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di settore. Aderiscono anche il direttore generale Archivi, Anna Maria Buzzi, il direttore generale Biblioteche e diritto d’autore, Paola Passarelli assieme ai rappresentanti delle istituzioni culturali in base ai temi trattati.

La missione

Il tavolo avrà come compito quello di esaminare le problematiche riguardanti l’emergenza da Covid19 nel settore di competenza per stabilire quali iniziative siano più opportune per contrastare e contenere i danni, diretti e indiretti, provocati dalla pandemia, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori.

Inoltre, si legge nel decreto, “saranno invitati a partecipare alle riunioni del Tavolo esperti e rappresentanti delle istituzioni, in considerazione dei temi trattati. Il Tavolo opera senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Tavolo non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati”.

Nuove assunzioni

Proprio il giorno prima, durante la “question time” alla Camera dei Deputati, il ministro Franceschini aveva evidenziato come “per tenere il passo con le nuove tecnologie, con la digitalizzazione, con la semplificazione è necessario abbassare l’età media del personale e portare giovani professionalità all’interno della pubblica amministrazione”.

Mentre per ciò che riguarda il settore dei Beni Culturali, Franceschini ha aggiunto che “nel fabbisogno del piano triennale 2021 si è previsto il reclutamento di 250 professionalità specialistiche di qualifica dirigenziale: sono bibliotecari, archivisti, storici dell’arte, architetti, paleontologi. Già nel periodo 2017-18 grazie a un concorso bandito nel 2016 in deroga al blocco assunzionale, sono stati assunti 1000 funzionari tecnici quali archeologi, architetti, bibliotecari, archivisti, esperti di promozione e formazione, che sono già mediamente giovani e di grande qualità”.

Il decreto Agosto”, ha sottolineato il Ministro, “ha inoltre previsto la possibilità di svolgere un apposito corso-concorso. È una nuova modalità, per la nostra amministrazione, per reclutare dirigenti dotati di specifiche professionalità tecniche nei settori della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, sulla base di una collaborazione tra la Scuola del Patrimonio del Ministero e la scuola nazionale della pubblica amministrazione ed è già in fase attuativa. In aggiunta a questo, sono state adottate nell’ultimo decreto specifiche misure ispirate all’esperienza positiva di Pompei: gli istituti autonomi potranno così ricorrere a contratti di collaborazione per professionisti esperti in materia di tutela del patrimonio culturale”.

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