USA: un sommario storico pre-Biden

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Dopo che per oltre 50 anni, in America e non solo, l’eldorado della politica è stato una destra mascherata da mitico centro, Biden svolta inesorabilmente a sinistra.

Vi era stato un tempo in cui i Repubblicani erano stati più propensi a politiche regolatorie del mercato e dell’industria, ed i contrasti sociali e politici erano stati più civili e contenuti. Infatti, negli anni ’50, dopo il New Deal e la Seconda Guerra Mondiale, l’America era assurta ad una predominanza mondiale senza rivali, e ad unificare le fazioni politiche. Vi era stato il comune collante del pericolo comunista e la comune confidenza che donne e gente di colore sapessero quale fosse il loro posto e, volenti o nolenti, vi si potessero adattare. 

Ma anno dopo anno, la polarizzazione politica si è andata inesorabilmente sviluppando, ed alcuni episodi, più di altri, l’hanno accelerata.

Per cominciare il Civil Rights Act firmato da Lyndon B. Johnson nel 1964. Dopo di allora nella società americana si è scatenato un fermento che, nel corso degli anni, è passato per l’opposizione al Vietnam, le lotte femministe e l’aborto, la Affirmative Action (la pratica di favorire gruppi minoritari discriminati), la Moral Majority (l’azione politica degli anni ’70 atta ad avvantaggiare istanze conservatrici), arrivando sino alla decadenza dei sindacati, al Gay Wright, e culminando con l’impeachment di Bill Clinton (basato su un’indiscrezione sessuale elevata all’ennesima potenza della politica).

Ma a parte episodi ed atti legislativi controversi, era la stessa fiducia civica nelle istituzioni che si era andata assottigliando nel corso degli anni. 

Lo stallo americano

A partire dagli anni ’70, la crescita economica del Paese aveva subito un rallentamento, con la scomparsa di lavori ben pagati per chi non avesse avuto un titolo di studio, con la stagnazione dei redditi medio-bassi e con la percezione di una scala sociale preclusa alle nuove generazioni. Questa nuova situazione rendeva il futuro incerto e diffondeva diffidenza nei confronti di chi sembrava che, pur essendo il diretto responsabile della decadenza, fosse il solo a trarne vantaggio; cioè nei confronti di chi era fermo sul gradino più basso della scala sociale e consumasse risorse governative per sopravvivere. E questo andava ad inquinare la fiducia in una bilancia governativa con pesi e misure uguali per tutti.

Ben altre naturalmente erano le cause della stagnazione economica e conseguente fine del “sogno americano”, ma questa narrazione, atta a creare sfiducia e risentimento, era portata avanti con grande efficacia dal Partito Repubblicano; ed in ogni competizione elettorale, dalle più alte, alle più basse cariche governative, federali o statali o locali che fossero, il leitmotiv era sempre lo stesso, pervicace e martellante. Echeggiato a ritmo incalzante anche dai media di destra e dai contenitori di idee nel libro paga di istituti finanziari e corporativi allergici a regolamenti e restrizioni. 

Una semplice narrazione

Una narrazione semplice ed efficace: il governo prende da gente che lavora duro, come “noi”, per darlo a parassiti, come “quelli”. Così da dividere la società americana in due campi contrapposti: “noi e quelli”; e rompere il patto sociale di solidarietà nei confronti dei più deboli e discriminati.

Il Partito Democratico, davanti a questa parabola così incisiva nell’immaginario collettivo, si è sentito attaccato e, costretto a difendersi, ha perduto lucidità e spessore nel dibattito politico. Con la conseguente limitazione dell’azione legislativa e delle iniziative atte ad equilibrare la forbice sociale che intanto si andava sempre più allargando a scapito di una classe media condannata ad una progressiva scomparsa e di una marea di nuovi poveri. E questo rafforzava la tesi della sfiducia nell’azione del governo, e la cinica inutilità di qualsiasi iniziativa atta a correggere la rotta.

Come conseguenza il dibattito politico è diventato asfittico ed ha finito con il polarizzare la responsabilità della decadenza economica o sui ricchi e potenti, o sui poveri e minoritari. Intanto vasti settori della popolazione sono diventati sempre più arrabbiati, paurosi e convinti che il sistema gli fosse contro. Rabbia, paura e sfiducia facilmente manipolabili ed infatti manipolati dall’estremismo di destra, che ha permesso la nascita di frange eversive e fasciste, avallate senza alcun tipo di riserva politica e men che meno morale, dal Partito Repubblicano e dal Trumpismo.

Questo a scapito dello stesso concetto di democrazia che funziona solo se non si infrange la fiducia degli uni negli altri, e non si rompe il patto di solidarietà sino a compromettere la comprensione della complessità delle dinamiche socio-economiche ed a rendere impossibile la soluzione di grandi problemi, come la stagnazione economica e la sicurezza sociale.  

Sin qui un sommario storico. Seguirà la cronaca su Joe Biden ed i suoi primi passi da 46mo Presidente degli USA.             

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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