Imma la virtual influencer milionaria

Virtual influencer: oggi è una novità, domani la norma

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Veronica Passarella, Digital Account Jr. e Content Writer, pubblica un post su LinkedIn sulla novità del momento: i virtual influencer: “sul Blog di Marketing Ignorante si parla di Virtual Influencer. Dopo i nano, i micro e i big, sono arrivati anche gli Influencer Virtuali. L’Influencer Marketing attraverso i canali social è un business in continua ascesa nonostante il periodo non così aureo.

Secondo quanto è emerso dal report di Influencer MarketingHub ha un valore di quasi €𝟏𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 e le agenzie specializzate che si occupano di gestire Influencer sono aumentate del +𝟐𝟓𝟎% in soli due anni.

Italiamobile dice a proposito: “Da quanto emerso dall’ultima edizione del CES 2020 di Las Vegas, i Virtual Influencer potrebbero rivoluzionare il futuro della pubblicità. I nuovi finti modelli virtuali, come sottolineato dal colosso mondiale L’Oréal, grazie all’Intelligenza Artificiale potranno essere a disposizione dei brand al posto delle modelle umane.”

Beunsocial, replica: “Pensate ai vostri influencer preferiti, quelli che seguite con più affetto o interesse, e immaginate di scoprire che in realtà… non sono degli esseri umani, ma delle simulazioni digitali! Come reagireste? Come cambierebbe la percezione di quello che raccontano e consigliano? Se credete che si tratti di uno scenario surreale, sappiate che non è così: pare che sia arrivato il tempo dei virtual influencer.

Incassi e follower da record

Il meglio del meglio, quindi, senza difetti sono un riassunto di ciò che il target di riferimento vuole vedere. Lasciarsi ispirare dall’intelligenza artificiale e da strategie studiate a tavolino sembra incredibile. Eppure questi sono i tempi in cui viviamo e dovremo abituarci a vivere. Sono giovani, trendy, conquistano facilmente la stampa facendo parlare di sé, e quindi i brand che hanno tutto l’interesse ad “assumerli”. I VI hanno un tasso di engagement invidiabile anche se non esistono. Il mondo degli avatar è ora. Personaggi che hanno caratteristiche fisionomiche e comportamentali che simulano le persone in carne ed ossa ovviamente creati a tavolino da programmatori esperti in grafica computerizzata (CGI) e, in alcuni casi, “animati” grazie a tecniche di intelligenza artificiale che permettono loro di interagire in linguaggio naturale.

Ci ritroveremo a scorrere il nostro feed di Instagram e guadare i post motivazionali e i profili di coloro che sembrano avere una vita perfetta in pieno accordo e sintonia con questa era sempre più digitale. Incredibile lo slancio che la pandemia mondiale ha contribuito a dare a questo tipo di realtà. Sembra un nuovo mondo rispetto a solo pochi mesi fa. Ma questo tipo di fenomeni sono anche frutto dell’insaziabile appetito della piazza alla ricerca di nuovi stimoli, trend, mode, ispirazioni. E’ l’illusione della cosiddetta Insta-Life.

Tuttavia, l’ascesa dell’influencer marketing sembra già far emergere un lato oscuro in alcune persone. E molte saranno le polemiche a venire, ce le aspettiamo. D’altra parte gli influencer in carne ed ossa negli ultimi tempi sono diventati spesso molto viziati, hanno iniziato a chiedere camere d’albergo gratuite e trattamenti da grandi rockstar e politici di altissimo profilo. è il caso, ad esempio, di Lisa Linh che tre anni fa ha deciso di lasciare il suo lavoro a tempo pieno per viaggiare per il mondo e documentarlo su Instagram, social su cui vanta quasi 100.000 follower. Da quel momento ha soggiornato in hotel mozzafiato, dal Messico al Quebec alle Isole Cook. Spesso gratis. Uno stile di vita che è stato accusato di danneggiare il benessere mentale dei vari follower che rincorrono la totalee mancanza di valori profondi, per preferire la superficie dei bordi piscina e di una vita (solo apparentemente) facile.  

Più facili da gestire

Ed è così che gli influencer virtuali si stanno dimostrando più facili da gestire, con meno pretese e disposti a fare proprio tutto ciò che chiedono i loro programmatori. Tra l’altro sembrano essere molto più redditizi dei loro concorrenti umani. Secondo  Business Insider Intelligence, i brand sono disposti a spendere l’incredibile cifra di 15 miliardi di dollari l’anno in influencer marketing, aumentando di circa 8 miliardi di dollari gli investimenti ogni 12 mesi.

Nasce allora “Seraphine”, personaggio animato che diventa davvero difficile distinguere da una collega “reale”. Una linea sfocata quella tra falsificazione e realtà che sembra destinata a scomparire con l’introduzione di personaggi sempre più iperrealistici. “Imma” è invece la prima modella virtuale del Giappone. Subito identificabile grazie al suo caratteristico caschetto rosa, e per chi non lo sa, effettivamente difficile da immaginare che si tratti di un personaggio virtuale. 

Per non parlare di “Lil Miquela” che si avvicina a 3 milioni di follower su Instagram e quasi 600.000 follower su Spotify. L’artista virtuale contribuisce a generare quasi 12 milioni di dollari per i suoi creatori dopo aver partecipato a promozioni di successo con marchi come Calvin Klein e Prada. Secondo OnBuy , Miquela è l’influencer virtuale con i guadagni più alti: guadagna circa 6.550 sterline per post sponsorizzato. Pronti a innamoravi anche voi di Miquela? Ecco un video che non mancherà di farvi cuocere al fuoco lento dei nuovi VI tutti miele e follower:

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