Acqua Foundation

Acqua Foundation lancia una campagna con pannelli purifica-aria per denunciare l’inquinamento causato dalle mascherine

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di Ileana Barone –

Andrea Villa, uno degli street artist più conosciuti sulla scena torinese, conosciuto come il “Banksy torinese”, presenta, in collaborazione con Acqua Foundation, la campagna “Last Breath” per denunciare, tramite manifesti a impatto zero che migliorano la qualità dell’aria, l’inquinamento delle mascherine chirurgiche utilizzate durante quest’anno di pandemia.

L’iniziativa è inoltre sostenuta da Fridays 4 Future, WWF Italia, Greenpeace Italia, Extinction Rebellion.

Il progetto

Last Breath di Acqua Foundation ha lo scopo di raccontare i danni della plastica causati dalle mascherine chirurgiche ed è proprio grazie a questo progetto che l’artista vuole sensibilizzare sul tema l’opinione pubblica.

L’opera che mette in mostra lo spreco delle mascherine, spesso e volentieri gettate sul ciglio della strada, vuole aprire un dialogo positivo sul loro giusto smaltimento o sulla possibilità di crearne delle versioni riciclabili.

Anche per questo i manifesti sono stati realizzati con speciali pannelli TheBreath, la cui tecnologia permette di “favorire un ambiente più sano, migliorando la qualità della vita”.

Acqua Foundation
Acqua Foundation

È la prima tecnologia a impatto zero pensata per migliorare la qualità dell’aria: il pannello theBreath® è il più potente strumento non elettrificato capace di ridurre sensibilmente l’inquinamento atmosferico, grazie alla sua proprietà assorbente.

Il progetto The Breath di Acqua Foundation

I tre pannelli sono stati collocati sulla facciata di un palazzetto storico di Torino, nel quartiere Crocetta.

I numeri

L’Ispra ha stimato per tutto il 2020 tra 160mila e 440mila tonnellate di dispositivi anti Covid-19 da trattare come spazzatura indifferenziata.

Se solo l’1% delle mascherine utilizzate in un mese venisse smaltito in maniera non corretta, si avrebbero 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. (fonte: Il Sole 24 Ore).

Acqua Foundation mascherine

Non ci sono numeri precisi su quante mascherine siano state prodotte, vendute o usate nel mondo dall’inizio della pandemia, ma secondo uno studio pubblicato su Environmental Science and Technology e citato da Reuters, sembra che dall’inizio della pandemia sono state usate nel mondo ogni mese almeno 129 miliardi di maschere monouso, alle quali bisogna aggiungere le mascherine di altro tipo e altri dispositivi di protezione individuale, come i guanti.

Il progetto Last Breath verrà esposto anche al Museo Emotional Hall di Gorizia, il primo museo di arte multimediale in Italia, con la curatela di Nicola Bustreo e sarà citato in CLIMACT- Communication as Organization: Social Media and Grassroots Participation in Climate Action Mobilizations dell’Università Normale di Pisa.

L’artista

L’artista nel descrivere il suo lavoro ha detto:

Con il mio nuovo lavoro #maskpollution ho voluto porre l’accento su un problema bistrattato e poco preso in considerazione: l’inquinamento dovuto dai dispositivi di prevenzione anti-Covid19.

Acqua Foundation campagna
La campagna di Acqua Foundation

Ha aggiunto inoltre che:

Esistono delle mascherine biodegradabili in bioplastica, ma non vengono prodotte per problemi di costo. Ho creato dei manifesti con il tessuto “the breath“, un tessuto prodotto in Italia che assorbe l’inquinamento, tema molto sentito nel mondo e a Torino, città più inquinata d’Italia.

Come artista voglio parlare di temi fondamentali in questo mondo che sta radicalmente cambiando. In questo periodo storico l’arte non può rimanere passiva ma deve agire, e non essere solo più un orpello avulso dal contesto reale.

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