storytelling: sapersi raccontare
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Storytelling: raccontarsi a un colloquio di lavoro

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Michele Pierri, giornalista di LinkedIn, approccia un argomento interessante: lo storytelling. L’arte di raccontare storie per coinvolgere può essere usata in molti modi. Non solo per scrivere una bella sceneggiatura di quelle da Il Signore degli Anelli ma, in questo caso, per presentarsi meglio ad un colloquio di lavoro. Scrive Michele: “Durante un colloquio di lavoro o in una lettera di presentazione, adottare tecniche di storytelling può aiutare a distinguersi. Alcuni semplici accorgimenti ci permetteranno di utilizzarle con efficacia.

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Innanzitutto il consiglio è quello di “prendersi cura del contenuto tanto quanto della forma. In una lettera di presentazione o in un colloquio di lavoro, questo è ancora più vero in quanto dovremo distinguerci da un gran numero di candidati in competizione. In questo frangente, spiega Welcome to the Jungle, può supportarci il corretto uso di tecniche di storytelling per raccontarci al meglio.”

Seguono altri spunti:

👉 Raccontare una storia illustrerà le nostre qualità. E per narrarla con successo, sono tre gli ingredienti essenziali che dovrebbe avere: rispettare la ‘legge della prossimità’ (cioè parlare ai nostri selezionatori), avere un legame con il nostro colloquio e metterci in buona luce.

👉 Come iniziare? Capendo con chi parleremo e adattando la nostra storia di conseguenza (in si rivela essenziale informarci prima del colloquio o dell’invio di una lettera). Quindi adottare un modo coerente e onesto per raccontarci (focalizzandosi sul messaggio che si intende far arrivare senza snaturarsi). Infine, non lesinare sui dettagli: sono importanti per dar vita alla nostra storia.

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Sapersi raccontare

Foto del profilo di Claudia Iovinelli

Secondo Claudia Iovinelli, Management Engineer, Executive & Team Coach e Trainer, “La chiave per uno storytelling efficace durante un colloquio è essere autentici.

Ma per esserlo realmente è necessario avere una forte autoconsapevolezza – suggerisce – rispetto a chi siamo e ciò che vogliamo nella vita…

Descriversi con degli aggettivi (come fanno in molti durante i colloqui) è molto riduttivo anche perché si rischia di lasciare spazio all’interpretazione di chi ci ascolta (ad esempio essere testardo può voler dire tutto e il contrario di tutto). Per ogni aggettivo che usiamo descrivendoci, bisognerebbe saper raccontare un episodio che ci è capitato nella vita e saper rispondere ad una serie di domande del tipo “cosa ho fatto di buono quella volta?”, “cosa avrei potuto fare diversamente?”, “perché i miei colleghi o parenti mi descrivono con questo aggettivo?”, “cosa trovano in me gli altri?” ecc.

E se proprio abbiamo difficoltà a descriverci da soli davanti allo specchio prima di affrontare un colloquio, perché non chiedere a chi conosciamo bene come ci descriverebbe e perché?…anche in quel caso può scattare una bella molla per diventare più consapevoli di sé!”

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Lo schema utile

Simona Bargiacchi, Internal Communication & University Relations Manager, è convinta che siano “Contenuto Forma e Energia che mettiamo nel nostro racconto ad essere i tre elementi chiave nel trasferire un messaggio, per coinvolgere e tenere alta l’attenzione 📣

Foto del profilo di Simona Bargiacchi

“Comunicare è una attività entusiasmante.”

Sono d’accordo con Michele Pierri e Samuel Chalom che la preparazione sia fondamentale. Il colloquio è un appuntamento a cui arrivare preparati. Apprezzo molto le storie, in particolare mi piace prepararle secondo il metodo “STAR”:

  • 📌Situation: crea brevemente il contesto
  • 📌Task: racconta la sfida che hai affrontato
  • 📌Action: racconta come la hai affrontata
  • 📌Result: quali sono stati i benefici, l’impatto del tuo modo di agire.

Considero questo uno schema utile per coinvolgere attraverso la narrazione.

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Focus, attenzione, specificità

Alberto Mascia, Senior Business Lawyer, Human Skills, Negotiation and ADR Trainer & Consultant, contribuisce allo scambio sviluppando il concetto: “Credo sia interessante focalizzarsi sul processo che accompagna la preparazione, la stesura, compresi i feedback e il follow-up. Scendo un po’ più nel dettaglio.

Foto del profilo di Alberto Mascia

Preparare una lettera di presentazione richiederà focus, attenzione, specificità.

Molte persone con cui ho parlato in tanti anni hanno pensato alla lettera di presentazione come a un compito da fare all’ultimo secondo ‘tanto non mi leggeranno comunque’, ‘tanto a cosa serve?’ Immaginiamo come possa essere stata incisiva questa lettera!

Il prima, durante e dopo di questo mini processo lo dividerei quindi in:

  • 📌preparazione: chi sono, perché mi presento, che competenze ed esperienze ho, cosa mi ‘motiva’ a presentarmi, come posso essere concretamente utile;
  • 📌scrittura: focus su posizione, chi è l’azienda, che prassi segue, che cultura vige in quel paese, come mi distinguo ;
  • 📌feedback: conosco persone che hanno lavorato presso quell’azienda? Se no, come le posso contattare? Che consigli mi possono dare? Cosa dicono gli altri della lettera?
  • 📌follow-up: come migliorare la lettera? Cosa cambiare? Come scrivere in modo efficace?

In questo modo abbiamo una bussola.

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Foto in copertina: by serhii_bobyk – www.freepik.com

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