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A Madeira nasce il Primo Villaggio per Nomadi Digitali d’Europa

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Nel mezzo dell’Atlantico nasce il primo villaggio per Nomadi Digitali d’Europa. Abbiamo intervistato Gonzalo Hall, co-founder del progetto Digital Nomads Madeira Islands. Ne parla il portale nomadidigitali.it.

Il “primo” villaggio in Europa per Nomadi Digitali è realtà: a Ponta do Sol, sull’isola di Madeira dal 1 Febbraio al 30 Giugno 2021 parte la prima fase di lancio del nuovo progetto Digital Nomads Madeira Islands.

Obiettivo: far diventare questa meravigliosa isola portoghese nel mezzo dell’Atlantico una destinazione attraente per i Nomadi Digitali e Remote Worker di tutto il mondo.

Nomadi digitali e remote worker professionisti potranno vivere e lavorare da remoto in un bellissimo villaggio sul mare, in un luogo contornato di vegetazione lussureggiante e aspre montagne. Qui avranno l’opportunità di conoscere tanti altri professionisti e persone “like-minded”, scoprire le tradizioni e la comunità locale e avranno inoltre la possibilità di partecipare ad eventi dedicati e organizzati ad hoc per favorire l’integrazione e lo scambio.

La particolarità più interessante di questo progetto è senz’altro il coinvolgimento attivo del territorio e delle autorità locali, a partire dal Governo Regionale, che ha da subito appoggiato la proposta, per arrivare a tutte le strutture e i gestori di servizi del villaggio.

il villaggio metterà a disposizione di chi desidera trasferirsi sull’isola a lavorare in remoto strutture, servizi ed eventi dedicati.

Nomadi Digitali non poteva perdere l’occasione di scoprire più da vicino questo meraviglioso progetto, per conoscere le opportunità che offre, le dinamiche che lo hanno ispirato e quali sono stati i passi che hanno portato alla nascita del primo villaggio per Nomadi Digitali in Europa!”

Sono diversi i Paesi ad aver colto il potenziale dei nomadi digitali, offrendo visti estesi agli smart workers nel tentativo di iniettare denaro nelle loro economie. Ma mai nessuno finora aveva pensato alla costruzione di un posto interamente dedicato ai lavoratori da remoto.

Così ora a Ponta do Sol ci sono una rete wifi potentissima che tocca ogni angolo del comune, spazi dove poter lavorare comodamente con altri coworker, e inoltre a tutti quelli che arrivano vengono fatti tamponi (a carico del governo) per ridurre al minimo il rischio Covid. Rilancia gqitalia. Cge continua: “Anche per favorire l’interazione in paese c’è un «local community leader»: che guida i lavoratori digitali sia prima della partenza (per organizzare dettagli logistici come la scelta della casa), che durante la permanenza, con tante attività extralavoro pensate per conoscere a fondo il paese, chi ci abita, l’intera Madeira, da anni miglior destinazione europea ai World Travel Awards. Per provare c’è tempo fino a giugno, basta mettersi in lista su digitalnomads.startupmadeira.eu. Se non ci fosse il tempo non resta che aspettare: l’iniziativa, appena partita, sta avendo un successo tale che i suoi ideatori sono pronti a replicare, anche in altri paradisi.”

Ponta do sol

Anche La Repubblica ha introdotto l’argomento: “La pandemia ha completamente ribaltato le nostre vite. Aprendo, in certi casi, alcune prospettive prima impensabili. Sia per i cosiddetti “nomadi digitali”, professionisti magari freelance già abituati in certi casi a lavorare da dove preferivano, ai quattro angoli del globo a patto di disporre di una buona connessione a internet, che per le persone catapultate dal giorno alla notte in uno “smart working” in certe occasioni divenuto definitivo. E dunque con maggiore libertà di spostamento e con la voglia di modificare le proprie routine scappando dalle trappole cittadine, perfino in una fase di chiusure come questa. Basti vedere a quello che è successo alle isole Canarie, dove gente da mezza Europa si è trasferita a svernare, continuando a lavorare. Oppure, nel nostro piccolo, in Italia la scorsa stagione estiva, divenuta per chi ha potuto molto lunga.

Anche l’isola portoghese di Madeira, in realtà un arcipelago a circa 550 chilometri a Nord-ovest della costa africana e a Nord delle Canarie, vuole puntare su questo flusso turistico che promette di infittirsi.”

Il Portogallo si candida così per diventare il primo paese al mondo per il lavoro a distanza.

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