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Crisi dell’artigianato? Anche gli artigiani italiani guardano verso Dubai

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Il Made in Italy, si sa, è una merce di grande valore nel mondo. Il bel paese è famoso per i suoi artigiani e i motivi sono tanti, ma si può dire che essi sono legati alla storia e alla tradizione che l’Italia, prima attraverso l’impero romano poi nel Medioevo e nel Rinascimento, ha saputo esprimere. Oggi il settore è in crisi, e Dubai sembra essere il nuovo miraggio per molte PMI italiane alla ricerca di ossigeno.

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Le regioni dell’eccellenza

Spesso non ci pensiamo ma le regole del diritto, quelle contabili, le radici della musica, degli studi umanistici dipendono dal sapere creativo di queste latitudini. Questo, ovviamente, diventa ancora più evidente con l’artigianato.

L’Italia non è solo moda. L’Italia è artigiana nel cuore del suo tessuto regionale, dove si riscoprono e vivono tradizioni centenarie di eccellenza altissima. La Valle d’Aosta è famosa per i suoi oggetti in legno, come i tipici zoccoli, o per la lavorazione della pietra ollare. Il Piemonte per i metalli, i gioielli, i ricami, gli strumenti musicali. La Lombardia per la sua arte tessile, la carta, le eleganti pipe di Cantù. E poi ancora, il Veneto è famosissimo per il vetro di Murano, i merletti di Burano, le maschere e i costumi, gli orafi. L’Emilia Romagna è nota, oltre che per la cucina, anche per la ceramica di Faenza e i mosaici, il ferro battuto. E che dire della straordinaria Toscana, con il vino strepitoso, la sua terracotta dell’Impruneta, il marmo di Carrara, o della vicina Umbria, con l’antichissima tradizione ceramica di Deruta e Orvieto, l’arte del restauro, dell’intarsio, dell’intaglio?

E poi c’è la Campania. Un capitolo molto lungo, forse anche un’enciclopedia di lavorazioni artigiane che spaziano dalla sartoria, ai presepi napoletani, dalla carta di Amalfi, ai maestri d’ascia ischiani. L’elenco è lungo per ogni regione italiana, e a non citarle tutte assieme alle loro tradizioni (infinite) si fa un gran torto. Ad esempio quanto sono apprezzate ovunque nel mondo le bellissime creazioni nella candida pietra leccese? E gli arazzi, le sete, i damaschi, i merletti a tombolo della Calabria? E la Sicilia, altro libro enorme di tradizioni artigiane frutto di contaminazioni millenarie. Oltre alla cucina e alla pasticceria, il gelato, punto di riferimento mondiale, chi non conosce i pupi, le tradizionali marionette diffuse in particolare a Palermo e Catania, i tessuti, oppure i coltelli, gioielli le maschere in legno della Sardegna?

L’Italia e il futuro

L’Italia fino al 1500 inoltrato è stata la regione più ricca del mondo, tornando ai suoi livelli solo nel secondo dopoguerra, quando c’è stato il boom economico di fine anni Cinquanta. Oggi il nostro Paese, nonostante l’assenza di materie prime rilevanti e fonti energetiche, è ancora tra i primi dieci stati al mondo per prodotto lordo complessivo ed è al vertice in tanti settori grazie proprio ad un artigianato protagonista. Ma le cose stanno velocemente cambiando. Si perde terreno importante soprattutto in questi mesi legati alla pandemia, che si porta dietro l’esasperazione di una crisi oramai annale e le sue politiche che, non solo negli anni non hanno saputo sostenere e valorizzare il nostro artigianato, ma che oggi, proprio in questi giorni, diventano esasperatamente restrittive.

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La pandemia ha esasperato una crisi annale. E chi non si sa rinnovare guardando “oltre” rischia di non riuscire più a sostenersi.

Sappiamo come il Covid-19 abbia pesato ulteriormente su una situazione già delicata in Italia, ma non dappertutto la situazione è la stessa. A Dubai, ad esempio, non esistono restrizioni grazie alla bassissima presenza di casi positivi giornalieri. Questo aiuta molto l’economia e le aziende locali a prosperare. In Italia, al contrario, nel 2020 il 70% delle imprese artigiane ha subito una riduzione di fatturato e la “bomba” del Covid, secondo Confartigianato, ha fatto chiudere i battenti al 20% delle imprese artigiane.

“Molti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori sono preoccupati e sperano nell’effetto annuncio; ovvero che entro il prossimo 15 ottobre la gran parte dei 3,7 milioni di dipendenti del settore privato che non si sono ancora vaccinati lo facciano”. Così, si legge in apertura del recentissimo comunicato dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre pubblicato lo scorso 25 settembre.

Le ultime misure restrittive per il contenimento della diffusione di Covid-19 imposte dal decreto legge n. 127/2021, infatti, prevedono che a partire dalla metà del prossimo mese la certificazione sarà obbligatoria per accedere ai luoghi di lavoro, sia per ciò che concerne il settore pubblico, sia nell’ambito delle aziende private. “Se ciò non dovesse avvenire”, si continua nelle News della CGIA, “tante aziende potrebbero trovarsi nella condizione di dover bloccare la propria attività lavorativa” a causa dell’improvvisa assenza di tecnici e operai altamente specializzati che costituiscono il nocciolo duro dell’industria italiana.

Preoccupazione per gli imprenditori

A preoccupare, dunque, gli imprenditori del Tricolore, già fortemente provati da una crisi economica dilagante ormai da diversi anni, sono oggigiorno le difficoltà di gestione della pandemia ancora in atto che li vincola e impedisce loro il necessario prosieguo della produzione.

Tuttavia, come raccontavamo, ciò non accade in tutto in mondo, poiché ci sono Paesi che hanno saputo riorganizzarsi con grandi velocità ed efficacia e gli Emirati Arabi Uniti, ancora una volta si sono rivelati un punto di riferimento esemplare. Fin dai primi mesi di epidemia, infatti, il governo degli UAE è intervenuto a protezione dell’economia dei Paesi del Golfo Persico, che si è dimostrata e ancora si dimostra tra le più stabili del pianeta, soprattutto durante il periodo pandemico. Il settore medico, poi, ha mostrato tutta la sua competenza e agevolezza nel contrastare l’emergenza sanitaria registrando i risultati di maggior successo del globo, come suggeriscono i dati pubblicati dal Financial Times già nella prima fase di inoculazione. Inoltre, lo scorso 27 settembre l’Agenzia di Stampa Emiratina, WAM, riferisce che il Ministero della Salute e della Prevenzione Emiratino, MoHAP, ha annunciato di aver condotto oltre 261.852 test Covid-19 aggiuntivi nelle ultime 24 ore, utilizzando apparecchiature di test medici all’avanguardia.

“Tra tutti gli UAE, Dubai è diventato il faro dell’intero Golfo: il suo modello di sviluppo costituisce l’emblema per comprendere i trend che animano le più moderne città globali”, afferma Daniele Pescara, CEO di Falcon Advice, società che si occupa di investimenti internazionali negli Emirati Arabi Uniti nell’ambito della costituzione e del trasferimento delle società nel Paese. “Non stupisce, pertanto, che da anni i più illuminati imprenditori dello Stivale ed esteri abbiano voluto investire in quest’oasi felice”.

Oggi più che mai è necessario fare le cose in modo differente. Sostenere la tradizione, quindi, significa anche sapersi rilanciare scoprendo nuovi mercati, nuove modalità, nuove opportunità.

E’ necessario guardare anche altrove. Questo è quello che suggerisce Daniele Pescara, grazie alla sua esperienza decennale, l’imprenditore veneto che ben conosce la realtà economica emiratina e riceve ogni giorno decine di nuove richieste di apertura societaria in un luogo che si presenta come uno dei porti fiscalmente più sostenibili dove guardare al futuro.

“Soprattutto in un prolungato periodo di difficoltà diffusa, il bacino di privati e aziende che cercano certezze economiche al fine di tutelare il proprio patrimonio si accresce quotidianamente. – conclude Pescara – ed è proprio trasferendo le proprie risorse in questi Paesi più sicuri a livello economico e legale e altamente vantaggiosi nella fiscalità, che si può beneficiare delle grandiose opportunità offerte da queste aree fortunate”.


Fonti:

Comunicato della CGIA di Mestre del 25.09.2021

http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2021/09/Italia-Green-pass-25.09.2021.pdf

Comunicato del Financial Times

https://www.ft.com/content/a1c83bcc-f3e5-488a-b33c-b516a1d7fdda

Comunicato WAM del 27.09.2021

https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/economic-performance-and-forecasts/economic-forecasts_en

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