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Lightdrop, il social delle Relazioni e del Territorio offre 550 posti di lavoro

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Proponendosi come social controcorrente, Lightdrop nasce per ridare valore a chi vuole tornare a vivere e condividere esperienze reali e sostenere la rinascita dell’economia locale, riportando la tecnologia al servizio della realtà e delle persone.

Cos’è Lightdrop


Lightdrop
è una piattaforma che nasce con l’obiettivo di riportare la bellezza delle esperienze reali in primo piano.

Creando una community di persone iscritte e una rete di imprese, Lightdrop vuole riportare la socialità al centro, allontanando il più possibile giovani e non giovani dalla bolla virtuale costruita dai social network.

Fabiano Buongiovanni rileva il marchio “lightdrop” da Gabriele Pangallo, con il quale prosegue la collaborazione, che dal 2017 portava avanti un progetto che, complice la pandemia, non è mai uscito.

Proprio la pandemia è la responsabile di una tendenza che fatica a rallentare: quella della separazione tra le persone. A rimetterci è stata l’esperienza reale, la quale sta diventando sempre più una chimera. Sebbene i social network siano nati per connettere le persone, col passare degli anni si è venuto a creare un vero e proprio paradosso: rinchiuse nelle proprie bolle virtuali, le persone – costantemente connesse – fanno sempre più fatica a interagire con il mondo fisico e i ripetuti lookdown hanno peggiorato ulteriormente la situazione.

Secondo uno studio condotto dalle Università di Milano e Swansea (GB), l’abuso di Internet rischia di ridurre le capacità di apprendimento degli studenti universitari che, a causa della tecnodipendenza risultano infatti meno motivati, più ansiosi e aggressivi. Qualcuno che ha visto la serie su Netflix “The Social DIlemma”? Lì proprio questo è il punto.


Se da un lato senza internet la maggior parte dei lavori attuali diventerebbe infattibile, dall’altro esiste un modo per non rischiare che la rete diventi solo il fine e non più lo strumento?
Lightdrop è la startup progettata per creare nuove opportunità. Sulla piattaforma, chiunque ha la libertà di condividere le proprie passioni, partecipare ad attività ed eventi da vivere con amici o sconosciuti che decideranno di unirsi. Non si tratta di un ennesimo social dove condividere foto, video e discussioni fini a se stessi, nascosti dietro uno schermo: Lightdrop è il mezzo per tornare a condividere esperienze, hobby nella realtà, dando l’opportunità a chiunque di guadagnare dalle proprie passioni.


“Lightdrop nasce dal desiderio di riportare le persone a vivere la reale socialità, fonte di felicità e di libera espressione. È fondamentale riprendere il controllo di sé e delle proprie relazioni, prendere consapevolezza del fatto che la tecnologia deve essere utilizzata come uno strumento al servizio della realtà e del benessere delle persone e non, come succede nella maggior parte dei social network, per tenerle schiave di uno schermo, soprattutto in un periodo di reclusione e isolamento forzato come quello che stiamo vivendo, che purtroppo sta rendendo normale vivere attraverso il virtuale, distruggendo le relazioni e la micro economia locale.” Spiega Fabiano Buongiovanni, CEO di Lightdrop.

Profitti? In Lightdrop vengono condivisi con la Community

Per ogni attività o gesto compiuto in Lightdrop viene riconosciuto un valore in LightPoint con i quali, ogni iscritto, potrà partecipare alla condivisione dei profitti aziendali. Lightdrop è, infatti, la prima azienda al mondo che condivide meritocraticamente fino al 91% dei profitti con tutta la Community, siano essi persone o attività commerciali, consapevole che loro sono il vero valore del progetto.
Basandosi su una tecnologia blockchain based, Lightdrop vuole garantire totale trasparenza sui ricavi e su quanto viene condiviso con ogni membro. Inoltre, il 12% dei profitti condivisi viene direttamente destinato a realizzare progetti a scopo sociale, dalla sostenibilità, al no profit, all’aiuto a popolazioni più in difficoltà, tutti progetti proposti e votati
dalla Community.

Chi si iscrive a Lightdrop può organizzare o scoprire attività ed eventi, definiti momenti, che si stanno svolgendo o verranno organizzati nelle vicinanze.

La vita non è forse fatta di momenti? Momenti che possono essere gratuiti o a pagamento, già precedentemente organizzati, oppure improvvisati sul momento, come semplici passeggiate al parco, una cena, partite a Risiko, corsi di cucina o musica, un’aperitivo, un concerto o attività socialmente utili come piantare alberi o passare del tempo con chi ne ha più bisogno.
Lightdrop vuole fornire un sostegno concreto a tutte quelle attività che si nutrono e vivono soprattutto grazie alle esperienze reali. La piattaforma, infatti, mira a coinvolgere non solo persone, ma anche tutte quelle imprese, attività e associazioni che più sono state colpite dalle restrizioni per arginare la diffusione del virus.

Via alle candidature

Lightdrop è una startup che si fonda su valori di equità, libertà, condivisione e meritocrazia. Per questo ha deciso di affidare il lancio del progetto alle persone che oggi più che mai hanno bisogno di nuovi stimoli: chiunque potrà dedicare parte o tutte le proprie energie a sostenere la ripartenza del nostro paese e del proprio territorio.

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La pandemia non ha solo recato danni alla salute e al benessere di milioni di persone, ma ha distrutto la micro economia del territorio, fatta di attività commerciali e piccole imprese locali.

Secondo un report Istat, a dicembre 2020 ammontavano a 73mila le imprese costrette a chiudere e 17mila quelle che non sarebbero più state in grado di riaprire. Dal report si nota che l’85% delle unità produttive “chiuse” è rappresentato da microimprese. Questo porterà ad un fortissimo incremento della disoccupazione, ci si aspetta che siano almeno 1 Milione le persone che si troveranno senza lavoro in Italia entro la fine del 2021.
Piccole e microimprese costituiscono il fulcro del sistema produttivo italiano e perdere queste attività significherebbe rinunciare a anni di tradizioni e artigianalità caratteristica.
Per questo Lightdrop è alla ricerca di:

  • 550 CityFounder (5 per Provincia): ovvero persone che sposano la filosofia e i valori di Lightdrop e che vogliono portare Lightdrop nella propria provincia e città. Nessuna competenza particolare o obbligo di presenza in ufficio o di
    rispettare orari: saranno misurati solo gli obiettivi raggiunti. A loro sarà dedicato il 9% dei profitti di Lightdrop;
  • Business Partner: ovvero attività commerciali, associazioni, organizzatori di eventi o esperienze locali sul territorio italiano che sono interessate a organizzare e disponibili a far organizzare attività ed eventi presso la propria struttura: bar, ristoranti, strutture sportive, spazi per mostre, proiezioni cinematografiche o concerti, location per la cura del proprio corpo e qualsiasi altra attività ludica o d’intrattenimento. A loro sarà dedicato, oltre la visibilità, il 12% dei profitti di lightdrop.
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Il modello di business su cui si basa Lightdrop è B2B e prevede che i servizi a pagamento diventino tali nel momento in cui la visibilità che offre Lightdrop nei confronti della community inizi a portare dei risultati misurabili

Si inizia a pagare solo una volta che si inizia a guadagnare. L’iscrizione e l’utilizzo dell’app (in versione beta) è e sarà per sempre gratuita
per gli utenti. Niente ADV, banner o cose simili, i servizi servono a soddisfare esigenze concrete solo nel momento in cui l’utente ne ha bisogno.

Più si socializza, più si guadagna

“Chi si iscrive a Lightdrop non ha bisogno di rimanere incollato a uno schermo per ore, saranno sufficienti pochi secondi per trovare l’intrattenimento affine ai propri interessi, o organizzare il proprio, perché la priorità è vivere il mondo “là fuori”. Grazie alla artificial intelligence, utilizzata in modo etico per semplificare la ricerca, sarà sufficiente scorrere le attività, confermare la propria presenza e presentarsi per vivere una nuova esperienza e conoscere nuove persone” chiarisce Fabiano Buongiovanni.

Lightdrop apre le candidature, 550 nuovi posti di lavoro

Più una persona partecipa e/o organizza eventi, più guadagna. Ciò vale anche per le attività commerciali e non, come per i liberi professionisti: ognuno può partecipare oppure creare l’attività che preferisce in maniera gratuita.

Facciamo qualche esempio: un ristorante si accorge di avere poche prenotazioni per il pranzo? Iscrivendosi a Lightdrop può creare un “social lunch” ed estendere l’invito a tutti i membri della community, i quali ovviamente potranno a loro volta coinvolgere altre persone: guadagna sia chi ha organizzato l’evento, sia tutti coloro che vi parteciperanno che
otterranno LightPoint con i quali potranno partecipare alla condivisione dei profitti.
Altrimenti, con Lightdrop è possibile monetizzare le proprie passioni: chi è appassionato di musica e sa suonare bene la chitarra, ha la possibilità di organizzare lezioni creando un corso a pagamento direttamente sulla piattaforma. Anche qui, sia chi organizza che chi partecipa, ottengono punti che permettono di partecipare ai profitti di Lightdrop.

https://lightdrop.live/cityfounder/
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