Vado: il quick commerce per piccoli commercianti

/
7 mins read

Consegne di cibo e articoli vari in meno di un’ora: il quick commerce conquista tutti e con Vado diventa accessibile anche ai piccoli negozi e attività di nicchia. Grazie a un software collegato ai distributori automatici, il delivery diventa più veloce e smart.

Quick commerce: si va veloci!

Il quick commerce, modello emergente che punta a consegnare ai consumatori cibo e spesa qualsiasi in meno di un’ora, rappresenta la nuova era dell’e-commerce e secondo un report dell’Institute of Grocery Distribution ha attualmente un valore che si aggira attorno agli 1.4 miliardi di sterline.

Ad oggi, le aziende che riescono ad affrontare i costi di un quick commerce sono perlopiù multinazionali e realtà già affermate, col rischio che si allarghi sempre più la forbice tra le piccole attività locali e le grandi imprese.
Per far sì che i piccoli commercianti non vengano tagliati fuori dal mercato, la startup Vado ha sviluppato un software in grado di permettere anche a piccoli imprenditori e negozi con uno spazio limitato di usufruire delle potenzialità dell’e-commerce 3.0. In che modo?

Sostituendo il classico ritiro e consegna dell’ordine da parte del rider, con strumenti più veloci e immediati: vending machine, distributori automatici e smart fridge.

Guarda il video

Attualmente, quando un cliente fa un acquisto tramite un’app di delivery, il rider che riceve l’ordine si reca dall’esercente, comunica un codice e solo dopo aver ricevuto il prodotto, parte per consegnarlo. Con Vado, invece, una volta che l’utente fa un acquisto su un’app di delivery in qualsiasi negozio, grazie al suo software viene utilizzato il codice d’ordine inviato dall’app di delivery al rider per sbloccare il distributore automatico e permettere al rider di ritirare i prodotti erogati (riducendo i costi di gestione dell’ordine dell’80%).

“Le aziende che si approcciano al quick commerce, se non lo fanno in maniera strategica, rischiano di perdere molti soldi perché per farlo devono, oltre alle strutture e alla tecnologia, sostenere i costi di molto più personale da nei propri store fisici. Con Vado vogliamo creare una soluzione che semplifichi la vita dei piccoli commercianti e non solo, affinché possano competere ad armi pari nello stesso mercato con le grandi multinazionali” spiega Alessandro Ursino, CEO di Vado.

Alessandro Ursino

Inside Magazine ha chiesto ad Alessandro Ursino come nasce l’idea di Vado e quali sono le prospettive future del Quick Commerce. Ecco cosa ci ha risposto: “L’idea nasce da un mio socio. Lavorava in una grande azienda di delivery e parlava spesso con clienti che avrebbero voluto vendere in QCommerce ma chiudevano il negozio alle 6 e che non si potevano permettere di stare aperti tutta la sera. Abbiamo capito che questo era un problema grosso di mercato che tagliava fuori i piccoli esercenti meno strutturati e abbiamo sviluppato quella che per noi è la soluzione.

“Per quanto riguarda il futuro di questo tipo di attività, partiamo da un dato: il QCommerce oggi è come l’e-commerce a inizi anni 2000. Ci sono pochi player grossi che sfruttano il canale. Nel futuro, grazie anche a tecnologie come Vado, le piccole e medie imprese entreranno in questo canale.”

Vado

Vado è la startup tecnologica che collega piattaforme di consegna di terze parti e distributori automatici rendendo completamente automatica la ricezione, la gestione e la consegna degli ordini ai rider.
Distinguendosi dai classici fornitori di servizi di consegna e dai numerosi produttori di distributori automatici, Vado punta a colmare il divario tra questi due protagonisti del mondo dell’e-commerce di oggi. Per aiutare le aziende a gestire in modo più efficiente le operazioni di delivery e take-away di qualsiasi prodotto, Vado integra le loro app di delivery (Glovo, Deliveroo, JustEat, UberEats) con distributori automatici che consentono di vendere automaticamente 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’automazione del processo di ordinazione online aiuta i clienti a risparmiare tempo e denaro.

Non solo food&beverage

Il quick commerce non è solo cibo e bevande, le aspettative dei consumatori stanno cambiando e si aspettano di ricevere qualsiasi tipologia di prodotto a casa in meno di 3 ore. Questa è un’enorme opportunità per le piccole e medie realtà retail che lavorano in nicchie come beauty, pet food, canapa, sex toys e caricatori di smartphone.

Per supportare le realtà più piccole e locali, infatti, tramite l’integrazione tra Vado e le app di delivery l’utente ha la possibilità di acquistare prodotti molto diversi, che vanno dal cibo, al beauty, includendo categorie merceologiche la canapa, i sex toys, i caricatori per smartphone, fino al pet food 24/24 7 giorni su 7 grazie alla forza dell’automazione.
Vado si rivolge a realtà B2B che richiedono sia l’installazione di vending machine che l’implementazione del software, ma anche ad aziende, avendo già il proprio smart fridge o distributore automatico, necessitano solo dell’installazione del software realizzato da Vado

Installare il software in 300 vending machine: gli obiettivi di Vado

La startup, nata negli ultimi mesi del 2020 e avente sede a Torino, punta a crescere nei prossimi anni. Gli obiettivi fissati per i prossimi 12 mesi sono per il momento quelli di installare il software in almeno 300 vending machine (che si differenziano dai classici distributori di merendine, ma sono veri e propri magazzini automatici in miniatura, qui un
video esemplificativo) e concludere partnership con almeno altre 3 aziende produttrici di vending machine, per distribuire il più possibile il proprio software.
Inoltre, la startup punta a entrare nel prossimo futuro anche nel mercato sudamericano, così da affiancarsi a sempre più aziende e dare loro gli strumenti per crearsi la propria applicazione di delivery.
Oltre agli obiettivi dell’azienda, anche il team di Vado, ora composto da 5 persone tutte under 35, mira ad espandersi.

Italo Treno
Articolo Precedente

Trasporti: novità Italo Treno per iscritti al programma fedeltà

Articolo Successivo

PayPal vuole acquisire Pinterest: l'affare c'è, lo dicono i numeri

Ultime News