Crisi in Ucraina. Equilibri complessi in un’era complessa

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Vi sono 120 mila soldati russi ammassati al confine orientale dell’Ucraina e minacciano una imminente invasione che avrebbe conseguenze geopolitiche a dir poco destabilizzanti. E’ crisi in Ucraina.

Una crisi dalle origini lontane

Questa crisi ha origini lontane e si incrocia da un lato con le strategie elettorali poco lineari della destra americana, dall’altro con le mire espansionistiche dI Putin, che vorrebbe recuperare l’influenza della Russia sulle province perse con la caduta dell’Unione Sovietica. Da allora l’Ucraina ha cercato con insistenza di stringere un legame piu’ stretto con l’Occidente e la NATO, nella prospettiva di una maggiore assistenza e stabilità economica, piuttosto di rimanere nell’orbita di uno stato illiberale ed oligarchico quale è l’odierna Russia di Putin. 

Quando nel 1995, a causa del collasso del sistema comunista, nella città ucraina di Kharkiv un milione e 600 mila abitanti rimasero senza acqua potabile e con la rete fognaria collassata che minacciava un’epidemia di colera, fu la NATO ad intervenire con carovane di tir cisterna pieni d’acqua ed inviando una squadra di ingegneri e tecnici a riparare il sistema fognario. Col tempo questa collaborazione dell’Ucraina con l’Occidente e la NATO è andata aumentando, e Putin per contrastare questa influenza contraria alle proprie mire, non ha avuto altro ricorso che rivolgersi a propagandisti che creassero dissenso pubblico spargendo disinformazione ed a specialisti capaci di sovvertire elezioni.

E a quanto pare li avrebbe trovati in America, tra i Repubblicani ed in particolare in Paul Manafort. La compagnia di consulenti politici e lobbisti Black & Manafort, a suo tempo, aveva creato un profilo vincente a Ronald Reagan nell’elezione del 1980. Ed aveva anche promosso figure poco raccomandabili come Marcos nelle Filippine, Savimbi in Angola e Mobutu in Zaire. Dove c’era un despota disposto a pagare compensi milionari, lì arrivava Black & Manafort e le laute parcelle erano ben ricompensate per la loro influenza lobbistica presso esponenti repubblicani del governo americano.

Opportunità Ucraina

Nel 2005 a Manafort si è presentata l’opportunità di occuparsi dell’Ucraina. Qui era stato fondato il Partito delle Regioni, formato da oligarchi e gente legata al sistema criminale che aveva riempito il vuoto lasciato dalla caduta del comunismo; il suo scopo era quello di promuovere il punto di vista russo e di sottrarre l’Ucraina alla sfera di influenza occidentale, impedendo la sua affiliazione alla NATO e all’Unione Europea.

Nel 2004, attraverso una campagna propagandistica capillare e metodi poco ortodossi come sfigurare con un veleno il candidato del partito opponente ad un mese dalle elezioni, il Partito delle Regioni ottenne una vittoria parziale eleggendo Viktor Yanukovych a nuovo presidente dell’Ucraina. Per rimuovere Yanukovych dal potere, seguì un periodo di instabilità politica e di resistenza culminato nella Rivoluzione Arancione, la cui naturale conseguenza fu quella di creare instabilità economica e di interrompere il processo democratico. Ed è a questo punto che il Partito delle Regioni decise di assoldare un vero esperto: Paul Manafort.Questi, che nel frattempo era diventato consulente elettorale del candidato Trump, fece sentire subito la propria mano quando organizzò manifestazioni di protesta, in apparenza popolari, con lanci di pietre contro un contingente di marines venuti nel paese nell’ambito di esercitazioni militari congiunte NATO. Le esercitazioni dovettero essere cancellate e per inciso vorrei far notare che quando la destra parla di ‘patriottismo’ bisognerebbe ricordare anche un episodio esemplificativo come questo. Episodio che invece in Ucraina fu propagandato come indice dell’avversione verso la Nato e l’Occidente e che 9 anni dopo Putin citò esplicitamente per giustificare l’occupazione della Crimea.

La collaborazione di Manafort con forze pro-Russia in Ucraina è durata 15 anni e sebbene in parallelo con la sua consulenza elettorale a favore di Trump, gli ha fruttato 12,7 milioni di dollari. Essa si è sviluppata attraverso efficienti campagne propagandistiche, la promozione di processi corruttivi ed il lobbismo illegale in America a favore delle pretese russe. Inoltre Manafort si è impegnato ad avanzare gli interessi di Putin rivolgendosi  direttamente a funzionari russi ed in un memo inviato all’oligarca Oleg Deripaska, ottenuto dallo Associated Press, egli assicurava di poter provvedere “un gran servizio per rimettere a fuoco, sia all’interno che all’esterno, le politiche del governo Putin”. Ed in seguito Deripaska gli avrebbe firmato un contratto di 10 milioni di dollari.   

Continua…

Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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