Tasse e criptovalute: classifica dei regimi fiscali. Italia tra i paesi più severi

Si va dall'1% di imposte pagato in Bielorussia al 30% finlandese, ma qual è la situazione in Italia? Scopriamolo

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Negli ultimi anni sono cresciuti gli investimenti in asset digitali e criptovalute. I ricavi da moneta virtuale però, sono sottoposti a regole fiscali, che cambiano a seconda del Paese. El Salvador e la Bielorussia i più morbidi. Italia, Francia, Finlandia i più severi.  Lo spiega un’indagine redatta da Sape Cons Ltd studio legale esperto in criptovalute.


“Pochi sanno che in Italia, diverse pronunce dell’Agenzia delle Entrate e varie sentenze di giurisdizionali hanno sottoposto i ricavi da moneta virtuale alle regole fiscali contenute nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (il TUIR) e nel Decreto sull’istituzione e disciplina dell’Iva”, afferma l’avvocato Oreste Maria Petrillo.  Quindi le plusvalenze vengono tassate separatamente, mentre per Ires, Irap e Irpef vengono applicati gli scaglioni previsti per legge.

 “In particolare – dice l’avvocato Fabio Santoro – sono assoggettate all’Imposta sul reddito delle persone fisiche i ricavi realizzati sulla vendita di valuta estera rivenienti da depositi e conti correnti a condizione che, nel periodo d’imposta in cui la vendita avviene, il saldo di tali conti ecceda di 51.645,69 Euro per sette giorni lavorativi consecutivi”.

Criptovalute: le legislazioni dei vari Paesi

Da qui l’idea di studiare le legislazioni di quasi 50 Paesi e stilare una classifica delle nazioni: tra le più permissive El Salvador è al primo posto, dove il Bitcoin è assunto al rango di moneta legale, e la Capital gain tax è tassata al 10%”. Segue la Bielorussia che ha sancito la creazione di un perimetro territoriale all’interno dello Stato con lo scopo di incentivare la tecnologia digitale. Questa zona, gode di un trattamento fiscale preferenziale. Le compagnie pagano lì 1% del reddito come tassa di residenza.

La Finlandia è di tutt’altro segno. I cripto-asset sono considerati delle proprietà e soggette alle regole fiscali relative alla Capital gain quando vengono alienate. Viene applicata un’aliquota secca del 30% (fino a 30.000 euro) o del 34% (oltre 30.000 euro). “Discorso ancora diverso – spiegano da Sape Cons Ltd – in Francia, dove le criptovalute sono considerate una rappresentazione digitale di valore, la cui tassazione si basa differentemente sulla distinzione tra business e non business. La Income tax, l’imposta sul reddito, è a scaglioni e può arrivare al 45%, mentre la Capital gain tax è secca 30%. Dal primo gennaio, la Corporation tax, la tassa sulle società, è fissata al 25%”.

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