La Moda sostenibile al tempo del Covid

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Di Ileana Barone

Tra i settori più colpiti dalla crisi economica originata dal Covid-19 rientra il settore Moda. Il lockdown ha causato non solo l’annullamento di sfilate ed eventi, ma anche il blocco della filiera produttiva in ogni suo aspetto: dal recupero di materie prime fino alla distribuzione, generando, secondo il report Area Studi Mediobanca, un calo del 14,1% dei guadagni, prospettando un ulteriore calo nei prossimi mesi.

Per ovviare a questa situazione i brand hanno deciso di sperimentare nuove tecnologie immersive che forniscano ai clienti un’esperienza del tutto simile a quella del negozio. Sono stare create e presentate online diverse collezioni e molti brand hanno inviato a casa dei modelli i materiali invitandoli a creare dei “servizi fotografici fai da te”.

È stato lo shopping online il vero motore della moda di questi mesi. Molti i negozi del fast-fashion, come Zara o H&M, che hanno dovuto chiudere delle sedi fisiche e che sono riuscite a sopravvivere grazie alle vendite su internet.

La nota positiva del lockdown è stata la spinta ad una nuova visione dello shopping. Soprattutto i Millenial hanno cominciato a ripensare ai loro acquisti orientandosi verso un modello di moda più etico e sostenibile.

Secondo la ricerca dell’Assirm (Associazione Italiana degli Istituti e delle Aziende di Ricerca di Mercato), i consumatori italiani hanno iniziato ad acquistare abbigliamento e accessori prevalentemente per necessità più che per un capriccio personale. Ci si orienta più sui capi comodi, funzionali e rispettosi dell’ambiente e che, soprattutto, durino nel tempo.

La mission è quella di ridurre il fast-fashion, ovvero una moda veloce fatta di abiti prodotti a basso costo e destinati all’usa e getta, in favore di una slow-fashion.

Anche Giorgio Armani ha invitato le altre maison a “rallentare i ritmi di produzione per tornare a dar valore alla creatività”.

Altro passo avanti a favore della sostenibilità è il ritorno all’uso degli abiti di secondo mano e del riciclo. Anche in questo caso sono i giovani e l’Instagram generation a dare l’avvio: personalizzazione del proprio guardaroba, distinguersi dalla massa e ridurre l’impatto ambientale adottando comportamenti etici e sostenibili sono i nuovi comandamenti di una generazione più attenta al proprio futuro.  

La moda sostenibile può essere una solida strategia per il futuro, l’importante è che i grandi marchi si adattino alla nuova cultura, ritornino ai principi fondamentali del fashion producendo articoli semplici, esclusivi ma soprattutto sostenibili da un punto di vista economico ed ambientale.

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