Coprifuoco e stop: Conte prepara la stretta

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Conte si prepara alla stretta: coprifuoco, stop prorogati e sommati con nuove limitazioni a sport, ristoranti, estetisti e parrucchieri. Le voci arrivate da Palazzo Chigi nel corso della nottata durante la riunione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza, per fare il punto sulle misure che entreranno nel previsto dpcm, parlano di un Governo pronto a una nuova stretta di cinghia per contrastare l’aumento dei contagi e il prevedibile intasamento dei reparti di terapia intensiva negli ospedali italiani.

Il governo lavora sulle nuove misure di contrasto all’emergenza covid, dopo aver appreso del nuovo aumento dei contagi. Il Ministero della Salute ha reso noto ieri il numero di nuovi casi di coronavirus in Italia: 10.925. In aumento rispetto ai 10.010 di sabato. 47 i decessi, 8 in meno. Mentre i pazienti ricoverati sono aumentati di 506 unità. In terapia intensiva, 705 malati (+67 dal giorno prima). Per oggi è previsto un serrato confronto con le Regioni, mentre il ministro Speranza assicura: le decisioni saranno prese ascoltando tutti. Per poi rivelare, a quanto sembra, la volontà di dare una forte accelerata allo smart working che dovrà raggiungere anche il 75%. Nelle intenzioni del Governo sembra non ci sia quella di chiudere parrucchieri e centri estetici. Mentre a essere a rischio parrebbero essere le palestre e le piscine e, più in generale, gli sport di contatto dilettantistici. Sul tavolo della discussione anche scuola, trasporti e orari di apertura dei locali, dei bar e dei ristoranti che andranno ristretti come vietata con molta probabilità la vendita di alcolici dopo una certa ora.

Palazzo Chigi non dà conferme e vuole assolutamente evitare ogni speculazione. E’ un no fermo a tutte le ipotesi non derivanti da comunicazioni ufficiali, le quali arriveranno dallo stesso presidente Conte nella giornata di oggi.

Il nuovo incontro, oggi, tra le Regioni e il Governo dà comunque l’idea che la stretta sarà decisa e riguarderà anche la scuola, chiamando in causa la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, con la quale è serrata la discussione anche sulla didattica a distanza. Intanto, per i licei probabilmente si sposterà l’inizio delle lezioni alle 11 del mattino e, in ogni caso, si lavorerà per scaglionare gli ingressi nelle scuole superiori e nelle università.

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