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Il Paese è reale: un viaggio per colombe e serpenti

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di Nicola Venturini –

Lockdown, coprifuoco, martellamento mediatico, stress lavorativo, classico malanno stagionale in arrivo (no, non è il Covid)…

Qui, bisogna mantenere la calma.

Tra le rauche raccomandazioni esterodirette della macchietta Conte, le languide parole di un Bergoglio universalista piegato ai poteri forti, le quisquiglie della Gruber e le “maialate” di Meluzzi, dulcis in fundo, ad alimentare il grande raglio mediatico si aggiunge anche lui, l’immacolato: Piero Angela.

Ecco alcune tra le sue rassicuranti affermazioni rilasciate di recente:

«Ogni sera i Tg denunciano, con i loro servizi, assembramenti di persone senza mascherina. Non c’è abbastanza pressione sul pubblico affinchè si rispettino le semplici regole anti-Covid. I giovani si sentono invulnerabili ma è sbagliato sottovalutare il virus: ne sanno qualcosa alcuni capi di Stato e di governo…».

«Il Pil crollerà, secondo queste proiezioni noi saremo al 25esimo posto, non più nel gruppo dei dieci».

«Essere inefficienti e poco produttivi, diventeremo un paese di serie b o c e i nostri titoli di stato non varranno più niente».

«Troppi vecchi».

«Resteremo 28 milioni di persone».

E su chi glielo ha detto, evitiamo di discutere.

Nel paese dei pecoroni toccare figure come Piero Angela o ancor peggio l’etereo figlio Alberto, elevato a sex simbol nel sottobosco digitale femminile, non è cosa da farsi. Provo allora solo a dare quattro spunti, quattro cose da fare in questo periodo “uggioso” per mantenere la calma ma allo stesso tempo capire la situazione. Perché la calma da sola, ad oggi, non basta più.

  1. Leggere l’illuminante articolo di I’M intitolato: almeno io ho un piano.
  2. Andare a vedere le proiezioni per la popolazione mondiale futura qui.
  3. Usare la testa prima di credere anche a una sola parola di quello che “si sente dire in giro”.
  4. Mettere le mascherine e vivere la vita.

Spesso, nel celebre passo a cui allude il titolo di questo pezzo, al posto di “astuti” troviamo “prudenti”, io però non sono d’accordo. Astuto ha qualcosa in più, comprende e supera il concetto di prudenza, assumendo una connotazione oscura, quasi diabolica. Questo è il modo in cui a me piace intenderlo, perché esorta noi pecoroni ad imparare dai lupacchiotti, quelli che ci manipolano portando il livello di normalità percepita sempre più in basso.

È infatti la signora astuzia a mantenere la polarità nelle nostre vite, quell’essere a volte “terricoli” e a volte “celesti” è infatti sintomo di equilibrio, è uno strumento che ci è dato per non farci limitare da finte etiche da santoni che a volte ci imponiamo per lustrare la nostra facciata agli occhi altrui. Il grido di battaglia in questi mesi di ferro per me dovrebbe essere il vecchio adagio: “Pecca fortiter, sed ama fortius”.

Un vivere forte, per uscire dal cloud imposto alle nostre iperattive immaginazioni, per bucare il caos angoscioso e ipersensuale con cui per qualcuno è conveniente distrarci e da cui siamo ormai dipendenti.

Cerchiamo di non essere positivi a tutti i costi, né negativi. Il paese è reale, così cantava Manuel Agnelli all’apice della sua parabola artistica, prima di tutta la fuffa dei talent. Cerchiamo allora di essere reali.

L’Italia è uno stato speciale, se tutto sta accadendo qui ci sono delle ragioni storico-politico-religiose molto precise. La maggior parte di noi continua a non volerlo capire e si fa trascinare negli abissi del leviatano, divorata dalle paure inoculate quotidianamente e con grande cura dai media.

“Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo. Mi stavi ascoltando, Neo, o guardi la ragazza col vestito rosso?”

Matrix (1999)

Il bello di questi decenni passati è proprio tra le righe di libri, film, opere d’arte, tra le righe delle nostre vite, tutto ci stava già suggerendo quello che sta succedendo ora. Ma quando ce l’hai sotto il naso, non lo vedi finché qualcuno te lo dice o finché ti arriva tra capo e collo una botta così forte che per forza devi abbassare lo sguardo e guardare a terra, magari rinnegando il tanto adorato passato, te stesso.

Mai avrei infatti pensato un giorno di parlare in questo modo di quelli che da piccolo erano i miei eroi. Penso a Super Quark, alla Macchina del Tempo, che vent’anni fa mi tenevano compagnia nella mia cameretta. Penso a Piero Angela, uno dei “troppi vecchi” come dice lui, un uomo che oggi come esempio di vita ha Sergio Mattarella… penso ad Alessandro Cecchi Paone, ad oggi più un isterico Cerbero da sguinzagliare per alimentare il dibattito televisivo.

Penso che quell’epoca sia stata bellissima, ma quell’Italia non esiste più. Come sempre è il tempo a svelare quali biforcute personalità si nascondano dietro tante belle parole, tante belle intenzioni, dietro i tanto amati faccioni della tv degli anni ‘90 e ’00. Fossero poi loro il vero problema

Oggi la “calma” non basta più, serve mandare giù qualche bel rospo e capire. Capire per avere un piano, come dice giustamente l’articolo di I’M che vi ho consigliato di leggere. Perché chi non ha un piano, farà sempre parte del piano di qualcun altro.

È ora di stringere i denti, è ora di andare avanti.

Candidi come colombe, astuti come serpenti.

Veneto, ma italiano nel cuore. Dopo l’esperienza come curatore di magazine e libri, approfondisce il mondo dell’editoria digitale e del marketing. Appassionato musicista e avido lettore, ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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