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Cristoforo Colombo: Quarta puntata

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Segue dalla Terza puntata.

Lo stesso Colombo ci dà un indizio della possibilità di essere stato preceduto sul suolo americano. Infatti ci racconta che, sbarcato ad Haiti, aveva notato come gli indigeni possedessero delle lance la cui punta era composta da una lega metallica a lui sconosciuta; gli fu detto che essa era il frutto di scambi con mercanti dalla carnagione nera venuti da sud e da est. In seguito si è provato come questa lega, costituita da oro, argento e rame, fosse simile ad una usata nell’Africa Occidentale. Anche Ferdinando, il figlio di Colombo che accompagnò il padre nel suo terzo viaggio, racconta di aver visto nel territorio della attuale Honduras, gente dal colorito quasi nero e dall’aspetto negroide; ed anche qui il collegamento dell’Africa con l’America viene naturale.

Stabilito che Cristoforo Colombo non è stato il primo “viaggiatore” a metter piede in America, cerchiamo di capire chi fosse questo personaggio tanto esaltato dai libri di storia.

Molti aspetti della sua vita rimangono misteriosi. Egli stesso asseriva di essere nato a Genova e, a questo proposito, la mia opinione da prendere naturalmente con le dovute pinze, è che millantare la provenienza da una potenza marinara come Genova gli facesse comodo per aumentare la possibilità di assicurarsi commissioni lucrose presso gli armatori navali. Sembra più evidente che fosse spagnolo, se non altro per non sapere scrivere in italiano e, al contrario, per la fluenza del suo spagnolo, scritto e orale; si dice inoltre che fosse un ebreo “convertito” (a quei tempi gli ebrei spagnoli erano posti davanti all’alternativa o di convertirsi al cattolicesimo, o di lasciare il paese); ma c’è anche chi ritiene venisse dalla Corsica, dal Portogallo, o chissà da dove. 

Se le origini sono misteriose, altrettanto lo è la sua estrazione sociale. C’è chi lo fa nascere figlio di un povero operaio tessile genovese, e chi gli sostituisce un padre ricco imprenditore di tessuti in lana. Poi, per quanto riguarda il suo viaggio, non sappiamo quale fosse la sua destinazione; da un lato si ipotizza pensasse di dirigersi verso il Giappone o l’Indonesia, dall’altro, semplicemente, verso “nuove” terre. Bartolomè de las Casas, un frate che ha fatto parte delle spedizioni colombiane ed ha finito col diventarne, in parte, cronista, racconta che per influenzare positivamente  la disposizione dei reali spagnoli nei confronti della sua impresa, Colombo asseriva che la sua destinazione fosse la ricca India; ed in un periodo in cui la rotta terrestre con l’India era resa ardua dall’ostilità della Turchia, questo doveva essere un argomento vincente.

Andando avanti nelle incertezze, quale era il suo aspetto? Non fu mai ritratto in vita, ed i ritratti apparsi postumi molti anni dopo, divergenti sensibilmente gli uni dagli altri, non possono certo garantire alcuna somiglianza con il personaggio reale. E ancora, quali furono le condizioni atmosferiche durante il viaggio (il primo, naturalmente, e più enfatizzato)? Per alcuni funestato da continui temporali, per altri calmo piatto, tanto che da una caravella all’altra si poteva conversare. Quanto durò il viaggio? Per alcuni 2 mesi, per altri quasi un mese. La terra scoperta era popolosa? Per alcuni molto, per altri lo era poco e sparsa.

Ma nessuno di questi dubbi appare nella storia di Cristoforo Colombo, così come viene raccontata nei libri di testo, nei quali vi sono solo certezze, anche se divergenti fra loro a seconda del testo consultato. Infatti quasi tutti sono impegnati alla fabbricazione di un eroe e, si sa, gli eroi non ammettono tentennamenti. Per esempio, seguendo il racconto di Washington Irving del 1828, si tende a confermare che solo Colombo sostenesse la teoria di un mondo rotondo, avversa a quella comune di un mondo piatto. 

Ancora oggi a Wall Street, si può leggere una pubblicità che recita: senza i necessari investimenti, il mondo sarebbe ancora piatto. 

Ma naturalmente  trasformare Colombo anche in uomo di scienze, che corregge misconcetti primitivi, solleva il valore dell’uomo al di sopra dei suoi contemporanei.

No, grazie! Che la terra fosse rotonda, alla fine del 1500, era conoscenza diffusa su entrambe le sponde dell’Atlantico; allora come oggi, è sufficiente guardare una nave allontanarsi all’orizzonte, per vederne scomparire prima il corpo e dopo il sartiame.

A questo punto, le uniche certezze nella storia di Colombo sono il nome delle 3 caravelle, Nina, Pinta e Santa Maria, ed il suo sbarco nell’isola di Haiti il 12 ottobre 1492.

Ma è con questo sbarco che incomincia la sua vera storia, insieme a quella di una nuova America.

Prosegui alla Quinta puntata.

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Follotitta vive tra New York e Miami, è architetto e appassionato di storia, architettura e politica. Una visione a 360° sul clima made in USA vista dagli occhi di un professionista "italiano in trasferta".

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