Manca un mese al Natale… con i tuoi. Un manuale di preparazione anti-stress

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Manca un mese e già se ne parla molto, più del consueto, complici anche gli annunci di Giuseppe Conte e Co. sulle limitazioni che verranno e su cosa sarà lecito fare o non fare. Intanto, gran parte dell’Italia si chiede se riuscirà a fare i regali, a chi dovrà farli, visto che non sono previsti cenoni se non tra i familiari più stretti. Ogni anno, il Natale può essere sia il periodo migliore che il peggiore per le famiglie. E’ un periodo di stress legato non solo ai regali, ma a tutto ciò che comporta organizzarsi per le “feste” che dal Natale passeranno, poi, per il Capodanno. E’ un periodo di significati profondi per molti di noi, che sono chiamati a più attente riflessioni e ad affrontare, nel frattempo, cenoni e a distribuirsi tra parenti e amici. Il Natale del 2020, come già sappiamo, porterà con sé ulteriore stress legato all’incertezza della pandemia e alle restrizioni, nonché alle situazioni più o meno conflittuali che questa comporterà. 

Ecco cinque suggerimenti dagli esperti di salute psico-emotiva e di comunicazione per aiutare a mantenere la pace in famiglia nelle prossime settimane.

1. Decidi subito e coinvolgi i tuoi cari

Una volta che hai preso la decisione su cosa è meglio per la tua famiglia per celebrare il Natale in sicurezza, comunicalo chiaramente, consiglia Nicole Beurkens, psicologa infantile olistica e fondatrice e direttrice dell’Horizons Developmental Resource Center in Caledonia, Michigan.

“Una volta che hai comunicato che, “sì, staremo insieme”, “no, non ci siamo quest’anno” o “questo è come ci sentiamo al riguardo”, è importante non continuare a sentirsi obbligati a impegnarsi in discussioni”, afferma Nicole. “In definitiva, ognuno di noi come individuo e come nucleo familiare, deve decidere cosa è meglio e poi comunicarlo con calma e rispetto e cercare di lasciar andare le tensioni derivanti dal pensare a come si sentiranno le altre persone a riguardo”.

Giovanna Kiferle, psicoterapeuta e fondatrice della Psicologia Trascendentale, consiglia di comunicare la propria decisione inquadrandola in una cornice più grande, che prenda in considerazione non solo se stessi, ma anche l’altro e la situazione in generale, facendo ciò che è meglio per sé e la propria famiglia senza dimenticare di considerare gli effetti delle proprie decisioni e ciò che consideriamo giusto o sbagliato.

Nicole Beurkens a riguardo scrive: “Se ci sono persone in famiglia che vogliono riunirsi normalmente anche senza di noi, è una loro decisione, evitiamo pertanto di essere polemici o giudicanti al riguardo. Tutti devono poter decidere cosa è meglio per loro (in relazione ovviamente anche alle disposizioni amministrative, ndr) e fare definitiva chiarezza su questo: ‘Sto facendo ciò che è giusto per me e qualunque cosa facciano gli altri va benissimo.‘”

2. Usa affermazioni in prima persona quando la conversazione si fa accesa

Che tu stia parlando di politica o di pandemia, gli esperti suggeriscono di inquadrare la conversazione intorno a ciò in cui credi, invece di ciò che il tuo amico o familiare dovrebbe pensare. “Il modo in cui esprimiamo le cose e come presentiamo le cose ci porta a fare la nostra metà della strada verso l’altro” ha detto Deborah Duley, proprietaria di Empowered Connections LLC, un centro di consulenza incentrato sulle donne. “A volte non è quello che dici ma come lo dici.”

Usare affermazioni impostate sull'”io”, come “credo” o “capisco quello che dici”, “è così che la penso personalmente”, circoscrive il tuo pensiero al tuo parere e invita più a mantenere uno scambio che a un acceso dibattito, secondo la Duley.

Quando cerchi di importi con qualcuno, come quando affermi ‘Dovresti sentire/pensare questo’, automaticamente le persone non sentono più quello che stai dicendo e vanno dritti sulla difensiva“, continua la Duley. 

3. Decidi di essere tu a disinnescare le “bombe”

Gli esperti suggeriscono di avere una conversazione con te stesso prima ancora che con gli altri, osservarti mentre alzi il tono, il volume, mentre cerchi di imporre le tue argomentazioni e, in quel momento, decidere di fermarti un istante per assicurarti di essere tu quello dalle energie alte quando la conversazione diventa di basso livello.

Quando una conversazione inizia a scaldarsi, ciò che le impedisce di degenerare è quel qualcuno che prende la decisione di non lasciare che ciò accada. Un conflitto avviene sempre tra due parti. Se una non sta al gioco, il conflitto viene disinnescato.

Decidi prima di andare alla riunione di famiglia, alla festa, al cenone, e quindi di prendere parte a qualsiasi conversazione, che se le cose inizieranno a scaldarsi, sarai tu la persona a mantenere un equilibrio. Cosa dire in questi momenti? Prova con: “Capisco il tuo punto di vista’ o, ‘Dimmi di più. Voglio capire meglio.”

4. Riduci l’escalation con umorismo e respiri profondi

Deborah Duley, che ha descritto le sue convinzioni, soprattutto quelle politiche, come molto diverse da quelle della sua famiglia, ha detto di aver imparato a trattenersi per qualche secondo prima di rispondere a qualcosa di offensivo o pungente detto da un membro della famiglia.

“È solo il tempo per un respiro profondo e di ricordare a me stessa che non ho bisogno di abboccare all’amo se non voglio”.

Floyd suggerisce invece di cambiare mood semplicemente con una battuta scherzosa, che può sempre alleviare la tensione di una conversazione stressante.

Ogni volta che io e mia moglie ci sentiamo come se stessimo percorrendo la strada del conflitto, spostiamo il livello della conversazione con umorismo”, ha detto. “Uno di noi ci scherza su e l’altro capisce, sfrutta quella battuta per comprendere che quasi mai vale la pena tenere un punto se vorrà dire portare dello stress in una relazione.

L’umorismo ha la pregevole capacità di alleviare lo stress e la tensione in tutte le situazioni“, ha aggiunto Floyd.

5. Stabilire le regole in anticipo

Prima ancora di sederti a tavola o di accedere a una chiamata Zoom di famiglia, gli esperti dicono che dovresti già aver stabilito le regole di base con la tua famiglia.

Secondo Hayes, le regole di base possono riguardare tutto, da quali argomenti verranno e non verranno discussi a come verranno gestite conversazioni potenzialmente difficili. Ma anche, quanto dovrà durare la cena, a che ora la propria famiglia si congederà e, magari, qualche segnale tra marito e moglie per capirsi al volo in una situazione scomoda.

Soprattutto quando si tratta di famiglie, le persone devono anche stabilire regole di base per ascoltarsi pienamente e comprendersi l’un l’altro, ha osservato Hayes.

“La domanda che pongo a me stesso e invito gli altri a porsi è: stai ascoltando o stai aspettando semplicemente il tuo turno di parlare?”, ha detto. “Soprattutto in famiglia, conosciamo le altre persone sedute intorno al tavolo, che sia un tavolo virtuale o un tavolo reale, pensiamo di conoscerle così bene, che spesso le diamo per scontate e non le ascoltiamo. Piuttosto, siamo molto concentrati a prevedere quello che pensiamo diranno.”

Hayes dice di ascoltare le persone chiedendo perché la pensino in quel modo, e poi cercare cosa hanno in comune con i propri punti di vista e le proprie esperienze di vita. Cercare attinenze e accordi e non le stonature è un buon modo per orientare la conversazione in modo costruttivo, soprattutto in quei contesti stressanti come possono essere le riunioni di famiglia.

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