Green Deal: tutto rinviato al 2021

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di Nicola Venturini –

Tutto rinviato al 2021, la grande porta verso il programma Europeo di riqualificazione e sostenibilità non è stata aperta, per ora. In attesa di un accordo il vice presidente di Legambiente insiste sulla linea da mantenere per ottenere gli incentivi sul green.

Il passaggio alla Camera della Legge di Bilancio 2021 doveva essere diverso, perché le condizioni nelle quali è stata proposta la Legge emanata evidentemente straordinarie. Il Paese si trova in un cul de sac sociale ed economico senza precedenti e per questo si era intervenuti già con quattro manovre di scostamento al bilancio.

Ci si aspettava che la Legge di Bilancio aprisse finalmente un percorso nuovo, nel quale cominciare a vedere le idee, gli investimenti e le riforme che l’Europa ci chiede di mettere in campo nell’ambito del nuovo straordinario programma Next Generation Ue.

Invece è tutto rinviato all’anno prossimo, quando si dovrà presentare il Recovery plan che dovrà contenere la visione e le scelte per un rilancio del Paese incentrato, tra le altre cose su gli investimenti nelle politiche green.

Green Deal: tutto rinviato al 2021

Le risorse messe a disposizione dall’Europa per la questione green sono davvero ingenti, come anche i requisiti richiesti.

Nessun Governo si è mai lasciato andare in promesse tanto importanti nella lotta ai cambiamenti climatici e nella chiave green per il rilancio dell’economia, ma purtroppo le solite liti tra politici e politicanti sono degenerate in un rinvio a data da stabilirsi.

E proprio queste scelte sarebbero quelle oggi più efficaci per far ripartire il Paese dopo il lockdown, dando la possibilità a famiglie e imprese di ridurre la spesa energetica.

Emblematica in negativo è la proroga di sei mesi del superbonus (incentivo unico al mondo di cui avevo parlato qui) per la riqualificazione degli edifici, approvata con la Legge di Bilancio.

Le risorse a disposizione sono limitate, che sono aumentate le famiglie in stato di povertà, le persone senza lavoro, le aziende che rischiano la chiusura e non è accettabile che la spesa pubblica continui ad essere dispersa tra bonus di cui nessuno conosce la reale efficacia o andrà a verificarla.

I limiti evidenti della prima bozza di piano si potranno superare solo aprendo un confronto con il Paese, come chiedono da mesi il Forum disuguaglianze e Legambiente.

* L’articolo è rielaborato dalla lettera del VicePresidente di LegaAmbiente

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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