Approvata la Manovra 2021: ecco le misure destinate alla cultura

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di Ileana Barone –

Con il via libera del Senato, è legge la Manovra 2021. I miliardi messi in campo dalla Legge di Bilancio, passata con 156 voti favorevoli e 124 contrari, sono 40.

Nella lista di misure, destinate a sanità, famiglia e lavoro, molte toccano i vari ambiti della cultura. La speranza è che possano essere una spinta decisiva per risanare le grandi perdite subite dal settore durante il 2020 e per le quali i decreti ristoro non sempre sono stati decisivi.

Le misure riguarderanno la tax credit per le ristrutturazioni e le locazioni, per arrivare alla costituzione di nuovi fondi che sostengano la digitalizzazione dei piccoli musei, delle Imprese Culturali e Creative e del Patrimonio Culturale Immateriale Unesco con l’istituzione di un Osservatorio Nazionale. Per quanto riguarda gli investimenti è stato disposto l’aumento del limite di spesa per l’assunzione di professionisti esterni nei luoghi della cultura, con autonomia speciale, che passa da 16 milioni a 24 milioni di euro nel 2021.

Per far fronte alle mancate entrate derivate dalle fallite vendite dei biglietti causata dalle misure di contenimento del Covid19, è stato confermato lo stanziamento di 25 milioni di euro nel 2021 e di 20 milioni nel 2022 da destinare al funzionamento dei luoghi della cultura statali. Per quanto riguarda i musei statali è stato introdotto un Fondo che permette al Mibact l’acquisto in via di prelazione di beni culturali.

Il budget programmato è di 10 milioni di euro per il 2021, 15 milioni per il 2022 e di 5 milioni a decorrere dal 2023. Mentre sale a 11 milioni il Fondo a disposizione dei soggetti giuridici creati o partecipati dal Mibact per quanto riguarda operazioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Inoltre 4 milioni di euro sono stati stanziati per la tutela e la valorizzazione delle aree di interesse archeologico e speleologico 3 milioni per i parchi sommersi.

I Fondi saranno gestiti dalle Regioni e finanzieranno interventi di riqualificazione e adeguamento degli impianti di illuminazione e di sicurezza dei complessi carsici a vocazione artistica.

Verrà istituito un Fondo per le Imprese Culturali e Creative (Icc) dal valore di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. Una misura interessante poiché il settore genera il 6,1% della ricchezza prodotta nel Paese e che sono destinate a sostenere le Icc tramite la concessione di contributi e agevolazioni nell’accesso al credito, ma anche la promozione di collaborazioni tra le imprese creative e altri settori produttivi, specialmente quelli tradizionali e le Università.

Passano invece da 400 a 640 milioni di euro annui le risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, elevando al 40% l’aliquota massima del credito di imposta per le imprese di produzione, distribuzione e per l’attrazione in Italia di investimenti cinematografici e audiovisivi.

Per quanto riguarda il turismo e il sostegno agli operatori della filiera, consequenzialmente alla riduzione dei fondi messi a disposizione per la promozione della lingua e della cultura all’estero, verrà costituito un Fondo dalla dotazione di 1,5 milioni di euro per incentivare la ripresa dei flussi turistici di ritorno e per permettere ai cittadini iscritti all’AIRE l’ingresso gratuito nella rete dei musei delle aree e dei parchi archeologici di pertinenza pubblica.

Per sostenere gli operatori del settore, oltre all’esenzione dalla prima rata dell’Imu 2021 per gli immobili che svolgono attività turistiche e dello spettacolo, la Manovra interviene sulla disciplina riguardante l’accesso ai contratti di sviluppo con il fine di migliorare l’uso del patrimonio immobiliare nazionale, nonché di favorire la crescita della catena economica e l’integrazione settoriale. I programmi di sviluppo possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, ristrutturazione e ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, indirizzati all’erogazione di servizi di ospitalità legati alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

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