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Decreto sostegni: dal 30 marzo sono già aperte le domande

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Di Nicola Venturini –

A partire dallo scorso 30 marzo, fino al 28 maggio 2021, è possibile presentare, esclusivamente in modalità telematica, la domanda per i contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni. Una misura particolarmente attesa, soprattutto considerando il periodo particolarmente difficile che stiamo vivendo a causa della crisi economica in corso.

Il decreto sostegni

“Un decreto complesso, si indirizza a una grande platea, i cui pilastri sono il sostegno delle imprese, al lavoro e alla lotta contro la povertà“, ha dichiarato il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, dopo l’approvazione del Decreto Sostegni. Per poi aggiungere: Il nostro obiettivo è distribuire più soldi e più velocemente possibile. Il decreto vale 32 miliardi e 11 andranno alle imprese. Ci sarà una piattaforma per effettuare questi pagamenti che inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda: se tutto andrà come previsto, 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile“.

A chi spettano i sostegni?

Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019. In tal caso l’ammontare del contributo è determinato applicando le percentuali già indicate agli importi minimi di 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

A seguito del Dpcm del 24 ottobre 2020, nel decreto legge n.137 del 2020 viene individuata una prima platea che include anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato) per un totale ampiamente superiore alle 300.000 imprese interessate, alle quali viene corrisposto un multiplo dal 100% fino al 400% del contributo a fondo perduto ricevuto in precedenza in funzione del settore di attività dell’esercizio e comunque per un importo massimo di 150.000 euro.

Con il successivo decreto legge n.149, successivo al Dpcm del 3 novembre 2020, questa platea viene ulteriormente ampliata con l’aggiunta di ulteriori 75.000 soggetti, fra cui ad esempio, operatori di bus turistici, fotoreporter, attività di musei, biblioteche e archivi. Il Decreto Ristori Ter comprende fra le attività beneficiarie dei ristori anche il commercio al dettaglio di calzature, mentre il Quater inserisce ulteriori 33 codici Ateco relativi agli agenti e rappresentati di commercio.

Contributi a fondo perduto: chi deve restituirli?

Tutti quelli che hanno percepito indebitamente i contributi a fondo perduto, erogati dal Governo per far fronte all’emergenza Covid, a controlli ultimati da parte dell’Agenzia delle Entrate dovranno restituire quanto riscosso in questi mesi. Il Fisco, dando il via alle prime verifiche, è pronto quindi a battere cassa e a riprendersi quanto non doveva essere corrisposto fin dall’inizio. Al contribuente, comunque, viene lasciata la possibilità di ravvedersi, mentre per tempi e modalità di recupero sono state già definite dal legislatore.

Hanno il dovere e l’obbligo di restituire i contributi a fondo perduto riconosciuti dal dl Rilancio prima e dal dl Sostegni poi, tutti i contribuenti che risultano non essere in possesso dei requisiti stabiliti dagli stessi decreti. Chi ha percepito quindi le somme indebitamente, sarà prima o poi chiamato a restituirli.

Le richieste inviate dai contribuenti che richiederanno o hanno già richiesto il contributo allo Stato, inoltre, saranno sottoposte ai controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria. I dati oggetto di verifica saranno quelli dichiarati nelle istanze pervenute (tenendo conto delle disposizioni vigenti in materia di accertamento sulle dichiarazioni fiscali) e quelli fiscali denunciati dal contribuente (fatture elettroniche, corrispettivi telematici, liquidazioni Iva, dichiarazione dei redditi etc.).

La caccia ai furbi dei ristori

A mettersi in moto è stato l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) che, cogliendo l’opportunità che i ristori rappresentano per molti furbetti, ha intensificato i controlli nel 2021. Lo scopo è quello di scovare le aziende e gli imprenditori che, pur non avendone diritto, sono riusciti a ricevere i sostegni al reddito messi in campo dal Governo.

I dati aggiornati al 31 marzo, pubblicati nelle scorse ore dall’Inps, riportano che in quella data erano state 4.264.828 le domande pervenute all’Istituto di previdenza. Di queste, quelle accettate sono state 3.853.698, mentre quelle respinte 342.433. Significa che non hanno i requisiti richiesti per accedere ai ristori.

Ad essere riusciti a ottenere il sostegno sono stati circa 3,7 milioni di lavoratori, a cui ne vanno aggiunti altri 3,5 che hanno già ricevuto un anticipo di cassa integrazione direttamente dalle aziende. Parliamo quindi di una platea di 7,2 milioni di lavoratori che hanno ricevuto aiuti dallo Stato.

L’obiettivo dell’INL è quello di svolgere controlli almeno per tutto il primo semestre del 2021 in modo da punire i furbetti. Tra questi, le aziende che per accedere alla cassa integrazione hanno modificato i rapporti di lavoro o fatto domanda di ripresa di attività poco prima di fare richiesta. Ancora, nel mirino dell’Ispettorato anche coloro che hanno continuato a lavorare in nero in modo da continuare a percepire lo stipendio e allo stesso tempo accedere ai ristori.

Photo: UnSplash

Fonti: QuiFinanza, ContoCorrenteOnline, TrendOnline, MinisteroEconomiaFinanze

Veneto. Ex curatore di magazine e libri, approfondisce ora il mondo dell’editoria digitale e del web marketing. Ama la montagna e le lunghe camminate. Frase preferita: “chi no ga testa, ga gambe”.

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