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Imperfezionismo: perché dovresti iniziare ad applicarlo subito?

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di Michele Gritti –

Perfezione“. Una parola che solo a pronunciarla suona bene (perfetta, appunto!), elegante e precisa. Una parola che può riportarci alla mente forme geometriche o antiche e levigate statue dalle proporzioni perfette. In fondo però è solo una parola, o meglio un concetto, no? Può un’idea farci male, può un’idea fermarci?

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Può un’idea fermarci?

Beh sì, ed é per questo che dovresti leggere questo articolo e se senti questa parola come un peso è il caso di approcciarti all’Imperfezionismo.
Scavando un po’ più a fondo ci accorgiamo che dentro di sé la perfezione nasconde una sorta di condanna. La perfezione è assoluta, non fa sconti e non lascia scampo: o sei perfetto o non lo sei.

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E se non siamo perfetti? O meglio e se non ci sentiamo perfetti?


Allora ci blocchiamo, non prendiamo la parola quando vorremmo dire qualcosa; non ci candidiamo per un lavoro perché il nostro profilo non é in linea; non ci facciamo avanti con una persona che ci piace; non iniziamo il nuovo allenamento.
In poche parole non agiamo!

E sai cos’è peggio di sbagliare? Non agire!
L’azione è la base di qualsiasi cambiamento, e il cambiamento è quello che ci serve per raggiungere quello che vogliamo (in qualsiasi ambito: dal personale al professionale) Anche se nell’immediato il non agire non ci sembra così male, perché rimaniamo al sicuro nella nostra zona di comfort, nel lungo periodo può portare ad esiti devastanti. Rischiamo di vivere una vita insoddisfacente per paura del giudizio degli altri e soprattutto del nostro!
Oggi quindi ti consiglio di abbracciare l’imperfezionismo, una sorta di filosofia dell’errore. Lo scopo é quello di agire anche nelle peggiori condizioni possibili, senza aspettare che tutto sia perfetto.

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L’accettazione… di Sé

Come? Attraverso l’Accettazione. Prima di iniziare devi ricordarti che la perfezione é solo un ideale, utile per spronarci a dare il meglio di noi, ma nella vita la perfezione non esiste. Vi assicuro che anche le persone che vi sembrano perfette, pensano di non esserlo (sono esattamente come noi!).

Chi invece riesce ad accettarsi così com’è (o magari semplicemente non si pone il problema), in molti casi si rivela più efficace di noi perfezionisti, perché si fa meno paranoie e agisce. Riuscendo magari dove noi falliamo per il semplice fatto di essersi presentato.

L’80% del successo é presentarsi (Woody Allen)

Oggi quindi accogli le imperfezioni che la vita ti offre:

  • Hai risposto male a un collega, accettalo domani andrà meglio
  • Oggi non hai raggiunto il tuo obiettivo, ok accettalo, ricaricati e parti al meglio domani. Non buttare tutta la settimana per un errore.
  • La presentazione per il lavoro non é esattamente la super presentazione che avevi in mente, cambia il tuo focus e presentala! Non essere completamente a proprio agio, infatti, può essere quel qualcosa in più che ci fa fare meglio 😉

Aggiungi poi tu l’esempio che ti sembra più giusto per te.

Essere più “dolci”

In conclusione l’imperfezionismo ci insegna ad essere più dolci con noi stessi, ad accettare le tutte le nostre sfaccettature e i nostri spigoli senza giudizio. Ed accettarsi é alla base di qualsiasi cambiamento!
Devo quindi rinunciare alla “perfezione”? Non rischio di diventare mediocre?
No, non devi rinunciare completamente alla perfezione, ma scegliere di usarla in maniera efficace.
La perfezione deve essere uno stimolo e ci devi rimanere attaccato fino a quando non senti che sta diventando un peso. Allora fermati, respira ed inizia ad essere imperfetto!


“Punta alle stelle, mal che vada ti ritroverai sulla Luna”
Alla prossima
Michele

Immagine di copertina by pressfoto

Coach dell'imperfezionismo: aiuto gli altri (ma anche me stesso) ad accettare i propri errori e le proprie imperfezioni per trasformarle in quella forza esplosiva che ci permette di essere unici e quindi perfetti a modo nostro!

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